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Addio a Paolo Rossi: l’Italia piange l’eroe della Nazionale campione del mondo

Paolo Rossi, addio all'eroe dei Mondiali 1982
La terribile notizia è arrivata nel cuore della notte, dal vicedirettore di RaiSport Enrico Varriale: Paolo Rossi è morto a 64 anni, sconfitto dal male contro il quale lottava da tempo.

Appena due settimane fa è morto Diego Armando Maradona a 60 anni. E questo 2020 sembra non voler dare tregua: anche Paolo Rossi, il “Pablito” dei Mondiali di Spagna 1982, se ne è andato nella notte. Aveva 64 anni compiuti lo scorso 23 settembre, e da tempo lottava contro un tumore.

L’annuncio di Enrico Varriale

La notizia della morte di Paolo Rossi è stata data su Twitter nel cuore della notte da Enrico Varriale, vice direttore di Raisport. Varriale era anche molto amico di Rossi, con il quale aveva lavorato insieme in Rai al seguito della Nazionale. Conclusa la carriera di calciatore, infatti, Paolo Rossi è stato a lungo opinionista  sportivo per Mediaset e per la Rai. 

Paolo Rossi, addio all'eroe dei Mondiali 1982

La moglie di Paolo Rossi lo ha ricordato sui social

La moglie Federica Cappelletti ha pubblicato sui social una foto che li vede insieme, con le sole due parole «per sempre», e un cuore. E poi un’altra, dove c’è Paolo Rossi di spalle con le figlie e la didascalia «Nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto….». Sotto entrambe le foto, numerosi i commenti pieni di dispiacere, di vicinanza e di affetto.

Paolo Rossi, addio all'eroe dei Mondiali 1982

 

Pablito, l’eroe della Nazionale campione del mondo nel 1982

Nato a Prato, Paolo Rossi è ricordato soprattutto per i suoi gol ai Mondiali di Spagna nel 1982, quando l’Italia si laureò campione del mondo per la terza volta nella sua storia. Alla fine dei Mondiali, vinse il titolo di capocannoniere con sei gol e nello stesso anno anche il Pallone d’Oro.

Negli anni ’80 ha vinto tutto con la Juventus di Trapattoni: due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea, fino alla Coppa dei Campioni nel 1985 con la tragica finale dell’Heysel, che fu anche la sua ultima partita in bianconero. 

Paolo Rossi, addio all'eroe dei Mondiali 1982

Prima delle sue stagioni alla Juventus e prima di diventare l’eroe dei Mondiali di Spagna, Paolo Rossi aveva giocato nel Lanerossi Vicenza, nell’Avellino e nel Perugia, dove nel 1979 fu coinvolto nello scandalo del calcioscommesse. La faccenda gli costò due anni di squalifica, e l’addio all’Europeo in casa. Paolo Rossi pensò di smettere di giocare a calcio, ma il presidente della Juventus Boniperti, che ha sempre creduto nella sua innocenza, lo convinse a ripartire con la sua squadra nel 1981. La squalifica terminò nell’aprile 1982: Rossi fece in tempo a giocare le ultime tre partite di campionato con la Juve, e a vincere lo scudetto. Poi ci fu la rinascita, con la convocazione ai Mondiali di Spagna 1982.

Paolo Rossi, addio all'eroe dei Mondiali 1982

Paolo divenne “Pablito”, l’eroe del Mundial, grazie alla testardaggine del CT Enzo Bearzot, che lo convocò nonostante la vicenda delle calcioscommesse. E Rossi entrò nella storia grazie ai suoi gol contro il Brasile, la Polonia e la Germania nella partita della finale. In tutto Paolo Rossi ha giocato 340 partite, segnando 134 gol, con 48  presenze e 20 reti in Nazionale. Con Collovati, Bergomi, Tardelli, Gentile, Antognoni e Bruno Conti, Paolo Rossi è diventato il simbolo dei campionati del Mondo 1982.

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