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“Gli occhi di Tammy Faye”: trailer e recensione del film di apertura della Festa del Cinema di Roma 2021

“Gli occhi di Tammy Faye” ha aperto oggi la sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Diretto da Michael Showalter, il film mostra da vicino la straordinaria storia dell’ascesa, della caduta e della redenzione della telepredicatrice Tammy Faye Bakker. 

Negli anni Settanta e Ottanta, Tammy Faye e suo marito Jim Bakker, entrambi di umili origini, riuscirono a creare il più grande network televisivo religioso al mondo e un parco a tema. Celebre per il suo messaggio di amore, accettazione e prosperità, Tammy Faye, morta nel 2007, divenne inseparabile dalle sue ciglia finte, dalla sua stravagante voce da cantante e dal suo desiderio di raggiungere persone di tutte le estrazioni sociali.

Tuttavia, non passò molto tempo prima che irregolarità finanziarie, rivali truffaldini e scandali demolirono l’impero che i due avevano faticato a costruire. Nel cast: Jessica Chastain, Andrew Garfield, Cherry Jones e Vincent D’Onofrio.

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

“Gli occhi di Tammy Faye”, la recensione

Gli occhi di Tammy Faye potrebbe essere definito il Watergate dei predicatori. E la storia dei coniugi Bakker una sorta di “Yes we can”…con l’aiuto di Dio. 

Gli occhi di Tammy Faye è un film dai dialoghi piatti e con una storia non emozionante. Il racconto di un mondo con un dio immobiliarista e con fedeli resi ancora più ciechi da una fede cieca. La storia di una coppia di influencer ante litteram, che costruiscono un impero recitando “Dio benedica i donatori” o “Chi non dà raccoglierà solo miseria e malattie”. Due sognatori della provincia americana che creano dal nulla una televisione privata via satellite, la PTL: “l’emittente religiosa che ispira”.

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

Il materiale per una storia avvincente c’era. La difficoltà principale, semmai, era portare sullo schermo una storia che aveva riempito le pagine dei tabloid americani negli anni Ottanta senza farsi coinvolgere.

Il film di Showalter ci restituisce una donna, Tammy Faye, idealista, sincera, forse superficiale, ma di cuore. Vittima consensiente dell’ambizione di un marito tanto debole quanto avido ed egocentrico. Una donna che predica l’amore tra tutti e che si scontra con l’America bianca, cattolica integralista, razzista e omofoba. Con buona pace del suo dio.

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

Il limite della pellicola di Showalter è aver appena accennato alle faide e alle lotte di potere tra le comunità cristiane dell’America dei predicatori, al giro di affari che si cela dietro alle televendite della fede, ai rapporti tra chiese e politica. Per non parlare della mancanza di approfondimento della figura di Jim Bakker. Jessica Chastain è forse sprecata in un ruolo tratteggiato a colpi di mascara, rossetto e pellicce leopardate.

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

Non che Tammy Faye Bakker fosse una grande attivista per i diritti civili, ma era sicuramente un personaggio che poteva offrire un materiale migliore su cui lavorare, a partire dalla sua inclusività nei confronti della comunità LGBT, duramente osteggiata dall’America moralista e perbenista. Un film che non aggiunge nulla a una storia nota oltre oceano.

Il film raccontato da Jessica Chastain e Vincent D’Onofrio

Alla Festa del Cinema di Roma sono arrivati, per il lancio del film, Jessica Chastain e Vincent D’Onofrio, perfetto nel suo ruolo del reverendo Jerry Falwell, bigotto ultraconservatore, interessato al giro di affari dei coniugi Bakker.

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

D’Onofrio ha raccontato in conferenza stampa di come sia cresciuto in una famiglia liberal, ma circondato da vicini di casa repubblicani. «Ho vissuto nel nord e nel sud degli Stati Uniti, a New York e in  Florida, quando il mio Paese non era così diviso come oggi. Ero consapevole del modo in cui la comunità cristiana veniva rappresentata, conoscevo i tele evangelisti, ma non li giudicavo. I miei vicini erano sempre accoglienti. Il mio compito» – continua D’Onofrio – «è dare voce ai personaggi. Se avessi usato i paraocchi, avrei raccontata solo metà della storia. All’epoca furono trascurati molti aspetti di Tammy Faye. Meritava di essere vista in modo diverso. L’informazione, al tempo, non fu imparziale».

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

Anche Jessica Chastain è cresciuta sentendo spesso parlare di questa donna così mediatica. «Tammy Faye era su tutte le copertine dei giornali e in televisione» – racconta alla Festa del Cinema – «tutti parlavano di questo scandalo. Ma sapevo solo questo. Quando mi sono documentata per il film, ho appreso la sua vera storia e mi ha appassionato il fatto di poterla condividere con il pubblico. Ho scoperto che molte notizie date erano false. Volevamo rendere giustizia a questa donna ridicolizzate a causa del suo trucco e del suo abbigliamento e, tramite lei, accendere un riflettore sul modo in cui venivano trattate le donne i quegli anni dai loro stessi mariti». 

"Gli occhi di Tammy Faye": trailer e recensione

«Credo che Tammy fosse profondamente credente, che credesse in qualcosa di più grande che ci unisce», prosegue la Chastain. «Credeva che le voci che sentiva, fossero di dio. Non spetta a me giudicare. Per me era importante renderla così, come una donna di forte fede, bisognosa di amore e che lo aveva trovato nella sua comunità religiosa. Una donna che voleva solo trasmettere amore. Credeva davvero che fossimo fatti tutti dalla stessa polvere e che nessuno fosse un rifiuto di dio: questa frase che recito è sua. Non credo fosse una femminista. Pensava solo a come servire meglio dio. Combatteva la disuguaglianza e auspicava una giustizia sociale. Per questo non ho reputato utile incontrare il marito. Ho letto il suo libro e mi è bastato. Volevo vedere solo con gli occhi di Tammy Faye». 

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