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Valentino “The Beginning”, la magia della Haute Couture incanta Roma

Valentino, la magia della Haute Couture incanta Roma
Con la collezione “The Beginning” che ha sfilato a Piazza di Spagna, Pierpaolo Piccioli torna alle origini della Haute Couture. In passerella 103 abiti, alcuni dei quali ispirati all’archivio della maison. Parterre di Vip e gran finale con tutte le sarte dell’atelier di piazza Mignanelli in camice bianco sulla scalinata di Trinità dei Monti

Valentino torna a sfilare nella sua Roma con la collezione Haute Couture “The Beginning”, e offre uno spettacolo emozionante, coinvolgente. Magia pura, complice anche la scenografia unica: la scalinata di Trinità dei Monti, dalla quale scendono i 102 modelle e modelli, scelti nel segno dell’inclusività. Ad accompagnarli la voce di Labrinth, che si esibisce dal vivo.

La sfilata si è snodata su un percorso di 600 metri. Dalla prima sede della Maison Valentino in via Gregoriana alla scalinata di Trinità dei Monti, finendo poi a piazza Mignanelli. Ad applaudire, un pubblico di 700 ospiti, tra i quali spiccavano, in prima fila, Giancarlo Giammetti vestito di bianco. Seduta vicino a lui Anne Hathaway in Pink Valentino. Presente anche Naomi Campbell, la direttrice di Vogue Usa, Anna Wintour, Laura Pausini in rosso Valentino e Drusilla Foer in abito lungo verde smeraldo.

Valentino, la sfilata a Trinità dei Monti

“Il mio sogno che si realizza”: così Pierpaolo Piccioli aveva definito la sfilata Valentino Haute Couture di Roma durante la conferenza stampa di presentazione in Campidoglio. Il direttore creativo ha voluto invitare alla sfilata 120 studenti di moda nei cui occhi ha forse intravisto lo stesso lampo di stupore e meraviglia che anche lui, ancora outsider, deve aver provato guardando le sfilate “Donna sotto le Stelle” ambientate proprio a Piazza di Spagna.

Valentino, la magia della Haute Couture incanta Roma

“Questa è una collezione profondamente personale, perché parla della storia di Valentino”, ha detto Piccioli nella conferenza stampa prima della sfilata presso la sede di Piazza Mignanelli. Per crearla, ha spiegato di aver intrattenuto una conversazione immaginaria con lo stesso Valentino Garavani. Ma la collezione non guarda indietro, anzi, fa costantemente riferimento alla sua ultima collezione PP Pink.

La collezione Valentino Haute Couture “The Beginning”

Apre la sfilata un mantello modellato da gigantesche rose rosse di taffetà, indossato sopra una tuta di paillettes rosse. È ispirato al famoso abito Fiesta che Garavani aveva realizzato per la sua prima collezione Valentino, ed è anche un trait d’union con la storia recente della Maison.

 

E cioè con le piccole rose che ornavano corpetti e strascichi nell’ultima collezione Valentino Haute Couture Primavera/Estate 2022. Le rose tornano per tutta la sfilata: sono sui cinturini delle scarpe con i tacchi piumati, sui due pezzi in cashmere e come decorazioni ad intarsio sui cappotti.

Tra le nuance, oltre al rosso Valentino, torna il PP Pink che ha dominato i red carpet, indossato da star come Anne Hathaway, seduta nel front row. C’è anche il giallo, il verde acqua, il viola, l’arancio e naturalmente il nero.

Valentino, la magia della Haute Couture incanta Roma

La complessità del lavoro delle sarte della maison emerge nelle mantelle di chiffon realizzate con una costruzione “quasi chirurgica”, nei lunghi trench neri ricoperti da migliaia di minuscoli lustrini, nei top con lavorazione in pizzo guipure. E le sarte dell’atelier sfilano in camice bianco, tenute per mano da Pierpaolo Piccioli, a conclusione di sfilata prendendosi un lungo, meritatissimo applauso.

Una sfilata nel segno dell’inclusività

Questa collezione fotografa anche nel casting l’idea di bellezza promossa, sostenuta e fortemente voluta da Pierpaolo Piccioli. I modelli e le modelle, come nella sfilata Couture della scorsa stagione, sono diversi per età, etnia, conformazione fisica. Il processo di risignificazione della moda mette al centro ciò che un tempo era periferico, rende protagonista chi prima non era nemmeno comparsa. “Essere assertivi nel creare bellezza non è evasione, ma è l’unico modo per combattere il conservatorismo. E dare un palcoscenico a persone che sono considerate periferiche per me è un dovere” ha detto Piccioli. Per il direttore creativo, la bellezza trascende l’estetica. E la Città Eterna, che nei secoli, pur trasformandosi profondamente, ha mantenuto intatta la sua bellezza è il palcoscenico ideale per riflettere sull’atemporalità dell’arte e della moda.

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