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Il cast di “Diabolik” a Roma per il photocall della pellicola

Il cast di “Diabolik” a Roma
In occasione dell’uscita al cinema giovedì 16 dicembre dell’atteso film “Diabolik”, il cast si è riunito a Roma per il photocall del film

La nuova versione cinematografica di “Diabolik“, firmata dai Manetti Bros, doveva uscire l’ultimo giorno del 2020, ma la pandemia l’ha fatta slittare di ben 12 mesi. Ora l’attesa è finita.

In occasione dell’uscita al cinema, il prossimo 16 dicembre, il cast si è riunito a Roma per il photocall del film.

Il cast di “Diabolik” a Roma

All’evento hanno preso parte i tre protagonisti principali della pellicola. Luca Marinelli, che vestirà i panni dello stesso Diabolik, Miriam Leone, pronta a trasformarsi in Eva Kant, e Valerio Mastandrea, che interpreterà l’ispettore Ginko. Presenti a Roma anche altri membri del cast, tra cui Vanessa Scalera, Serena Rossi, Claudia Gerini e Alessandro Roja, oltre a Manuel Agnelli, che farà il suo debutto da solista con due canzoni che saranno presenti all’interno del film, come “La profondità degli abissi”, brano che sarà contenuto nella colonna sonora della pellicola.

Il cast di "Diabolik" a Roma
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«Un regista fa il film che sente di fare, Diabolik è un fumetto che amiamo, non volevamo sorprendere per forza, abbiamo fatto la versione di Diabolik che ci immaginavamo, senza voler essere originali. Siamo appassionati di cinema classico ed effettivamente ci piaceva l’idea di fare un film classico», così hanno dichiarato in conferenza stampa i Manetti Bros.

Le parole di Miriam Leone, nei panni di Eva Kant

I Manetti sono partiti dallo storico numero 3 del fumetto: «Abbiamo cercato di essere fedeli a quell’albo, abbiamo ripreso inquadrature da quelle pagine. Abbiamo scelto il numero 3 perché qui Eva Kant entra per la prima volta nel mondo di Diabolik».

Il cast di "Diabolik" a Roma
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Per Miriam Leone, che la interpreta, «Eva Kant non è una donna al servizio di un uomo. Lei non è un satellite attorno a un pianeta, è un pianeta. Lei e Diabolik, infatti, sono due universi. La Kant ha una femminilità elegante, non ha nulla da dimostrare. È una femminista “ante litteram” pre-1968».

 

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