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Monte Amiata, un itinerario d’autunno alla riscoperta di gusti e tradizioni

Si chiama #AmiatAutunno la rassegna di appuntamenti dedicati ai prodotti tipici ed enogastronomici del comprensorio del Monte Amiata, che riunisce otto comuni: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Roccalbegna e Santa Fiora.

Ad Arcidosso “Castagna in Festa”

Il 25, 26 e 27 ottobre ad Arcidosso si celebra la castagna, a cui si sono legate le sorti degli abitanti del territorio del Monte Amiata. Una festa fatta dalla gente: sono tante le associazioni che allestiscono stand con prodotti a base di castagne e birra di castagne. Aperte anche le cantine nel centro storico mentre un ricco programma di spettacoli, mercatini e concerti anima il paese.

A Castel del Piano e Campiglia d’Orcia, olio e marroni

Due gli appuntamenti in programma domenica 27 ottobre.Castel del Piano si festeggia l’olio con una passeggiata a piedi o in e-bike attraverso gli oliveti. Volendo si può far sosta al Castello di Potentino e al frantoio Anteata con degustazione. A Campiglia d’Orcia (comune di Castiglione d’Orcia) si svolge la “Festa del Marrone” e si gustano i piatti della tradizione e soprattutto, i marroni preparati in ogni modo. Intanto i tre Rioni in cui è suddiviso il paese danno vita alla festa. Le strade e le viuzze si riempiono di scenografie dove personaggi in costume raccontano di antiche leggende o cantano stornelli.

Gran finale che nel ponte di Ognissanti

Dal 31 ottobre al 3 novembre a Piancastagnaio è tempo di Crastatone, nato per celebrare la fine del raccolto della castagna e l’inizio della stagione invernale. Il termine Crastatone deriva dal verbo dialettale “crastare”, ovvero l’atto di tagliare la castagna prima di metterla sul fuoco, da qui la “crastata” (caldarrosta). I chiassi delle Contrade diventano percorsi tutto da scoprire: l’aria profuma di caldarroste e legna bruciata mentre cantine e locande offrono menù tipici conquistando i visitatori con specialità a base di castagne, monne, brodolose, vecchiarelle e suggioli. Mostre d’arte, mercatini, musica e visite guidate arricchiscono la manifestazione.

Zucche in festa, un’antica usanza contadina che non ha nulla a che fare con Halloween

Sabato 2 novembre il borgo di Castell’Azzara si tuffa nella tradizione con “Zucche in festa” appuntamento che racconta un’antica usanza toscana. È  la festa delle “morti secche”, ovvero delle zucche svuotate e trasformate in teschi da illuminare con una candela. Nulla a che fare con Halloween: questa usanza accompagnava l’autunno, quando le zucche ormai mature, in compagnia delle pannocchie di granturco con cui avevano condiviso il terreno di semina, arrivavano nelle case dei contadini per essere usate come alimento. Un raccolto celebrato da queste sculture rurali, che giocando a raffigurare la morte si proponevano come oggetti portatori di luce e quindi di vita. E così, per una sera, si delizia il palato dei visitatori con un ricco menù, tra musica e attrazioni

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