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Roberto Farnesi: «La voglia di ripartire deve essere più contagiosa di questo brutto virus»

Roberto Farnesi è uno degli attori più affascinanti e più amati. Ha iniziato la sua carriera ventitré anni fa, debuttando al cinema nel film “Una donna in fuga” di Roberto Rocco. Da lì in poi, ha interpretato una serie di ruoli che gli hanno permesso di arrivare al cuore degli italiani.

In TV Roberto Farnesi è uno dei volti più richiesti nelle fiction di maggiore successo. Tutti i giorni, su Rai1, è Umberto Guarnieri ne  “Il Paradiso delle signore”. Con il suo sguardo affascinante, intenso ma anche rassicurante, Roberto Farnesi stupisce per la sua grande versatilità e per l’eleganza che, durante il corso del tempo, non abbandona mai.

Come stai e come vivendo questo momento?

In questo momento è importante, tra di noi, chiederci come stiamo, più del solito. Sto passando queste giornate con la mia compagna e il mio cane. Ho la fortuna di avere un giardino, quindi uno spazio all’aria aperta dove poter stare. A casa ci dilettiamo in cucina e nelle pulizie domestiche. Aspettiamo che questo momento passi.

In questi giorni la TV sta trasmettendo molte repliche di alcune fiction di successo a cui preso parte. Che effetto ti fa sapere che stai tenendo compagnia a molti italiani?

Il mio percorso è iniziato ventitré anni fa. La prima esperienza è stata per il cinema, ed ebbi la fortuna di avere un ruolo da protagonista. Da allora sono arrivate tante fiction e serie che sono state amatissime, come  “Carabinieri”, “ Le tre rose di Eva”, “ Butta la luna”. Adesso sono molto legato alla serie “Il Paradiso delle signore”. Sono contento che in un periodo come questo stiano andando in onda le repliche di alcune di queste serie, e di tenere compagnia alle persone a casa. È una bella soddisfazione. Guardando le puntate, rivedo un po’ del mio percorso e della mia carriera. In questi giorni mi tornano in mente ricordi piacevoli dei momenti passati sui vari set. Specialmente se penso a “Carabinieri” e al periodo entusiasmante delle riprese a Città della Pieve, dove giravamo. Ci ritrovavamo tutti insieme in trasferta e si respirava un’aria da gita scolastica. Ricordo con affetto i bei momenti passati con Andrea Roncato, con cui sono rimasto molto amico, e lo splendido lavoro fatto accanto ad artisti come Paolo Villaggio e Pino Caruso. Ci siamo divertiti molto.

Roberto Farnesi

Ne “Il Paradiso delle signore” interpreti un personaggio non proprio positivo. Come è stato passare dalla parte dei cattivi?

Ho spesso interpretato ruoli che hanno conquistato il consenso e l’affetto del pubblico. Con Umberto Guarnieri, invece, ho sperimentato un ruolo da “cattivo” e racconto l’altra faccia dell’essere umano. È un personaggio un po’ oscuro, un uomo d’affari lontano dall’eroe buono, ma dedito alla famiglia. Ho accettato con felicità di interpretarlo e mi diverte molto dargli voce. Gli spettatori amano il cattivo nella lunga serialità, perché porta con sé un’aura di fascino inevitabile e incisivo. Inoltre, “Il Paradiso delle Signore” ha grande successo perché racconta l’Italia del boom economico degli anni ’50 e ’60, dopo il disastro della seconda guerra mondiale. Questo progetto ci insegna che dalle situazioni drammatiche si può aspirare ad un rilancio. Saper cogliere con forza queste opportunità è fondamentale.

Hai da poco aperto un ristorante a Pisa, il Ristoro la Bottega del Parco. Com’è nata questa scelta?

Ero molto affascinato dal mondo dei ristoratori, che sanno coniugare la convivialità alla scelta imprenditoriale. È bello vedere l’entusiasmo delle persone che vengono a pranzo e a cena da noi. La cucina è importante per gli italiani. Da toscano, ho sempre ammirato i ristoranti italiani che portano avanti le tradizioni culinarie del nostro Paese. Con questo locale ho dato lavoro a venti giovani e sono molto felice di aver dato spazio a questi ragazzi. Inoltre, è molto bello toccare con mano l’affetto della gente che trova all’interno del nostro locale la qualità delle materie prime, l’ospitalità e l’efficienza. Le persone si complimentano per il posto che abbiamo costruito.

Roberto Farnesi

Da imprenditore come pensi che sopravviveranno le piccole e grandi imprese, dopo questo periodo difficile?

Questo momento è molto particolare per tutti noi. Di fronte ad una crisi del genere, l’imprenditoria e le piccole imprese devono avere assolutamente il sostegno dello Stato perché sono la spina dorsale del Paese. Spero vivamente che chi di dovere pensi già da adesso a come sostenere i lavoratori. Ci saranno non poche difficoltà da affrontare. Mi auguro che una volta usciti da questo periodo così difficile si possa trovare l’entusiasmo giusto per ricominciare più forti di prima nelle nostre attività. Voglio essere ottimista. La voglia di ripartire deve essere contagiosa più di questo brutto virus, di questa brutta situazione.

Roberto Farnesi

Hai compiuto cinquant’anni, come è cambiata la tua vita?

La vita ci riserva sempre delle sorprese, nel bene e nel male. È bella proprio per questo. Negli anni, ho acquistato molta più sicurezza rispetto a prima. Sai, da ragazzo ti capita di avere insicurezze e paure. Poi ti capita di affrontare varie situazioni che ti spingono a rafforzarti nelle scelte che fai. Oggi credo molto di più in me stesso. Mi sento più forte e sicuro.

 

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