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Raoul Bova, il dolore per la perdita dei genitori e il ruolo di Giorgio Armani: «Un onore interpretarlo»

Raoul Bova: «Un onore interpretare Armani»
Raoul Bova è stato ospite ieri di Silvia Toffanin a “Verissimo”. Nell’intervista, l’attore romano ha ricordato i suoi genitori, scomparsi entrambi di recente, e ha parlato della serie “Made in Italy”, in onda da mercoledì 13 su Canale 5.

Dei suoi genitori, Rosa e Giuseppe, Raoul Bova ha parlato nel suo libro autobiografico “Le regole dell’acqua. Il nuoto e la vita”, pubblicato ad ottobre 2020 da Rizzoli. Li ha persi entrambi negli ultimi due anni, e dopo il doppio lutto l’attore ha passato momenti durissimi. Anche per questo sul red carpet del Festival del Cinema di Roma 2020 Raoul è apparso visibilmente dimagrito. Ieri, ospite nel salotto di “Verissimo” di Silvia Toffanin, ne ha parlato a lungo. Ed ha svelato il suo prossimo progetto, quello di un film in cui ci sarà anche Massimiliano Rosolino.

Raoul Bova: «Un film per esorcizzare il dolore»

Parlando di suo padre Giuseppe, Raoul Bova ha detto: «Si era appassionato al nuoto, la condivisione di questo sport ci ha portato anche a nuotare insieme nel mare, nel lago e ovunque potessimo. Quando è venuto a mancare ho cercato di raccontare questo bel momento vissuto con lui. C’è l’idea per un film. Mi sentivo molto solo, nel dolore, penso che sia un sentimento comune a tante persone. La perdita dei genitori ti fa perdere la cognizione del dolore, non riesci più a capire se si tratti di un dolore o se sei stato sradicato dalla terra. Purtroppo oggi, con la pandemia, in molti abbiamo provato queste forti emozioni. Non ti senti solo, senti che il tuo dolore non è solo tuo, ed è un po’ condiviso con gli altri. Riesci a guardare le persone negli occhi e vedi che provano lo stesso dolore. Penso sia importante raccontare tutto questo in un film, in cui ci sarà anche Massimiliano Rosolino».

Raoul Bova: «Un onore interpretare Armani»

A un anno dalla scomparsa del padre è mancata anche Rosa, la mamma dell’attore. Qualcosa si è spezzato in lui. Lo ha rivelato nel suo libro, dicendo di essersi sentito “sepolto dalle macerie della mia stessa vita… da chi avrei cercato un abbraccio quando ne avrei avuto bisogno?”. A Silvia Toffanin ha rivelato: «C’è un prima e un dopo. È un colpo che ti porta al tappeto. Credo che sia importante per tutti rialzarsi e sentirsi più forti di prima. Noi avremo i nostri genitori sempre dentro di noi, stanno sempre lì con noi. Noi dobbiamo essere forti per loro. Adesso siamo dei genitori che devono portare avanti dei principi che hanno imparato dai loro genitori». 

Raoul Bova: «Un onore interpretare Armani»

I suoi quattro figli sono la sua risorse

La forza Raoul Bova, che il prossimo agosto compirà 50 anni, l’ha trovata nei figli: «Ne ho quattro, due maschi e due femmine. Loro non ti fanno pensare, non hai tempo. Mi hanno attaccato in due sul letto ieri ad esempio, è bello poter condividere momenti simili. I figli sono qualcosa di incredibile». Alessandro e Francesco, i figli più grandi, sono nati dall’amore con Chiara Giordano. Le piccole Luna e Alma le ha avute invece dalla compagna, la collega Rocío Muñoz Morales.

Raoul Bova: «Un onore interpretare Armani»

Raoul Bova sarà Armani in “Made in Italy”

Da mercoledì 13 gennaio, Raoul Bova sarà Giorgio Armani nella serie in 4 puntate“Made in Italy”«Vestirsi come Giorgio Armani è sempre un onore. Per me è stata una bella opportunità raccontare attraverso la serie l’Italia degli anni ’70 e ’80, raccontando quello che abbiamo di più bello. Quando sono andato in America per lavoro volevano che facessi sempre il cattivo o il mafioso, ma con questo dimostriamo ancora di più che qualcosa di diverso si può fare. È stato molto difficile l’approccio a questo personaggio perché esprime dei concetti molto importanti, soprattutto rispetto alla donna. Non era più la donna oggetto, ma una donna come sei tu oggi».

Raoul Bova: «Un onore interpretare Armani»

L’amicizia tra Raoul Bova e il Re della Moda dura da molti anni: «Ho parlato anche con Roberta, sua nipote, non solo con lui, volevo che mi desse lui l’ok sull’interpretazione. Quando c’è di mezzo l’amicizia c’è di mezzo qualcosa in più, una responsabilità nei confronti del ruolo e di chi vuoi molto bene. L’ho conosciuto 25 anni fa, ero ancora un bambino, poi l’ho incontrato nel giro del mondo, o lo indossavo o lo incontravo alle sfilate. Mi ha mandato un messaggio con un biglietto scritto di suo pugno facendomi i complimenti per la mia interpretazione. Avere la stima delle persone a volte è molto più importante di un premio, quello è il premio».

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