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Barrett Wissman: «Con Domus Artium voglio restituire alla cultura italiana una dimensione di convivialità»

Domus Artium, il prestigioso circuito internazionale di concerti ed eventi nelle dimore patrizie del Lazio e della Capitale, entra nel vivo sabato 15 gennaio al Castello Ruspoli di Vignanello (VT)

Per l’occasione Hilary Hahn e Andreas Haefliger saranno insieme per un programma di sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven: la celebre Sonata op. 47 detta “a Kreutzer” e la Sonata op. 96. La cena rinfresco sarà firmata da Silvia Regi Baracchi, nota chef stellata de “Il Falconiere”, wine resort di Cortona, in abbinamento ai vini prodotti dalla stessa azienda Baracchi. Ideatore di questo raffinato progetto è Barrett Wissman.

Barrett Wissman, imprenditore e filantropo statunitense, presidente di IMG Artists, leader mondiale nel settore dell’intrattenimento artistico e culturale, inaugura nella provincia romana un progetto esclusivo dove le eccellenze dell’enogastronomia italiana si fondono con la musica di alcuni tra i più famosi concertisti al mondo. È Domus Artium: non eventi ma esperienze, ospiti delle più antiche famiglie nobiliari italiane che aprono i loro palazzi a un pubblico di estimatori.  

Barrett Wissman, intervista all'ideatore di Domus Artium
Barrett Wissman

Maria Pace Odescalchi ha accolto personalmente i suoi ospiti nelle sale quattrocentesche del Castello di Bracciano. Lo stesso faranno Claudia Ruspoli nel Castello Ruspoli di Vignanello il 15 gennaio, Jonathan Doria Pamphilj a Palazzo Doria Pamphilj il 5 febbraio e Flavio Chigi nella seicentesca Villa Chigi Sacchetti nella Pineta di Castel Fusano il 12 marzo.

Chef stellati, rinomate cantine italiane, musicisti provenienti dai templi mondiali della musica classica. Come la violinista superstar Hilary Hahn e il pianista Andreas Haefliger, insieme per un programma di sonate di Beethoven sabato 15 gennaio, nelle sale del medievale castello Ruspoli, a nord della capitale, che vanta uno dei giardini rinascimentali più importanti d’Europa.

Barrett Wissman, intervista all'ideatore di Domus Artium
La violinista Hilary Hahn – Photo Credits: Dana Van der Leeuwen©

«Con Domus Artium», spiega Barrett Wissman, «vogliamo offrire un’occasione unica di ascoltare artisti di straordinaria grandezza, in un contesto intimo, ristretto, riservato, dando la possibilità di trascorrere l’intera serata insieme. Non semplicemente un concerto, non artisti e pubblico, ma un lungo, indimenticabile momento, all’insegna di una ritrovata convivialità, in uno scenario di rara bellezza e suggestione. L’Italia è ricca di storia e cultura. Ha splendidi edifici, castelli e residenze storiche. Bisogna però farli rivivere, perché non possono restare dei semplici tesori artistici del passato. Per secoli, i nobili sono state mecenati non solo di artisti, musicisti e compositori. Il nostro scopo è quello di far rivivere quelle esperienze del passato».

Barrett Wissman, intervista all'ideatore di Domus Artium
Castello Ruspoli a Vignanello (VT), il giardino all’italiana

Domus Artium apre palazzi nobiliari chiusi al pubblico non come musei, ma come esperienza.

È la nuova frontiera di IMG Artists?

Barrett Wissman: Domus Artium è un progetto separato e indipendente che non fa parte dell’agenzia di management. Sicuramente IMG Artists può aiutare con gli artisti che rappresenta, ma è fondamentale che una rassegna come questa resti indipendente e si basi esclusivamente sui propri meriti.

Varie istituzioni italiane hanno beneficiato di manager stranieri. Eike Schmidt agli Uffizi e Sylvain Bellenger al Museo e Real Bosco di Capodimonte, ad esempio. Cosa vedete da fuori che sfugge a noi Italiani?

Barrett Wissman: Non credo sia un fenomeno esclusivamente italiano. È vero anche negli altri Paesi. A volte ci vogliono delle persone che, da fuori, siano capaci di rendersi conto delle risorse a disposizione. In America abbiamo molti teatri e istituzioni culturali guidati da stranieri. Potrei anche fare una lista con i molti di nomi di straordinari leader culturali italiani che hanno plasmato e costruito la cultura in Italia.

Barrett Wissman, intervista all'ideatore di Domus Artium
Castello Ruspoli a Vignanello (VT)

Ha incontrato ostacoli?

Barrett Wissman: Ci sono sempre degli ostacoli. Dai fornitori, alla programmazione, a persone che non vogliono che le cose accadano. I detrattori e gli scettici non mancano mai. A volte può diventare opprimente, ma per essere un leader e per creare nuove strade bisogna andare avanti con decisione senza guardarsi indietro.

Storia, arte, concertisti di fama mondiale, chef stellati e pregiati vini italiani. Qual è il potenziale di un progetto come Domus Artium?

Barrett Wissman: Per me l’obiettivo più importante è quello di riunire le persone per tornare a godere appieno della cultura. Nel mondo digitale in cui viviamo, abbiamo perso questo senso dell’aggregazione che restituisce l’interesse per l’arte e ristabilisce la fede nell’umanità. Siamo esseri umani: credo che riconsegnare alla gente la possibilità di sperimentare personalmente e intimamente tutto ciò, possa aiutare a ricreare il pubblico e l’interesse per la cultura.

Domus Artium può aiutare le eccellenze dell’enogastronomia italiana ad espandere il loro mercato negli Stati Uniti?

Barrett Wissman: Il mio obiettivo è quello di realizzare il progetto Domus Artium come un modo per vivere la cultura italiana. Ogni città importante nel mondo potrebbe ospitare una Domus Artium locale e proporre concerti, cucina e vino come componente fondamentale di questo progetto. In questo modo potrebbe senz’altro aiutare le imprese italiane del settore a lanciare marchi e a promuoversi a livello internazionale.

Barrett Wissman, intervista all'ideatore di Domus Artium
Silvia Regi Baracchi, chef stellata de “Il Falconiere”, wine resort di Cortona (AR)

A quale pubblico si rivolge?

Barrett Wissman: Penso che qui ci siano due domande distinte: a quale pubblico si rivolge ora e a quale altro pubblico vogliamo che si rivolga in prospettiva. Quando si mettono insieme diversi elementi, come visitare un luogo storico, ascoltare un concerto e gustare ottimi piatti e vini, l’idea è quella di attirare  persone diverse che riescano ad apprezzare le varie offerte. In questo modo abbiamo un pubblico  eterogeneo che viene così coinvolto in nuove esperienze prima sconosciute. L’obiettivo è quello di costruire un pubblico sempre più ampio. Uno spettacolo in una sala da concerto richiama un pubblico molto più ristretto.

Domus Artium è un’esperienza che può attrarre un turista?

Barrett Wissman: Certo, perché no? Ma questa esperienza è molto diversa dall’ascoltare un’esibizione operistica in un ristorante o in una location a Roma. Si tratta di un’esperienza culturale di altissimo livello. Ci sono turisti che, a mio avviso, apprezzerebbero tutto ciò.

Ha concretizzato questo progetto in quattro settimane. In Italia è un record. L’imprenditoria italiana cosa può imparare da quella statunitense, almeno nel mondo dell’organizzazione di eventi?

Barrett Wissman: Francamente non penso che questo abbia molto a che fare con la nazionalità. Ci sono alcune persone che hanno paura di andare avanti, di investire nel futuro e di rischiare. Poi ci sono quei pochi che sono disposti a correre questi rischi nonostante tutti gli ostacoli. Negli Stati Uniti la gente non guarda al passato per vedere “l’unico modo di fare qualcosa”, perché il passato è abbastanza breve. E forse in Italia c’è un rispetto per la tradizione che rende più difficile avviare nuove iniziative. Ma, alla fine, si torna alla sfera individuale e al superamento degli ostacoli, sia psicologici che pratici.

Sarebbe riuscito a fare tutto in così poco tempo anche se avesse avuto a che fare con le istituzioni pubbliche?

Barrett Wissman: Se vengono coinvolte istituzioni pubbliche ci vuole chiaramente più tempo. Questo, però, è vero ovunque. Ciò non significa però che non si possa fare in futuro: ci vorrà solo un po’ di tempo. Non è  una critica. Credo che sia importante mostrare qualcosa di esistente e credibile, esibire fatti e non parole.

Dove sogna di creare un evento?

Barrett Wissman: Vorrei che Domus Artium avesse anche un suo spazio a Roma. Me ne sto già occupando. Potrebbe essere una combinazione di uno spazio per le performance, uno per le gallerie d’arte e forse anche uno spazio dove le persone possano godere di cibo e vino di altissimo livello. In altre parole, vorrei creare un ambiente dove la gente possa godere delle diverse arti contemporaneamente.

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