I cappotti dell’Autunno 2026 cambiano carattere: dal peacoat all’oversize, fino ai modelli statement e con cintura. Ecco i 4 trend da conoscere.
I cappotti Autunno 2026 cambiano proporzioni e lasciano da parte il minimalismo delle ultime stagioni. Tornano i volumi oversize, il peacoat viene rivisto in chiave contemporanea, la cintura sottolinea il punto vita e colori e texture trasformano il capospalla nel vero protagonista del look.
A indicare alcune delle tendenze più interessanti è Rob Zangardi, stylist che negli anni ha vestito star come Jennifer Lopez, Kerry Washington e Suki Waterhouse. Secondo lui, il prossimo autunno segnerà soprattutto il ritorno di cappotti capaci di costruire da soli il look. E le passerelle Autunno/Inverno 2026-27 sembrano dargli ragione. La buona notizia è che non serve necessariamente rivoluzionare tutto il guardaroba. È il cappotto a fare gran parte del lavoro.
Il peacoat torna, ma dimentica la sua aria da uniforme
Il peacoat, o caban, non è certo una novità. Il modello di origine marinara torna ciclicamente e probabilmente non è mai davvero scomparso. Per l’Autunno 2026, però, cambia proporzioni.

Diventa più ampio e costruito, con spalle e colli importanti, forme arrotondate e lunghezze meno prevedibili. È ancora quel cappotto pratico che conosciamo, solo decisamente meno disciplinato. Zangardi lo considera uno dei ritorni importanti della stagione e insiste proprio sulle proporzioni: il classico funziona ancora, purché non sembri rimasto fermo a dieci anni fa.
Il cappotto oversize si porta davvero grande
Qui non parliamo di scegliere semplicemente una taglia in più. I cappotti dell’Autunno 2026 sono volutamente oversize: spalle scese, maniche generose e lunghezze che possono arrivare quasi a sfiorare il pavimento. L’effetto è un po’ borrowed from the boys, ma senza perdere femminilità. Sotto si può indossare praticamente tutto, dal completo sartoriale a jeans e maglione.

Max Mara offre forse l’esempio più immediato. Per l’AI 2026/27 Ian Griffiths lavora sul cappotto attraverso cashmere, volumi avvolgenti, mantelle e nuove interpretazioni dell’iconico 101801.
Il cappotto statement fa tutto da solo
Se negli ultimi anni abbiamo imparato a comprare cappotti cammello, neri e possibilmente abbastanza discreti da durare una vita, adesso arriva la tentazione opposta. Il cappotto statement non vuole passare inosservato. Faux fur, texture importanti, stampe, colori saturi e volumi esagerati trasformano l’outerwear nel vero protagonista.

E qui possiamo divertirci parecchio. Anche le analisi più recenti delle collezioni AI 2026/27 segnalano broccati, stampe, shearling e persino il viola intenso tra le direzioni emergenti.
Nella collezione Autunno Inverno 2026/27 di Saint Laurent Anthony Vaccarello porta il concetto all’estremo con volumi di pelliccia enormi e cinture che ridisegnano la silhouette. Miu Miu lavora invece con shearling e texture morbide, giocando continuamente tra protezione e sensualità.
Con la cintura cambia tutto
Infine c’è il cappotto con cintura, forse il più facile da recuperare anche dal nostro armadio. La novità sta nel modo di portarlo. La cintura non deve necessariamente essere quella venduta insieme al cappotto: Zangardi suggerisce anche di sostituirla, creando un contrasto e modificando completamente la silhouette.

Su un modello molto ampio basta stringere la vita per passare da una forma quasi maschile a una figura più scolpita. E viceversa, lasciandolo aperto, lo stesso cappotto torna morbido e rilassato.
Insomma, nell’Autunno 2026 il cappotto basic può prendersi una stagione di ferie. Il nero impeccabile rimarrà sempre nell’armadio, ma tra proporzioni XXL, faux fur, cinture e colli importanti, quest’anno c’è decisamente più voglia di farsi vedere.


