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Saldi invernali 2020, il decalogo anti-bufala: quali sono i diritti dei consumatori e a cosa bisogna fare attenzione

Da oggi al via in tutta Italia i saldi invernali 2020, che in alcune regioni sono iniziati già il 2 gennaio. È vero che la merce acquistata in saldo non si può cambiare? E che i capi in saldo non possono essere provati? Possiamo fidarci di sconti esagerati, che arrivano al 70% del prezzo iniziale? Le risposte dell’Unione Nazionale Consumatori a queste domande, e altri consigli per lo shopping durante i saldi

Secondo FederModaMilano lo sconto medio in occasione dei saldi invernali sarà del 40%. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, invece, non si andrà oltre il 25% di sconto, come afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC: «Ci piacerebbero degli sconti medi pari al 40%. Lo speriamo e lo auspichiamo. Peccato che secondo i dati ufficiali Istat, salvo nel gennaio 2015 per la voce Indumenti, non si sia mai superata la soglia del 25%».

«E’ vero che nell’Alta Moda gli sconti sono di solito superiori, sia perché la merce è più suscettibile di notevole deprezzamento sia perché la percentuale di ricarico del commerciante è maggiore. In ogni caso, anche se non escludiamo che singoli commercianti possano arrivare a fare ribassi del 40%, la media dei commercianti è certo al di sotto», prosegue Dona.

Attenzione ai “finti saldi” del 70%

«In compenso, la notizia positiva è che quest’anno, secondo le nostre previsioni, gli sconti saranno in crescita rispetto al luglio scorso. L’Abbigliamento registrerà un abbassamento medio dei prezzi del 21,8% dal precedente 21,1%. Le Calzature saranno scontate del 20,9%, 1,2 punti percentuali di differenza rispetto agli ultimi saldi estivi (19,7%). Solo gli sconti degli Accessori (guanti, cravatte, cinture…) resteranno stabili al 14%. Sconti maggiori, quindi, anche se non certo pari a quelli reclamizzati in alcune vetrine pari al 70%, che nascondono il vizietto di far magicamente lievitare la percentuale di sconto, gonfiando il prezzo vecchio», conclude Dona.

Ecco il decalogo “anti-bidone” dell’Unione Nazionale Consumatori

1) Prodotti difettosi

Conservate sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Avete due mesi di tempo (non 7 o 8 giorni) per denunciare il difetto del capo e per ottenere la sua sostituzione o riparazione. La scelta è del consumatore, salvo che il rimedio richiesto sia impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore rispetto all’altra soluzione (non potete prendere la sostituzione delle scarpe solo perché è rotto un laccio, in tal caso dovete accettare la riparazione).  Se il cambio non è possibile, ad esempio perché manca la vostra taglia, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono) o, se preferite, ad una riduzione del prezzo.

2) No ai fondi di magazzino

Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Come accorgersene? State lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati. E’ improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni articolo, di tutte le taglie ed i colori.

3) Confrontate i prezzi

Non fermatevi mai al primo negozio, ma confrontate i prezzi di più esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi andate a curiosare nei negozi, segnandovi il prezzo della merce che vi interessa. Potrete così verificare se lo sconto praticato è reale ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code.

4) Consigli per gli acquisti
  • Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa carichi di capi di abbigliamento, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.
  • Valutate la bontà della merce guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (fibre naturali o sintetiche, lino o cotone…). Pagare un prezzo alto non implica che sia un prodotto di qualità.
5) Diffidate degli sconti esagerati

Gli sconti superiori al 50% spesso nascondono merce non esattamente nuova o prezzi vecchi gonfiati. L’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati.

6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia

O acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, così da poter valutare autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7) Negozi e vetrine

Controllate il prezzo e non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto, anche se in alcune regioni non è obbligatorio farlo. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Prova dei capi

Non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è di diffidare di quei negozianti che non vi vogliono far provare i capi di abbigliamento o che per farveli provare vi chiedono un anticipo.

9) Datevi un budget
10) Rivolgetevi all’Unione Nazionale Consumatori

Se avete problemi, ricordiamo che gli esperti dell’Unione Nazionale Consumatori sono a disposizione degli iscritti all’associazione attraverso lo sportello generico (clicca per aprire il link) sul sito oppure attraverso la pagina Unc su Facebook.

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