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Ileana D’Ambra: «Per interpretare “Favolacce” sono dovuta ingrassare più di 15 chili, mi sono ispirata a Charlize Theron»

Classe 1996 ed un futuro tutto da scrivere e vivere. Ileana D’Ambra è una giovane attrice italiana. Il suo è un debutto in grande stile con il film “Favolacce”  di Fabio e Damiano D’Innocenzo.

L’opera ha già conquistato l’estero, aggiudicandosi l’Orso d’Argento per la Miglior Sceneggiatura all’ultimo Festival del Cinema di Berlino. Dall’11 maggio “Favolacce” dei Fratelli D’Innocenzo sarà disponibile sulle piattaforme streaming di Sky Primafila, TimVision, Chili, Google Play, Infinity, Cg Digital e Rakuten Tv. Questa favola nera, dove Ileana recita accanto ad Elio Germano e Barbara Chichiarelli, racconta la quotidianità degradata di un quartiere della periferia sud di Roma. Un progetto che ha già ottenuto il consenso unanime di critica e stampa, e si prospetta essere la chiave di volta per la carriera cinematografica di Ileana D’Ambra. Dietro il suo volto delicato e dolce si nasconde la capacità intrinseca di trasformarsi fino quasi a stravolgersi, di mettersi in gioco e di osare per un mestiere che sente appartenerle da sempre. In un vortice di verità e umanità, Ileana ha le idee chiare: sul futuro, sugli affetti e su quel pianeta che vuole proteggere e salvaguardare, a tutti i costi.

Chi è Vilma, il personaggio che interpreti in “ Favolacce”? 

 Vilma è una giovane donna imperfetta e molto umana, racchiude in sé un’immensità di contraddizioni. Nel suo animo convivono disperazione e vivacità, femminilità e mancanza di grazia. Quando ho letto per la prima volta la descrizione di Vilma, ricordo che i due registi la dipingevano come una ragazza che  “puzzava di femminilità”. Dopo aver visto per la prima volta il film, mi sono resa conto di quanto Fabio e Damiano abbiano riempito di imperfezioni, umanità e cruda realtà questa storia.

Come è stato lavorare accanto a due registi così profondi e veritieri come Fabio e Damiano D’Innocenzo? 

Quando sono andata al provino per prima volta, sono entrata nella stanza e immediatamente mi sono sentita a casa. È una sensazione inspiegabile che ricordo perfettamente. Lavorare con Fabio e Damiano è stato un regalo. Confrontandomi con Elio Germano, mi sono resa conto che non succede tutti i giorni di poter avere la libertà che i due registi ci hanno dato sul set. Mi hanno concesso un’estrema fiducia per interpretare il mio personaggio. Questo film ha rappresentato la mia prima esperienza importante, ero piena di paure dettate dall’inesperienza. Eppure mi hanno messa sempre a mio agio, non mi sono sentita mai abbandonata. Lo definirei un viaggio raro che abbiamo fatto insieme. 

Ileana D'Ambra

Per questo ruolo ti è stato chiesto di ingrassare, hai preso più di quindici chili. In che modo ti sei preparata per questa trasformazione fisica? È molto raro che in Italia si veda un’attrice cambiare così radicalmente. 

È vero. In America questo tipo di trasformazione è richiesta molto più spesso agli attori. Ho guardato il personaggio interpretato da Charlize Theron in “Tully”. È un film molto bello al quale mi sono ispirata, anzi quasi aggrappata. Quando Fabio e Damiano mi hanno detto che per interpretare Vilma avrei dovuto ingrassare non ci ho pensato nemmeno un attimo: ho accettato immediatamente. Nel corso dei mesi sono stata seguita da un nutrizionista che mi ha consigliato come mettere su peso nel modo più sano possibile. Non ti nego che è stato difficile, soprattutto in estate, quando il caldo accentua la sensazione di avere un corpo pesante. Sono molto felice di aver avuto questa grande opportunità. Aver potuto sperimentare una trasformazione così radicale è stato elettrizzante. Questa esperienza mi ha ricordato quanto sia importante il nostro corpo nella vita quotidiana, ed anche in questo mestiere. Rappresenta tutto. Ho avuto l’occasione di guardarmi giorno dopo giorno allo specchio, fino a non riconoscermi più. Ho compreso, in questo modo, la disperazione e la pesantezza che Vilma si porta dietro in questa storia. 

 

 Dopo una storia così intensa e reale, cosa ti piacerebbe raccontare? 

Amo questo mestiere perché permettere di scoprire degli aspetti dell’umanità molto profondi e diversi, ed è questo che mi interessa all’interno delle storie che si raccontano al cinema. Vorrei partecipare a progetti che mettano al centro le persone. Ho voglia di scoprire le paure, le ansie, le sensazioni, le felicità umane. Sarebbe bello poter dar voce alle debolezze e alle forze di ognuno di noi.  Fabio e Damiano D’Innocenzo mi hanno sempre descritta con una forte dolcezza. Mi piacerebbe andare sempre in contrasto con ciò che è la mia persona. E questo ideale me lo hanno trasmesso proprio loro due. Riuscire ad andare lontano da quella che sono, sarà fantastico. 

Ricordi il giorno in cui hai capito che il mestiere d’attrice poteva essere il tuo sogno da realizzare? 

 Mia madre mi racconta sempre un episodio di quando avevo quattro anni. Era venuta a prendermi all’asilo,  eravamo in macchina ed io ho iniziato a scrivere delle cose sulle mie mani. Mamma mi ha chiesto cosa stessi facendo e io le ho risposto: “Mamma, quando vincerò l’Oscar dovrò firmare tanti autografi. Mi sto esercitando”. Alle elementari ho iniziato a studiare recitazione, frequentando corsi di teatro. Non ho mai smesso di recitare. Penso che sia qualcosa che mi porto dentro da sempre. Ho sempre pensato che la recitazione  fosse il mio elemento, non l’ho mai abbandonata, non ho mai cercato qualcosa di diverso. 

Al di là del tuo mestiere, come ti descriveresti a chi non ti conosce?

Sono piena di insicurezze e di paure. Ma ho un cuore immenso ed aperto. Mia madre mi chiama “il cuore che cammina”. Ed io ne sono felice. Sento di essere una ragazza umana. 

Quanto è importante, nella vita di una giovane donna, avere un riferimento femminile come quello che tua madre rappresenta per te?

Sono cresciuta con mia madre e con mia sorella maggiore. Mio padre lavora in Veneto. Vivere in mezzo alle donne è stato fondamentale. Per esempio, quando ho ottenuto il ruolo in “Favolacce”, mia madre mi ha aiutata tantissimo. È una mediatrice familiare e il suo lavoro mi ha permesso di porle tante domande. Mi ha insegnato a non nascondermi dietro a niente. Mi ha sempre detto che dovevo tener presente i miei valori, le mie radici, il mio essere. È la persona che mi sostiene. Tutti noi abbiamo delle paure e dei buchi neri, nella vita. Se vuoi fare un mestiere come quello dell’attrice, devi essere estremamente consapevole e centrata. Ecco, mia madre mi ha insegnato a guardarmi dentro. 

Ileana D'Ambra

Alla presentazione di “Favolacce” al Festival di Berlino hai indossato una t-shirt con su scritto: “Save the planet”. Che rapporto hai con il pianeta? 

Grazie per avermi posto questa domanda, sono particolarmente sensibile all’argomento. L’essere umano sembra essere invincibile e padrone di ogni cosa. Molto spesso le persone parlano del pianeta come se fosse qualcosa di loro proprietà. Ma in realtà, noi tutti siamo semplicemente degli ospiti. Avere a cuore il posto che ci dà la vita è necessario. Sento un grande amore e un forte rispetto per la natura. Coltivo il senso comune e il rispetto verso gli altri. Rispettare l’ambiente richiede attenzione. Le generazioni passate hanno fallito rispetto ad una progettazione di una politica ambientale sostenibile. Adesso, ci ritroviamo in una situazione difficile. Siamo ad un bivio e dobbiamo decidere di fare qualcosa di positivo per la nostra terra. 

Ileana D'Ambra
Ileana D’Ambra con Barbara Chichiarelli al photocall di “Favolacce” al Festival di Berlino 2020

 Se pensi alla parola “ libertà” che immagine ti viene in mente? 

Immagino due persone che parlano in una piazza. La libertà è il punto cardine di ogni cosa. Per esempio, in questo momento io e te ci stiamo confrontando e siamo libere. Avere un dialogo è qualcosa che ci rende realmente liberi. 

 

 

 

 

 

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