Simone Rocha ha presentato la collezione Primavera/Estate 2026. Abiti che raccontano l’adolescenza, con il tocco romantico e ribelle della designer..
La sfilata Simone Rocha Primavera/Estate 2026 è andata in scena ieri, 21 settembre, durante la London Fashion Week, confermando ancora una volta la sua cifra stilistica in bilico tra fragilità e forza. Conosciuta per la capacità di trasformare emozioni intime in abiti dal forte impatto visivo, la designer ha scelto di raccontare il passaggio dall’infanzia all’età adulta attraverso una narrazione poetica e complessa
Simone Rocha, la sfilata Primavera/Estate 2026
La sfilata si è aperta con una gonna in organza floreale sovrapposta a crinoline, abbinata a un bralette di paillettes scivolato dalla spalla. L’immagine evocava l’imbarazzo e la delicatezza del primo ballo scolastico. A completare il quadro, coroncine simili a diademi e collane asimmetriche che richiamavano il gioco del travestimento, leitmotiv dell’intera collezione. Le modelle hanno calcato la passerella con spalle curve e gesti esitanti, trasmettendo il senso di insicurezza tipico dell’adolescenza.
Con il susseguirsi dei look, il racconto si è evoluto verso una sicurezza crescente. Abiti chartreuse con fianchi imbottiti hanno ridisegnato la silhouette, mentre i lunghi vestiti di paillettes sorretti da crinoline si sono trasformati in sculture fluttuanti. Tra i look più significativi, un abito in popeline di cotone racchiuso in un vinile lucido a fiori, un twinset trapuntato in rosa cipria chiuso da piccoli fiocchi neri e un lungo abito in satin decorato con un papavero islandese. Dettagli che hanno rivelato l’artigianalità e la precisione sartoriale che caratterizzano l’universo di Simone Rocha.
Tra fragilità e ribellione
La stilista ha scelto volutamente un tono dissonante, quasi scomodo, per tradurre l’instabilità dell’età di mezzo. In alcuni casi, l’abbondanza di accessori ha sfiorato il rischio di trasformare l’abito in costume, ma il risultato complessivo ha mantenuto un forte valore narrativo. Con la collezione Primavera/Estate 2026, Simone Rocha ha continuato dunque il percorso avviato nelle stagioni precedenti, con l’intento di comporre un trittico sul tema della crescita: dall’infanzia evocata nello scorso anno, fino alla consapevolezza adulta che si prefigura per il futuro.
Simone Rocha: la designer e il suo universo creativo
Figlia del designer irlandese John Rocha, vincitrice di un ambito Fashion Award, Simone Rocha è nata e cresciuta a Dublino. Ha poi conseguito il Fashion MA presso il rinomato Central Saint Martins College di Londra. Ed è proprio a Londra che nel settembre del 2010 ha debuttato con la sua collezione .Fin da subito ha conquistato l’attenzione per il suo stile che intreccia romanticismo e ribellione, tradizione e modernità. Tessuti preziosi, lavorazioni artigianali e silhouette femminili ma non convenzionali definiscono le sue collezioni. Negli anni ha collaborato con marchi globali. Ricordiamo ad esempio la co-lab con Moncler e Simone Rocha X H&M, portando il suo linguaggio a un pubblico più ampio senza mai perdere autenticità. La sua moda è spesso descritta come intellettuale e teatrale, capace di riflettere sulla condizione femminile e di proporre una bellezza che non teme la vulnerabilità.
La sfilata Primavera/Estate 2026 conferma la posizione di Simone Rocha tra i nomi più rilevanti della scena londinese: una creativa che usa la moda per raccontare storie, emozioni e metamorfosi.
Le tendenze chiave della London Fashion Week SS26
Il debutto della collezione di Simone Rocha si inserisce in un’edizione della London Fashion Week dominata da sperimentazione e romanticismo contemporaneo. Tra le tendenze più forti emerse in passerella, si sono imposti i volumi scultorei, le trasparenze interpretate in chiave moderna e l’uso innovativo di materiali tecnici abbinati a tessuti tradizionali. Anche i dettagli floreali, declinati in stampe e applicazioni tridimensionali, hanno confermato la loro centralità per la prossima stagione. In questo contesto, Simone Rocha si è distinta per la capacità di coniugare linguaggio narrativo e artigianalità, offrendo una visione unica e personale dell’estetica femminile.









































