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Gianmarco Saurino: «Dopo l’esperienza di “Leonardo” mi preparo a nuovi progetti internazionali» 

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"
Dal  prossimo 23 marzo Gianmarco Saurino tornerà su Rai1 per l’attesa serie “Leonardo”, che vede come protagonista Matilda De Angelis. Per l’attore, uno dei volti più amati delle fiction, dopo “Doc” e “Che Dio ci aiuti” si aprono le porte delle produzioni internazionali.

La vetta sarà pure alta ma per uno come Gianmarco Saurino, ogni giorno è un po’ più vicina. Lo abbiamo incontrato un anno fa, in un’intervista fatta in occasione del debutto televisivo del fortunato “Doc Nelle Tue Mani”. Nel medical drama ha recitato accanto a Luca Argentero e Matilde Gioli, interpretando il ruolo di Lorenzo Lazzarino.

Classe 1992, di origini pugliesi e romano d’adozione, Gianmarco Saurino è tra i nuovi e più amati volti delle fiction italiane, specialmente sulle reti Rai, dove l’attore ha mosso i suoi primi passi ed oggi, corre veloce per la sua strada passando da un set all’altro. Lo fa con quel sorriso sincero che l’ha reso noto e caro al grande pubblico che lo ha apprezzato vicino ad Elena Sofia Ricci in “Che Dio ci Aiuti”, tornato in onda lo scorso gennaio con grandi ascolti.

Non solo fiction per Saurino. Nonostante la giovane età, il curriculum dell’interprete nato a Foggia è piuttosto lungo e variegato e, ogni anno, si riempie di piccole e grandi esperienze teatrali. Proprio il teatro è uno dei punti fermi per Gianmarco, che non dimentica mai di coltivare con passione un altro importante aspetto del suo lavoro. Recitare sotto le luci del proscenio è sempre una grande emozione per un attore. Per questo, Gianmarco non perde mai occasione e condivide spesso il palco insieme a Mauro Lamanna, o sotto la guida di Davide Sacco, tra le più interessanti menti creative del panorama teatrale italiano.

Un talento versatile tra teatro, cinema e TV

Formatosi presso il Teatro Sperimentale Limoni in Puglia, appena diciannovenne si trasferisce a Roma, dove frequenta e si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo anni dentro la scatola nera, Gianmarco sfonda la quarta parete per percorrere la strada che porta al piccolo schermo e poi al cinema. Appassionato di sport estremi e di musica, oggi Saurino si gode il successo che merita nella sua attuale città, senza mai dimenticare l’amore per la Puglia, che sovente ricorda con le foto che riempiono il suo seguitissimo profilo instagram, in questi giorni verso il traguardo dei 350.000 followers. A distanza di un anno dalla sua prima intervista, Wondernet Magazine ha raggiunto Gianmarco Saurino durante una pausa dalle prove per i prossimi progetti che lo vedono protagonista.

Fiction, teatro e cinema. Per te cosa accomuna queste tre arti?

Gianmarco Saurino: Sono uno di quelli convinti che chi ha scelto il mestiere dell’attore, fa l’attore. Cambia il mezzo con il quale ci si esprime, ma alla fine siamo attori. Quello che unisce questi tre mezzi è la voglia di raccontare una storia mettendosi nei panni di qualcun’altro, in modo chiaro. Esser chiari nel raccontare storie e diventare un tramite tra chi ha scritto storie che a volte sono ferme sulla carta e che invece poi rivivono e riacquistano dignità grazie agli attori, fuoriuscendo da quelle pagine.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"
Gianmarco Saurino con Simonetta Columbu in “Che Dio ci aiuti”

Cosa preferisci tra i tre?

Gianmarco Saurino: Non so dire il motivo reale, ma preferisco il teatro. Il teatro è il posto dove ho iniziato e, ogni volta che salgo su un palco, rivivo le stesse emozioni del principio, quando 10 anni fa ho iniziato questo mestiere. Se avessi lavorato al cinema con Spielberg o in una serie come Game of Thrones, avrei forse potuto cambiare giudizio, ma continuerei forse a pensare che il teatro è degli attori, mentre cinema e TV è dei registi. A teatro mi sento padrone di quello che faccio, mi sento a casa.

Il teatro in sè ha una macchina artigianale che ben si confà al mio modo di vedere questo mestiere, che per me è un mestiere artigianale. Tutta la parte di prove, creazione di personaggi, messe in scena, mi fanno pensare a tutta quella creatività che metto in pratica, anche con la mia compagnia, in modo meno industriale e con quell’attività che ha ancora un sapore di “bottega”. Come fossimo in una bottega di artigiani che fanno scarpe, a volte escono più belle, a volte più brutte, ma la parte più interessante è la costruzione.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"

Lo spettacolo che porti nel cuore, e che non ti stancheresti mai di replicare?

Gianmarco Saurino: Ho diversi spettacoli nel cuore ma, forse tra i preferiti c’è “Ultimo Giorno di un Condannato a Morte”, di Victor Hugo, perché per me è stato uno spettacolo importante. Venivo da un paio di successi televisivi e mettere in scena un monologo come quello, era un rischio abbastanza alto. È stato uno di quei momenti della mia vita in cui ho deciso di fare “all in” e, quel testo, è un po’ il compendio di tutte le mie capacità e della mia visione del teatro: un testo che proviene dal classico, in una visione più contemporanea. E prima di ogni replica, incredibilmente ho sempre la stessa paura ed emozione di entrare in scena. È uno spettacolo che ha conquistato e continua a conquistare tutti, ognuno in modo diverso.

La fiction alla quale hai preso parte, che ricorderai per sempre e perché

Gianmarco Saurino: “Doc” è stato un grande successo di pubblico, continua ad andare in scena anche all’estero e giungono messaggi di gradimento dalla Francia, dal Belgio… Come per lo spettacolo di cui ho fatto menzione prima, “Doc” per me è stato un altro rischio con un’alta difficoltà, anche per la grande attesa che c’era per la fiction. Sono uscito dalle dinamiche “d’amore” che interpreto di solito, per entrare nei panni di Lorenzo, un ragazzo che falliva continuamente. È stata indubbiamente una fiction che ho amato molto.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"

 Il tuo punto di riferimento attoriale?

Gianmarco Saurino: Ne ho diversi ma il primo che mi viene in mente, anche per motivi affettivi, è Gian Maria Volonté (mio padre era soprannominato Gian Maria per la somiglianza con lui). Ma anche perchè nel mio percorso di studi, ho visto e rivisto i suoi film come fossero la Bibbia. Per me Volonté è l’incarnazione dell’attore che diventa artista. Io credo che un attore diventa artista quando unisce alla propria vocazione una passione politica (nel vero senso del termine). Nel momento in cui l’attore scende in campo per dire la sua, in quel momento può definirsi artista e questo, per ora, lo riconosco solo in Elio Germano che per me, è un altro grande interprete del nostro tempo.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"
Gianmarco con Luca Argentero, Pierpaolo Spollon e Alberto Malanchino

I film che non mancano mai nella tua bacheca?

Gianmarco Saurino: Ci sono due film che guardo regolarmente, ogni “tot” anni. Uno è “Shutter Island”, di Martin Scorsese, che tra l’altro è in assoluto tra i miei registi contemporanei preferiti (un vero sogno nel cassetto è l’idea di lavorare con un regista come lui per esser diretto come lui ha diretto Di Caprio in quel film). L’altro film è Big Fish, di Tim Burton, forse uno dei film di Burton più sottovalutato ma per me, un gran capolavoro.

Sei testimonial di vari brand. Qual è il tuo rapporto con la moda?

Gianmarco Saurino: Ho un rapporto strano con la moda. Mi piace guardarla ma poi non la seguo molto. Di soliti vesto di nero, con le felpe e le Cult…non sono propriamente il miglior esempio di uno che ha il culto della moda. Mi diverte quando prendo parte agli shooting e c’è qualcuno che pensa a vestirmi, perché ho modo di vedermi in abbigliamenti diversi dal solito. Ma poi non sono uno che ci tiene fino in fondo.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"
Gianmarco nella campagna Sisley con Aurora Ruffino – Photo Credits: Carlo Miari Fulcis©

 

Sei diventato famoso come medico playboy, ma come sei nella vita privata?

Gianmarco Saurino: In realtà sono un ragazzo normalissimo (non prendetela come una frase banale). Io mi sono ritrovato a fare un mestiere che è straordinario ma mi ritengo una persona abbastanza ordinaria. Come da piccoli si sogna di far il calciatore o l’astronauta, io sognavo di fare l’attore e mi ritrovo a vivere il sogno. Per quanto riguarda la vita privata, faccio quel che posso ma senza esagerare, in fondo sono un romantico, figlio del Romanticismo. 

Il regista dal quale ti piacerebbe essere diretto?

Gianmarco Saurino: Per l’estero Martin Scorsese, sarebbe il sogno internazionale che si avvera. Per l’Italia penso a Matteo Garrone, che racconta sempre storie molto belle, cambiando ogni volta genere e con la grande capacità di lavorare con gli attori in profondità, facendo attenzione ai dettagli. 

Se dico Giancarlo Giannini a cosa pensi? Cosa di lui ti porterai sempre dietro?

Gianmarco Saurino: Penso al primo giorno di Centro Sperimentale, dopo esser stato preso al termine di una selezione infinita. Quando l’ho visto la prima volta, ho chiuso gli occhi e ho lasciato che Al Pacino mi parlasse e quel momento non me lo dimenticherò mai. Di lui mi porterò sempre dietro la sua grande voglia di giocare di questo mestiere, un’attitudine che la generazione di attori come Giannini è riuscita a scardinare e fare sua. 

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"

Come hai trascorso la pandemia e come auspichi la ripresa?

Gianmarco Saurino: Ho passato i due mesi di lockdown totale da solo e, devo dire la verità, essendomi fermato dopo molto tempo e tanto lavoro, ho provato a godermi quella tranquillità di cui di solito non dispongo. Ho preso fiato e pensavo che tutto sarebbe tornato alla normalità ma, alla fine, non è stato così. Poi con l’arrivo dell’estate ho ripreso a lavorare sul set, tra “Doc” e “Che Dio ci Aiuti”, più o meno con le stesse abitudini ma con grande spirito di chiusura, perché il Covid era dietro l’angolo e il rischio di fermare centinaia di persone intorno a noi, era molto alto. Ammalarsi sarebbe stato irresponsabile e non concepibile. Tornare a lavorare è stato un privilegio in un momento come questo. Ora sono libero e mi sento un po’ più scarico dalle responsabilità.

Dal 23 marzo comincia Leonardo, che esperienza è stata?

Gianmarco Saurino: È stata una bellissima esperienza, perché ho recitato in inglese e di questo sono molto contento. Spero di poterlo rifare molto presto e credo che ne avrò modo, vi terrò informati. Ho un piccolo ruolo accanto al mio amico Pierpaolo Spollon e la cosa che mi ha gratificato molto, è di aver recitato in un grande progetto dal respiro decisamente internazionale.

Gianmarco Saurino, intervista all'attore nel cast di "Leonardo"
Gianmarco con Pierpaolo Spollon

 

Progetti in atto o futuri?

Gianmarco Saurino: Mi riposo sicuramente, anche se ho in ballo molte cose. Con la mia compagnia stiamo scrivendo di un lungometraggio tratto dalla nostra ultima produzione teatrale, “Blue Thunder”, andato in scena nella rassegna Trend, di Rodolfo Di Giammarco. Lo spettacolo è stato messo in scena come fosse un film e mandato in onda sulle piattaforme streaming con grande successo. L’idea ora è girare un adattamento sulla pièce. Vorrei andare presto a Londra per studiare in una scuola che mi piacerebbe frequentare da tempo e ovviamente aspetterò i tempi del Covid, magari a giugno.

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