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Liliana Fiorelli, nel cast de “I Predatori” di Pietro Castellitto:  «Venezia ha rappresentato la rinascita» 

liliana fiorelli
Attrice, imitatrice, cantante: Liliana Fiorelli vive il suo mestiere in modo totalizzante. L’ultimo traguardo raggiunto è il film I predatori , l’opera prima di Pietro Castellitto, che ha vinto il Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura alla 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Nella storia Liliana interpreta Paola, uno dei personaggi femminili della famiglia Vismara.

La collaborazione di Liliana Fiorelli con i Castellitto risale al 2017, quando l’artista prende parte al film Fortunata di Sergio Castellitto. Un’opportunità che, ancora oggi, ricorda con estrema gratitudine. Negli ultimi mesi Liliana ha preso parte al programma di Rai2 Quelli che il calcio, dove ha dimostrato una grande capacità di destreggiarsi in imitazioni sempre più diverse, passando da Giorgia Meloni ad Elettra Lamborghini, fino ad arrivare all’inedita imitazione di Georgina Rodrìguez, compagna di Cristiano Ronaldo.

Durante il lockdown è nato il suo primo singolo Giorno Zero, pubblicato il 26 giugno: un brano pop dal ritmo estivo e confortante. Liliana Fiorelli è un’artista versatile e multiforme, che spazia in vari campi, come se al suo interno contenesse tante anime: una matrioska, ricca di colori e sorprese, forza e coraggio. Con dedizione e riflessione, dipinge il suo percorso di vita senza mai risparmiarsi. Un’artista diventa credibile ed accogliente quando riesce ad essere una novità continua, e Liliana lo è, davvero.

liliana fiorelli
Photo Credits: Instagram @lilidonna

Intervista a Liliana Fiorelli

Che effetto ti ha fatto partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia, dopo il difficile momento vissuto da tutti noi con il lockdown?

Liliana Fiorelli: Venezia ha rappresentato, per tutti noi, un momento di rinascita. Avevamo voglia di vedere bellezza ed arte. La gara è importante, ma in questi giorni è stato molto importante tornare a guardarci negli occhi, anche senza toccarci.

In che modo descriveresti il personaggio di Paola che interpreti nel film?

Liliana Fiorelli: Paola è una delle due donne che compone la famiglia Vismara. Questo personaggio mi ha fatto toccare i limiti estremi della romanità. È una figura di conforto rispetto al marito, che rappresenta invece l’anello debole di questa famiglia proletaria e fascista. I componenti di questo nucleo familiare provano ad essere predatori, ma spesso ci si chiede: ce la faranno? La grandezza di questo film sta nell’aver tentato di dare una rotondità a Roma, nei suoi estremi a livello di paesaggio, linguaggio ed umanità. Pietro Castellitto ha avuto una fiducia totale nei nostri personaggi. Quando lavori e ti viene concessa tutta questa fiducia, ti senti parte di qualcosa di grande.

Liliana Fiorelli
Liliana Fiorelli sul red carpet de “I Predatori” a Venezia77 – Photo Credits: La Biennale di Venezia – Jacopo Salvi©

Come è stato lavorare con Pietro Castellitto?

Liliana Fiorelli: Sono molto felice di aver preso parte a questo progetto. Tutto il cast, fin dal primo istante, ha creduto nella qualità della scrittura della storia e nella qualità umana di Pietro Castellitto. Un regista come Pietro è un orgoglio per tutti gli artisti under 30. Spero che sia d’esempio e d’ispirazione il modo in cui ha osato, raccontando questa storia. Sono orgogliosa di Predatori, non solo come attrice ma anche come spettatrice.

Liliana Fiorelli
Liliana Fiorelli sul set de “I predatori” di Pietro Castellitto.

Tre anni fa, hai preso parte al film Fortunata di Sergio Castellitto.

Liliana Fiorelli: Credo che sia stata una fortuna rarissima poter lavorare sia con Sergio che con Pietro. È stato interessante percepire e vivere le loro radici, il loro lato umano. Per me, è stato bello vedere quanto Pietro abbia delle radici forti che gli permettono di prendere ispirazione per il suo lavoro.

In questi mesi hai partecipato al programma Quelli che il calcio. Che esperienza hai vissuto?

Liliana Fiorelli: Il programma è stato una palestra di vita. Dietro ogni singolo contenuto c’è un lavoro di una squadra di decine di persone. Grazie a questa esperienza ho capito quanto sia importante il lavoro di squadra. Dietro cinque minuti di performance c’è l’impegno di incredibili maestranze con cui ti interfacci, in prima persona. Mi sono sentita molto responsabilizzata in questo lavoro. Ho imparato a creare un dialogo con le persone con cui preparavo ogni personaggio. Mi sono sentita molto attiva nel processo di creazione.

Musica, cinema e TV. Che significato dai all’arte, nel tuo percorso di vita?

Liliana Fiorelli: Se l’Arte fosse una Dea, sarebbe una Dea buona che non giudica. Riesce a lanciarti delle ispirazioni che, poi, devi comprendere e alle quali devi dare dare forma. Vedo l’artista come un grande ascoltatore che assimila e riceve gli stimoli. Mi diverto molto a cambiare forma. Non potrei vedermi soltanto come un’esecutrice di un lavoro confezionato.

Liliana Fiorelli
Photo Credits: Rodolfo Cardarelli©

Da artista, come vivi la bellezza fuori e dentro i social?

Liliana Fiorelli: Non bisogna diventare vittime dell’accondiscendenza degli altri su Instagram. Sono felice che ci possa essere una pluralità di bellezze, ma soprattutto di personalità. Spero che dietro i polveroni mediatici, come il caso della modella di Gucci, ci sia una rivoluzione che ponga attenzione sulla riconoscibilità delle donne come professioniste. Le donne devono avere l’occasione di dimostrare quanto valgono. Non dobbiamo convincere nessuno. Non dobbiamo essere autorizzate da nessuno a credere nei nostri sogni. Quando qualsiasi ragazza ottiene un successo, io tifo per lei. Al di là della bellezza, dobbiamo ricordarci chi vogliamo essere e cosa vogliamo fare.

Sfogliando le tue foto su Instagram, colpisce il legame che hai con il tuo cagnolino Ninnì. Ce ne parli?

Liliana Fiorelli: Un cane ti regala tutto quello che ha: la sua vita. Per te sarebbe disposto a morire. Metaforicamente, credi che lui ci sarà sempre nella tua vita. Negli ultimi mesi ho scoperto che Ninnì ha una malattia cronica ed incurabile. Per me è stato molto doloroso accettarlo. Questo è il primo grande dolore che ho dovuto tollerare e gestire come unica responsabile di una creatura. Adesso mi prendo cura di lui, ed ho imparato anche a fare le iniezioni, proprio io che ne avevo paura. Ho riscoperto una forza incredibile e affrontato tante paure che, forse, avevo nascosto sotto il tappeto. La mia vita con Ninnì, adesso, significa stare insieme in modo puro e consapevole.

Chi è Liliana Fiorelli, oggi?

Liliana Fiorelli: Qualche giorno fa, una mia amica che non vedo da anni mi ha inviato un ricordo di Facebook, di circa dieci anni fa. Era un post con dei commenti tra me e lei. In quella conversazione, raccontavo di quanto fossi determinata a vivere i miei desideri. Mi descrivo come una donna che vuole sognare e vivere del proprio sogno. Che bella conquista poter rendere vivo tutto ciò!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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