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Elisa Di Eusanio: «In un momento come questo “Doc” è una fiction che rassicura, perché mostra il lato umano dei medici»

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Giovedì 5 novembre su Rai 1, nuovo appuntamento con l’attesissimo Doc – Nelle tue mani. Il medical drama con Luca Argentero, continua a registrare ascolti da record: 7,5 milioni di spettatori nella scorsa puntata.

In Doc-nelle tue mani, nell’equipe del dottor Fanti c’è anche Teresa Maraldi, la Caposala del reparto di Medicina Interna, interpretata da Elisa Di Eusanio.

Teramana, bravissima attrice di teatro, che molti ricordano anche in Benedetta Follia di Verdone, una nomination ai Nastri d’Argento per As good as you, Elisa è una donna energica, battagliera, impegnata, che ama il suo lavoro. È niata in un utero artistico, perché figlia di una ballerina e coreografa. Diplomata all’accademia Silvio D’Amico, inizia la sua avventura recitando in teatro con Carlo Giuffrè e, dopo tanto teatro, nel 2008 è arrivato anche il cinema con Come tu mi vuoi.

Intervista a Elisa Di Eusanio

Sei nel cast di Doc – Con le tue mani, che sta avendo un successo incredibile. Come ti sei trovata?

Elisa Di Eusanio: Sono stata benissimo con tutti. Per me è un miracolo essere arrivata qui. Per un’attrice come me, outsider, non stereotipata, fuori dall’ambiente televisivo, avere un ruolo in una serie importante Rai è un caso raro. Sono grata alla Rai e alla produzione di Doc.

Com’è Luca Argentero sul set?

Elisa Di Eusanio: Un professionista, e sono felicissima di far parte di questa meravigliosa famiglia.

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc

Pensano ad una seconda stagione?

Elisa Di Eusanio: Credo di sì. Mi auguro di essere riconfermata, perché è stata un’esperienza seria che mi ha dato grandi soddisfazioni. Abbiamo fatto un training intenso al policlinico Gemelli di Roma su come si lavora in un pronto soccorso. Niente è stato casuale: abbiamo visto lavorare medici e infermieri. Ho imparato davvero a fare le iniezioni.  È stato un lavoro affrontato con grande professionalità. Questa preparazione ha formato una squadra che funziona.

Teresa Maraldi ti somiglia? Cosa c’è di Elisa nel personaggio di Teresa?

Elisa Di Eusanio: Il mio personaggio è stato scritto, come tutta la serie, mentre giravamo. In un’intervista che avevo rilasciato, avevo dato delle mie suggestioni sul  personaggio che poi ho ritrovato nella sceneggiatura. Questa cosa l’ho trovata veramente interessante, perché significa che hanno lavorato su di me e sulle delle idee che avevo suggerito. Teresa mi appartiene per l’affetto accogliente e materno che ha. È una mia caratteristica: mi piace prendermi cura degli altri, mi piace che tutto funzioni. Per il resto non sono mamma mentre lei sì; non sono sposata e divorziata mentre lei lo è. In Teresa ritrovo dei miei aspetti caratteriali.

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc

Come fa Doc a piacere così tanto ad un pubblico abituato alle grandi fiction americane?

Elisa Di Eusanio: Non lo so. Sta andando anche all’estero, ad esempio in Spagna e Portogallo, e lo stanno proponendo addirittura negli Stati Uniti. È una serie che ha una regia e  un montaggio poco italiani, che si avvicinano ad uno stile internazionale. Il cast funziona. Credo piaccia perché è una serie molto rassicurante. Vengono indagate delle tematiche difficili, ogni intreccio è avvincente, ma non è ansiogena. È una fiction che guardi con piacere. Credo che in un momento simile, dare l’immagine di medici efficienti, umani, amorevoli, in un ospedale così protettivo, abbia rassicurato invece di inquietare. È stato un mix perfetto. Poi c’è Luca Argentero che richiama pubblico e che in questo ruolo è perfetto. È il traino principale.

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Elisa Di Eusanio sul set di Doc-nelle tue mani con Sara Lazzaro

Teatri e cinema chiusi. Avete sicuramente diritto ad essere tutelati come lavoratori. Non pensi che state scontando la mancanza di unità e di rispetto delle regole della vostra categoria?

Elisa Di Eusanio: Il discorso è controverso: un po’ ce la siamo cercata. Io non sbandiero l’apertura dei teatri a tutti i costi, però urge un’organizzazione, ci devono tutelare. Ho notizia di tecnici che si stavano informando per andare a fare i braccianti in Puglia. Un piano di tutela è fondamentale. Ora e per il futuro.

Quello che sta accadendo, sta insegnando anche a noi che non possiamo sottostare a dei compromessi. Se il lavoro non viene riconosciuto, bisogna dire no. L’arte è lavoro, ma noi dobbiamo essere i primi a non accettare più lavoro in nero, prove non retribuite e ingaggi sottopagati.

Siamo di fronte a una crisi che è soprattutto culturale. Non importa più il talento, la preparazione, ma se sei popolare su Instagram. Soprattutto tra i giovani.

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Elisa con Carlo Verdone sul set di Benedetta Follia

Da cosa dipende la mancanza di tutele che i lavoratori dello spettacolo lamentano?

Elisa Di Eusanio: Spesso manca una reale rete di comunicazione, ma c’è anche una stanchezza generalizzata. Siamo indietro rispetto ad altri Paesi: dovremmo rivedere il nostro modo di lavorare, capire chi sono gli attori e che preparazione devono avere. Dobbiamo capire che quello dello spettacolo è un settore che produce ricchezza, che dà lavoro. Se continuiamo a dire bene, bravi, belli, di prodotti che di fatto non lo sono, e che non sono competitivi su scala internazionale, creiamo smarrimento nel pubblico e perdiamo una voce che potrebbe essere importante nella nostra economia. Invece, paradossalmente, perdiamo forza dal punto di vista sociale e politico. Dagli anni Ottanta in poi c’è stato un impoverimento. Stiamo rialzando la testa, ci sono film molto belli, spettacoli prestigiosi, però il lavoro è lento e deve essere continuo. Adesso è davvero urgente essere uniti, e spero che questa crisi ce lo faccia capire.

Un’azione per contrastare questa tendenza ad ignorarvi?

Elisa Di Eusanio: Un’azione che secondo me andava fatta da tempo: se c’è un problema, si blocca tutto, non si fanno spettacoli, non si va sul set. Ma o tutti o nessuno. In piazza tutti questi grandi attori non li vedo. Gli attori che normalmente lavorano, stanno lavorando. 

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Photo Credits: Instagram @elisadieusanio – Manuela Giusto©

Quali sono le criticità del settore per quanto riguarda le donne?

Elisa Di Eusanio: Intanto il problema della paga. Poi, all’estero le donne hanno storie da raccontare, personaggi, ruoli. Noi siamo ancora alla mamma, all’amica della mamma, alla  caratterista. Non abbiamo sceneggiature, drammaturgie per donne di una certa età. Si lavora per stereotipi. Non è possibile che in Italia una donna di taglia 46 non possa fare la protagonista di una storia. Non è possibile che il mercato televisivo imponga ancora stereotipi che tagliano fuori dal mercato qualunque tipologia che non sia taglia 38, occhio ceruleo e bionda o moretta piccolina. Il pubblico non è stupido e quando vede una storia che funziona, un attore bravo, lo riconosce.

Cast e storie stereotipate, è una storia che deve finire. In questo senso non siamo un paese competitivo. Le commedie francesi, il cinema spagnolo, ora anche il Sud America: il mondo del cinema sta regalando meraviglie. Poi ci sono i divi, ma cinema del divo, lo star system di tipo hollywoodiano, è un’altra storia. C’è bisogno di facce, di gente viva, in cui le persone possano riconoscersi. 

Bisogna aprire i cast a tutti. Io capirei se ci fossero sempre incassi alla Zalone, ma nella realtà se un film arriva a 5 milioni di incasso si stappano le bottiglie. Se inizi a fare storie vere, scritte bene, a offrire cast ben fatti, la gente risponde. 

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Photo Credits: Instagram @elisadieusanio – Manuela Giusto©

Lo scorso anno eri in teatro con Neve di carta, basato su storie di donne rinchiuse nel manicomio di Teramo nel secolo scorso. Una delle piéce più emozionanti che abbia visto la scorsa stagione. Sono previste nuove repliche?

Elisa Di Eusanio: Nel mio piccolo, Neve di carta è stata un sold out tutte le sere. Avevamo le liste di attesa. È vero che eravamo in teatri piccoli, ma era sempre tutto esaurito. Perché la gente si emoziona, torna, ne parla e lo spettacolo funziona. Io e Andrea Lolli non attiriamo le persone perché siamo famosi.

Se dobbiamo stupire ad ogni costo, rincorrendo l’artificio, sbagliamo. Sono affezionata a Neve di carta perché è una storia senza effetti speciali, fatta con poche risorse, ma coinvolgente. 

Neve di carta è il mio primo vero investimento e non vedo l’ora di riprendere questo viaggio. La soddisfazione è di essere arrivati a tutti, addetti ai lavori e non. Ci abbiamo messo il cuore. Volevo raccontare quella storia e la mia passione è arrivata. 

Elisa Di Eusanio, intervista all'attrice nel cast di Doc
Photo Credits: Instagram @elisadieusanio – Barbara Ledda©

Eri presente a Monte Mario quando, due settimane fa, hanno ucciso una famiglia di cinghiali. È una storia che ha colpito molti…

Elisa Di Eusanio: È stata una situazione gestita in maniera ignobile. Ho assistito ad un qualcosa che è andato al di là di un problema animalista. C’erano gli abitanti del quartiere, moltissimi ragazzi e bambini che avevano coccolato questa famiglia di cinghiali ormai urbanizzata. Li ho visti piangere disperatamente chiedendo di fermare questa mattanza. C’è stato un dispiegamento di forze dell’ordine come se fosse in corso un attentato. Ci siamo sentiti dei criminali e ci hanno calpestato nella dignità, ignorato, preso in giro. Vedere sterminare uno dopo l’altro degli esseri fragili, innocenti, che potevano essere salvati, ci ha fatto sentire impotenti. C’era già un’associazione che si sarebbe fatta carico di tutto: spese di trasferimento in un’oasi e sterilizzazione. Li hanno dovuti uccidere per piglio. È stato un comportamento grave. Roma ha fatto una figura pessima e per me è stato uno choc che non dimenticherò mai. Uccisi malamente, con dosi di farmaco sbagliate che non hanno fatto effetto subito. Morivano rantolando davanti ai ragazzini del quartiere. I cuccioli andavano sul corpo morente della madre. È stato orribile. Non è da paese civile.

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