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Freddie Mercury: 30 anni senza l’inimitabile performer

Domani, 24 novembre, è il trentesimo anniversario della morte di Freddie Mercury, compositore e front man dei Queen. Uno dei più grandi performer e delle voci più belle della storia della musica

Era il 24 novembre del 1991 quando i notiziari diffondevano la notizia della morte di Freddie Mercury. Da un paio d’anni aveva iniziato a mostrare sul volto e sul fisico i segni di un’evidente sofferenza. L’AIDS lo aveva aggredito alla fine degli anni Ottanta minandone l’aspetto, scavandone il volto, fino a ridurlo all’ombra di quell’artista che un tempo si esibiva muovendosi, ballando e coinvolgendo le migliaia di fan che assistevano ai concerti dei Queen.

La sua ultima apparizione in pubblico risale a un anno e mezzo prima della morte, quando insieme agli altri componenti dei Queen era salito sul palco dei BRIT Awards 1990 per ritirare il premio conferito alla band.

30 anni senza Freddie Mercury

Aveva compiuto da poco 45 anni, Freddie Mercury, quando si è spento nella sua casa londinese di Logan Place, assistito fino all’ultimo da Jim Hutton, l’uomo con il quale aveva condiviso gli ultimi sei anni della sua vita. 

Tanto trasgressivo, provocatorio ed esplosivo sul palco quanto inquieto e insicuro nella vita privata, Freddie Mercury ha condotto un’esistenza sopra le righe, fatta di eccessi, di feste sfarzose, di una serie di relazioni lampo, più o meno tormentate. Tra queste, quelle con David Minns, Joe Fanelli, Tony Bastin, Peter Morgan, Bill Reid, Winnie Kirchberger. Finchè nel 1985 Freddie Mercury ha conosciuto l’uomo che gli avrebbe donato una stabilità affettiva: Jim Hutton, un ex parrucchiere che gli è rimasto accanto fino all’ultimo giorno.

Mercury non ha mai nascosto la propria omosessualità, anzi sul palco ostentava come un’arma provocatoria il suo machismo gay, in una sorta di catarsi liberatoria.

Freddie Mercury, 30 anni senza un mito

«L’amore è come una roulette russa per me. Nessuno ama quello che io sono realmente, sono tutti innamorati della mia celebrità»

Freddie Mercury

Su Freddie Mercury, sulla sua straordinaria estensione vocale che gli permetteva di passare dal baritono al falsetto, è già stato scritto e detto tutto. La celebre soprano Montserrat Caballé, che aveva duettato con lui nell’album “Barcelona” del 1988, disse dopo la sua morte: «La sua tecnica era impressionante. Non aveva alcun problema di tempo, cantava con un senso del ritmo incisivo, scivolando da un registro vocale all’altro senza alcuno sforzo. Aveva grande musicalità. Il suo fraseggio poteva essere sottile, delicato e dolce o più energico e deciso. Era in grado di trovare il giusto timbro, la giusta sfumatura espressiva per ogni parola».

Freddie Mercury, 30 anni senza un mito

Il performer più straordinario di sempre

La sua bravura come performer trascendeva il cantare. Lo rendeva un vero e proprio “animale da palcoscenico”, spingendolo a superare la propria timidezza e ad intrattenere milioni di persone con un semplice vocalizzo, come l’”Ay-oh” nel “Live at Wembley Stadium 1986”. Al Freddie Mercury Tribute Concert David Bowie disse di lui che era «un uomo capace di tenere il pubblico nel palmo della propria mano».

Freddie Mercury, 30 anni senza un mito

Compositore di hit come “Bohemian Rhapsody”, “Somebody to Love” e “We Are the Champions”

Ma Freddie Mercury è stato anche un eccellente compositore, autore di successi come “Bohemian Rhapsody”. Il brano, contenuto in “One Night at the Opera”, ha vinto il premio come miglior singolo pop britannico pubblicato tra il 1952 e il 1977, è stato eletto miglior singolo britannico di tutti i tempi nel 2002 dal Guinness Book of Records e nel 2012 dalla Official Charts Company. Nel 2004 è entrato nella Grammy Hall of Fame. Delle 180 tracce scritte dai Queen, Mercury ne ha composte almeno 51. Tra queste, Seven Seas of Rhye”, “Killer Queen”, “Somebody to Love”, “We Are the Champions”, “Bicycle Race”, “Don’t Stop Me Now,” “Crazy Little Thing Called Love” e “Play the Game”.

Freddie Mercury, 30 anni senza un mito

«L’eccesso è una parte di me. La monotonia è un male. Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione»

Freddie Mercury

Mary Austin, l’unica donna della sua vita

Ai suoi funerali, che si svolsero al Kensal Green Cemetery in forma strettamente privata, parteciparono soltanto i suoi genitori, la sorella Kashmira con il marito, il compagno Jim Hutton e i suoi compagni di band John Deacon, Brian May, Roger Taylor.  E poi i colleghi e amici Elton John e David Bowie. 

C’era anche Mary Austin, l’unica donna amata da Freddie Mercury. Per lei, ai tempi della loro relazione, aveva composto “Love of my life”. Quando Freddie si rese conto di essere attratto dagli uomini, la storia d’amore finì trasformandosi in un’amicizia profonda, sincera. L’artista volle Mary Austin sempre vicino a sé, fino alla fine. Secondo le sue ultime volontà, Freddie Mercury fu cremato e le sue ceneri affidate proprio a Mary che le conservò per circa due anni per spargerle poi successivamente in un luogo segreto, scelto dal cantante. A Mary Austin l’artista ha lasciato la metà esatta del suo patrimonio, pari a circa dieci milioni di sterline, oltre alla Garden Lodge. Il resto del suo patrimonio è stato diviso tra i genitori, la sorella Kashmira, Jim Hutton ed altri amici che gli sono sempre stati accanto.

Freddie Mercury, 30 anni senza un mito

«Se dovessi morire domani, non mi preoccuperei. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarei tutto quello che ho fatto? Certo, perché no? Magari un po’ diversamente! Io cerco solo di essere genuino e sincero e spero che questo traspaia dalle mie canzoni»

Freddie Mercury

Il Freddie Mercury Tribute e The Mercury Phoenix Trust

Il 20 aprile 1992 fu organizzato al Wembley Stadium di Londra il Freddie Mercury Tribute. Un evento musicale in sua memoria al quale parteciparono artisti come David Bowie, Liza Minnelli, Elton John, Annie Lennox, George Michael, Paul Young, Zucchero e tantissimi altri. I proventi furono devoluti in beneficenza per dare vita all’associazione The Mercury Phoenix Trust, un’organizzazione di volontariato e di informazione che cerca di combattere l’AIDS in tutto il mondo, istituita dai Queen insieme a Mary Austin.

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