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“Per niente al mondo”, nel film di Ciro D’Emilio la tragedia umana della malagiustizia

"Per niente al mondo", recensione del film di Ciro D’Emilio
È uscito ieri in sala “Per niente al mondo”, opera seconda di Ciro D’Emilio con Guido Caprino che ci regala una recitazione profonda, dove anche i respiri sono battute ben recitate

Dal regista di “Un giorno all’improvviso” (2018) con Anna Foglietta, Nastro D’Argento per la Migliore Interpretazione Femminile, “Per niente al mondo” è l’opera seconda di Ciro D’Emilio, con protagonista Guido Caprino.

Nel cast del film, distribuito in sala da Vision Distribution, anche Boris Isakovic, Irene Casagrande, Antonio Zavatteri, Diego Ribon, Antonella Attili, Josafat Vagni e Valentina Carnelutti.

“Per niente al mondo”, sinossi e recensione

Primissimi piani. Contorni sfocati. Piani sequenza. Campi lunghi. La vita, dove un frammento del tutto e il tutto sono solo angolazioni diverse della stessa scena. Un pendolo che oscilla in avanti e indietro tra presente e passato, sempre più vicini tra di loro. La mente che crea e distrugge ricordi coniando una sua realtà, amplificando episodi a discapito di altri: il montaggio nella nostra mente.

La locandina di “Per niente al mondo”

Un pendolo che scandisce l’ansia: le scene che oscillano davanti allo spettatore, trascinato in un mondo vicinissimo, in primo piano, eppure archetipico. Un episodio di malagiustizia trattato non come un caso giudiziario, un fatto di cronaca. Solo una tragedia. Umana. Di un singolo individuo che si fa portatore di una sofferenza più ampia: la distruzione improvvisa delle certezze di una vita per cause non imputabili alla propria volontà. Quel fato cieco che, senza disturbare Kafka, può estrarre a sorte un qualsiasi nome. Anche il tuo. Hai vinto la lotteria? No, hai vinto l’inferno.

"Per niente al mondo", recensione del film di Ciro D’Emilio

Vivi nel presente anche se è fatto di poco o di nulla: è il mantra scandito sulle pareti di una cella. “Non mi hanno tolto un anno, mi hanno tolto l’anima”. Sono le parole di un uomo come tanti, con le sue certezze, le sue paure, il suo mondo. Suo. Suo?  Per niente al mondo Bernardo avrebbe cambiato la sua vita. Quel successo se l’era costruito pietra su pietra, con quelle mani che ricordavano quelle di suo padre. Ma aveva deciso che “per niente al mondo” le sue sarebbero più state sporche di terra.

Bernardo aveva un obiettivo a portata di mano: il suo nuovo ristorante per ricevere la sua stella Michelin. Sarebbe stato bello come un teatro. La vita è un teatro. Ma chi l’ha detto che il ruolo lo scegli tu? E dal palcoscenico della vita non puoi andartene. Da quel ruolo di attore non puoi licenziarti. Lì, l’unico sipario che cala è quello della morte. Le luci della ribalta delle quali hai goduto, gli applausi degli amici, il successo lavorativo, la sicurezza dei compagni d’armi.

"Per niente al mondo", recensione del film di Ciro D’Emilio

E poi l’incubo, quello che “per niente al mondo” vorresti vivere. Ma, sulle tavole del palcoscenico della vita, commedia e tragedia si svolgono allo stesso modo. E la tua esistenza passa in un attimo dal paradiso all’inferno. Ti svegli, apri una porta e…

Il trailer del film

“Per niente al mondo”, le parole del regista Ciro D’Emilio

«“Per niente al mondo” è un film che parla di fiducia, di mancanza di fiducia, delle conseguenze della fiducia data»  racconta Ciro D’Emilio. «Una sceneggiatura nata da un caso realmente accaduto di mala giustizia, che è stata un input per affrontare anche ciò che ne era stato dopo. I fatti raccontavano, al di là degli avvenimenti, di un viaggio di un’anima: di un’ascesa, di una caduta, un declino e il tentativo di una rinascita». 

"Per niente al mondo", recensione del film di Ciro D’Emilio
Ciro D’Emilio sul set di “Per niente al mondo” – Photo Credits: Andrea Pirrello©

Il regista prosegue: «Non volevo fare un film buonista o furbo, non volevo accattivare lo spettatore attraverso il caso di mala giustizia, ma mettere ognuno di noi nei panni di qualsiasi altro protagonista del film. Siamo partiti da una domanda: e se invece di ricostruire, quest’uomo avesse deciso di riprendersi tutto subito? Da lì il film. Ammetto che mentre scrivevo avevo già in mente il protagonista perfetto. Questo film è stato scritto pensando a Guido Caprino, un grande attore che non ha paura di stare al contatto col dolore». 

Guido Caprino è Bernardo

Il protagonista di “Per niente al mondo”, interpretato da Guido Caprino, è Bernardo, un uomo rude della campagna veneta. Uno chef di successo che si è fatto da solo. Caprino afferma di aver accettato la parte dopo la prima lettura della bozza della sceneggiatura che D’Emilio gli aveva mandato. 

"Per niente al mondo", recensione del film di Ciro D’Emilio

«La prima lettura era già talmente impattante che dopo averlo letto sono rimasto tre ore muto sul divano» dice Guido Caprino durante la presentazione alla stampa «Quel seme l’ho portato con me nella lavorazione. È stata una grande opportunità poterci lavorare. Non ho giudicato: un attore non deve giudicare il personaggio. Era straziante leggere la decadenza totale di un uomo che, semmai, ho cercato di comprendere»

.«È vero che questo è un film che parla di un caso di mala giustizia, ma non c’è uno sviluppo preciso sulle vicende giudiziarie», continua l’attore. Si concentra sul suo tarlo della condanna ingiusta. Il peso di un’ingiustizia, dell’impotenza, è qualcosa che ti butta a terra. Una situazione che non auguro a nessuno. Purtroppo la giustizia è degli uomini e gli uomini a volte sbagliano. Quando lavoro c’è sempre qualcosa di me nei miei personaggi, qualcosa di personale. Stavolta la posta in gioco era alta perché erano esperienze mai fatte».

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