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Max Mara, la sfilata della collezione FW22-23 ispirata al dadaismo

Max Mara, la sfilata Autunno/Inverno 2022-23
Con la sua sfilata Autunno/Inverno 2022-23, Max Mara rende omaggio a Sophie Taeuber-Arp, un’artista la cui opera è stata trascurata per decenni e viene ora riscoperta.

Max Mara ha presentato a Milano Moda Donna la sua collezione Autunno/Inverno 2022-23. Dopo essersi ispirata, per la collezione SS22 a Françoise Sagan, questa volta la maison rende omaggio all’opera dell’architetto, coreografa, ballerina, textile designer, pittrice e scultrice Sophie Taeuber-Arp.

La Taeuber-Arp (1889 –1943) era una vera modernista che ha saputo dare, anche agli oggetti di uso quotidiano, un senso di magia e mistero. Wassily Kandinsky, Paul Klee, Giorgio de Chirico, Max Ernst e Guillaume Apollinaire: tutti artisti che Sophie Taeuber-Arp incontrava ogni sera al Cabaret Voltaire di Zurigo, il ricettacolo dell’avanguardia artistica dell’epoca. Le loro mostre, pubblicazioni e performance hanno dato vita a una nuova e sorprendente estetica: il Dadaismo. Le marionette e i costumi disegnati da Sophie Taeuber-Arp per la sua opera più famosa, “King Stag”, irradiano energia e spirito cinetico.

Max Mara, la sfilata Autunno/Inverno 2022-23

Le silhouette forti e sorprendenti della collezione Max Mara Autunno/Inverno 2022-23 si ispirano dunque a personaggi fiabeschi, sospesi tra il mondo animale e quello dei robot. In tutte le sfumature di un arazzo di Sophie Taeuber-Arp, la collezione ritrova inaspettati contrasti di mini e maxi, micro e macro, skinny e oversize.

I cuissard in maglia di lana con suola in gomma, sono allo stesso tempo stivali e leggings con imbottiture anatomiche, che ritroviamo anche nei maglioni in mohair. Sono abbinati a microgonne in nylon trapuntato e donano al look un nuovo dinamismo. Le gonne sono mini o lunghe a campana, perfette con un maglione dolcevita aderente e una balaclava. Gli ampi pantaloni bianchi candidi sono in twill di lana o in techno-nylon.

Con le sue marionette Sophie Taeuber-Arp riusciva a trasformare oggetti di uso quotidiano in elementi poetici. Max Mara sceglie come proprio talismano una cerniera di oro pallido. Tasche zip e spacchi inaspettati, una doppia cerniera per chiudere giacche sartoriali e cappotti maschili, conferiscono alla collezione una dimensione dadaista.

I cappotti e l’iconico Teddy Bear Coat

Al centro della scena ci sono ovviamente i cappotti Max Mara. Perfetti nella forma, nella funzione e nelle finiture, pensati per una regina (o re) delle fiabe. Lunghi o corti, sottolineano nuove silhouette slouchy e swagger. Immancabile, il Teddy Bear Coat. Il suo tessuto diventa anche perfetto per una tunica, una gonna lunga e persino per un audace paio di shorts.

Nei paesaggi alpini che erano casa per Sophie Taeuber-Arp e ispirazione per la collezione, le temperature sono rigide. Max Mara propone così anche piumini oversize dall’effetto cocoon, che possono essere sovrapposti addirittura al Teddy Bear Coat e con un’imbottitura derivante dal processo di upcycling del tessuto dell’iconico cappotto. Una serie di maglioni sono caratterizzati da sorprendenti motivi grafici astratti. Il tutto si traduce in una collezione che parla il linguaggio dell’eleganza moderna di Max Mara, con un cenno al vortice creativo del Cabaret Voltaire e l’aggiunta di un tocco di magia.

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