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Drusilla Gucci: «La moda non mi interessa, ho sempre voluto scrivere ed ho realizzato il mio sogno» 

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice
Drusilla Gucci ha debuttato come scrittrice con “Lilith e Abrham”, il primo romanzo di una trilogia di genere fantasy gothic edito da Risfoglia Editore e presentato al Salone del Libro di Torino, con prefazione di Alessandro Cecchi Paone. La pronipote di Guccio Gucci, che lo scorso anno ha preso parte a “L’Isola dei Famosi”, si racconta in questa intervista

La Armando Curcio Editore mi fa recapitare “Lilith & Abrham – Le origini”, il primo libro di Drusilla Gucci. Guardo la copertina. Sospiro e lo poggio sul tavolo. Cosa potrà mai scrivere una che di cognome fa Gucci e che è diventata famosa grazie a un reality? E poi un fantasy. Io che al liceo avevo divorato Tolkien. Dieci giorni e il libro è ancora lì che mi fissa.

Lo leggo perché “un pregiudizio non può averla vinta”, mi dico. In realtà, sotto sotto, mi aspetto di aver ragione. A pagina due sono già colpita. Drusilla Gucci è un’altra autrice, uno stile diverso, un’altra formazione, un’altra generazione, ma il libro è avvincente.

“Lilith & Abrham”, il romanzo fantasy di Drusilla Gucci

Lilith & Abrham: due figure mitologiche che affondano le loro radici nell’antica Mesopotamia. Lilith: quel demone femminile portatrice di morte, che nella religione ebraica sarà la prima moglie di Adamo, la prima donna della storia a ribellarsi a un uomo e, per questo, la prima vittima di damnatio memoriae della storia. Verrà sostituita da Eva. Abrham: il mitologico Abramo da cui originano le tre grandi religioni monoteiste. Due antichi personaggi riuniti, almeno nel titolo, dopo migliaia di anni.

 

Lilith e Abrham: un montaggio cinematografico per un romanzo che spazia da “Twilight” al “Trono di Spade”. Un’opera prima che potrebbe essere descritta con le parole che Charles Baudelaire usò per le opere di Goya: “un incubo pieno di cose sconosciute”. Le immagini crudeli, violente, malvagie, ricordano i dipinti tardivi del pittore spagnolo, le sue pinturas negras. Le tinte fosche del sangue, della violenza e delle torture, che si fondono con i colori accesi della sessualità e dei sentimenti, risuonano delle sceneggiature di registi horror come Wes Craven e Dario Argento. 

Intervista a Drusilla Gucci

Eppure, a guardarla, Drusilla Gucci appare come una giovanissima donna esile, minuta, eterea, quasi una figura elfica. Che però sembrerebbe celare dentro di sé un mondo dark.

“In realtà in me convivono tante realtà. Sono una persona estremamente eclettica, ho molti interessi che preferisco non mostrare. Nonostante il romanzo sia a tinte gotiche, non è che vado in giro vestita come una metallara. Non ho mai esteriorizzato la mia interiorità, perché non ho niente da dimostrare a nessuno. È il mio mondo interiore e sono una persona riservata. Sono affascinata da tutto ciò che è misterioso, sconosciuto, ancora da scoprire, surreale. Forse perché reputo la realtà senza sale, abbastanza grigia”.

Così si racconta Drusilla Gucci al rientro dal Salone del libro di Torino, dove ha presentato “Lilith e Abrham – Le origini”.

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice

Come nasce la scelta di ambientarlo nella Romania di fine Ottocento? È appassionata di mitologia romena?

Drusilla Gucci: L’ho studiata perché sono appassionata di antropologia. Per me tutto ciò che è folklore, leggende, è estremamente interessante. Sono sempre stata affascinata dalla Romania e ho pensato di ambientarci il libro, nonostante non l’abbia ancora mai visitata. Però ho letto vari testi, e mi sono documentata anche su Internet. Volevo fare qualcosa di più originale che le persone ancora non conoscono, evitando il ricorso alla mitologia celtica, vista e rivista.  Se si pensa alla Romania, poi, pensano tutti agli Strigoi, cioè al Vampiro, invece ci sono miti più interessanti.

Dietro quale personaggio si nasconde Drusilla?

Drusilla Gucci: In tutti. In ognuno di loro c’è un po’ di me. D’altronde nascono da dentro di me, quindi a tutti ho dato qualcosa.

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice

Anche in quelli cattivi?

Drusilla Gucci L’unica per la quale mi sono ispirata a qualcun altro, è Darvulia. Tutti gli altri hanno qualcosa di mio. E comunque io non lì reputo cattivi.

Come li reputa?

Drusilla Gucci: Non mi sono posta in modo giudicante nei loro confronti.

Come è stata la sua infanzia?

Drusilla Gucci: Sono stata una bambina molto solitaria. Detestavo gli altri bambini, infatti non sono andata all’asilo. Gli altri bambini mi inquietavano. È stata un’infanzia piena di amore, con due genitori fantastici che non mi hanno fatto mancare nulla. Vivevo nel mio mondo, avevo una fantasia sconfinata. Giocavo da sola e sono sicura che questo mi ha aiutata ad alimentare la mia creatività.

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice

Ha sempre saputo che avrebbe scritto o sognava altro?

Drusilla Gucci: Ho sempre voluto scrivere. Ho iniziato a scrivere piccole storie già a otto anni.

Non le interessava il mondo della moda?

Drusilla Gucci: No no. Per carità.

Amicizie: quanto pesa il cognome Gucci?

Drusilla Gucci: Siccome non mi interessa il giudizio, o il pregiudizio, della gente, non mi è mai pesato più di tanto.  Poi sono molto solitaria, quindi non ho bisogno di circondarmi di tante persone e di preoccuparmi di cosa pensano. Semmai nell’ambito lavorativo: avendo un cognome così importante, posso accettare solo una certa tipologia di lavori. Perché devo avere la garanzia che siano lavori di alta qualità.

Nelle amicizie sono molto selettiva. Per fortuna, le persone in generale non mi piacciono. Ho le mie amicizie storiche, due amici che è come se fossero due gemelli e con i quali sono cresciuta. Sono molto grata di averli nella mia vita: sono come fratelli.

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice
Drusilla Gucci con il fidanzato Francesco Chiofalo sul red carpet della 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia

È una Gucci, è famosa grazie ad un reality: quanto ha influito questo nel mondo dell’editoria?

Drusilla Gucci: Sicuramente questo mi ha consentito di pubblicare. Ho preso parte all’“Isola dei Famosi” per poter pubblicare il mio libro. Sono consapevole che le persone hanno i loro pregiudizi, ma li avrebbero in ogni caso. La mia risposta in queste situazioni è: aprite il libro e giudicate dopo. Fate parlare il libro invece di dire “oddio, guarda chi l’ha scritto”. Leggetelo prima di sentenziare. 

Un approccio coraggioso…

Drusilla Gucci: Sono una persona agguerrita. Sono molto temperamentale, anche se non sembra.

In “Lilith & Abrham”, uno dei personaggi, Niloufar, è frutto di uno stupro. Le violenze come strumento di guerra contro i civili sono sempre esistite. È un problema che stiamo avendo in Ucraina, in centrafrica accade da anni. È stato un caso o una scelta consapevole?

Drusilla Gucci: Nel libro è trattata anche la tematica del razzismo. È stato casuale che fosse così attuale, ma io sono una donna immersa nella vita di tutti giorni. Era inevitabile che ci fosse una punta di attualità nonostante si tratti di una storia fantasy. L’uomo è sempre uomo: fa schifo ora come secoli fa. Quindi storie come questa sono sempre attuali.

Drusilla Gucci, intervista alla pronipote di Guccio che debutta come scrittrice

La sua famiglia è stata raccontata nel film “House of Gucci”: cosa ha provato a vederlo? 

Drusilla Gucci: In quel film non c’è niente di coerente, né di attinente. Tutta la famiglia si è unita prendendo le distanze con un comunicato stampa, esprimendo il nostro totale sdegno. Ho trovato “House of Gucci” offensivo per la famiglia perché ci dipingono come dei Corleone, una famiglia di mafiosi maschilisti. Un film offensivo anche per l’Italia, perché è un accumulo superficiale di cliché fondamentalmente italiani. È un film totalmente privo di profondità, fatto a fini commerciali, dove la storia è vista con gli occhi di un’assassina dipinta come un’eroina romantica. Raccontare la storia così, vuol dire essere fuori di testa.

Almeno il film ha avuto il merito di unire la famiglia: tutti contro un nemico comune…

Drusilla Gucci: Assolutamente sì

Attendiamo il seguito della trilogia di “Lilith & Abrham”?

Drusilla Gucci: Sì, gli altri due capitoli sono già scritti e la casa editrice Curcio è pronta a pubblicarli per Risfoglia. 

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