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Mikhail Gorbaciov: addio al leader sovietico padre della Perestroika, Nobel per la pace

Mikhail Gorbaciov si è spento in ospedale all’età di 91 anni, dopo una lunga malattia. È stato l’ultimo leader dell’Urss, e protagonista di cambiamenti epocali, dalla Perestroika al crollo del Muro di Berlino. Nel 1990 ha ricevuto il Nobel per la pace

Con lui se ne va l’ultimo pezzo di Novecento: nato nel 1931 in un villaggio meridionale dell’ex Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov è stato leader del suo Paese dal 1985 al 1991, anno del crollo dell’URSS. Era malato da diversi anni, e dallo scorso luglio era ricoverato all’Ospedale Clinico Centrale di Mosca. Lascia la sua unica figlia, Irina, le nipoti Ksenia e Anastasia, alle quali era legatissimo. La notizia della sua morte è stata annunciata nella serata del 30 agosto dall’agenzia russa Tass.

Insieme a Ronald Reagan è stato uno dei grandi protagonisti della politica mondiale negli anni Ottanta e Novanta, e anche il primo leader sovietico a incontrare un papa, Karol Wojtyła. Con la Glasnost (trasparenza) e Perestroika (ristrutturazione), ha rivoluzionato per sempre un’era, portando alla riforma di un sistema che sembrava immutabile. Cambiamenti che sono sfociati nel crollo del Muro di Berlino e nella fine dell’Unione Sovietica, e hanno dato il via a un nuovo assetto del mondo.

Mikhail Gorbaciov, addio al padre della Perestroika

Dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1955, un anno prima dell’inizio della Guerra Fredda, Mikhail Gorbaciov entra a far parte del Partito comunista. Sposa Raissa Titarenko, amatissima e inseparabile compagna di vita, morta nel 1999 dopo una lunga battaglia con la leucemia.

Nel 1970 viene nominato primo segretario del Pcus e inizia la sua ascesa politica, fino a diventarne nel 1985, a 54 anni, segretario generale. Sono gli anni della Guerra Fredda, iniziata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e della contrapposizione tra URSS e USA. L’umanità sembra minacciata da un’imminente catastrofe nucleare. Con le sue parole chiave, Glasnost e Perestroika, Gorbaciov porta un vento di cambiamenti. Un vento di rivoluzione, che sfocerà nel crollo del Muro di Berlino e poco dopo nella fine dell’Unione Sovietica.

Nel 1987 con Ronald Reagan e nel 1991 con Bush, Gorbaciov firma gli storici accordi sulla riduzione degli arsenali nucleari. 

Nel 1990 gli viene conferito il premio Nobel per la Pace “per il ruolo di primo piano nei cambiamenti radicali delle relazioni fra Est e Ovest”. L’anno successivo è vittima di un golpe. Viene sequestrato per tre giorni nella villa presidenziale in Crimea dai comunisti conservatori, che non avevano mai accettato la caduta del muro di Berlino, intuendo che da lì a poco anche l’Unione Sovietica sarebbe arrivata al collasso. Cosa che accadde il giorno di Natale del 1991, quando Gorbaciov rassegnò le sue dimissioni da Capo dello Stato. Nasceva la Comunità di Stati indipendenti, guidata da Boris Eltsin, e finiva per sempre l’Unione Sovietica.

 

 

 

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