La collezione Saint Laurent FW26 celebra i 60 anni di Le Smoking. Anthony Vaccarello rilegge l’iconico tuxedo con tailoring deciso, pizzi strutturati e silhouette sensuali.
Alla Paris Fashion Week FW26-27, la passerella di Saint Laurent racconta una storia precisa. Una storia che parte da un capo simbolo della moda. Il tuxedo femminile. Il leggendario Le Smoking, creato da Yves Saint Laurent nel 1966.
Sono passati sessant’anni. Eppure quel gesto creativo continua a definire l’idea di eleganza contemporanea. Oggi il direttore creativo Anthony Vaccarello, alla guida della maison da dieci anni, sceglie proprio questo simbolo per costruire la collezione Autunno Inverno 2026-2027.
Il risultato è una sfilata intensa. Essenziale. Ma soprattutto potentemente Saint Laurent.
Saint Laurent FW26 Le Smoking: l’icona che torna protagonista
La sfilata si apre con il capo più emblematico della maison. Il tuxedo nero. Pulito, deciso, quasi architettonico. Le giacche si allungano. Le spalle diventano nette. I pantaloni scivolano fluidi lungo la figura. I revers scendono profondi sul décolleté. Il risultato è una silhouette affilata, elegante e carica di carattere.
Il messaggio è chiaro. Il potere può essere indossato. Accanto al tuxedo classico arrivano anche versioni più morbide pensate per il giorno. I completi gessati si posano sul corpo con naturalezza. La struttura diventa più leggera. Tuttavia l’attitudine resta identica: sofisticata e autorevole. Vaccarello dimostra così che Le Smoking non è solo un simbolo storico. È ancora uno dei codici più attuali della moda femminile.
Tra pizzo, lingerie e tailoring
A sorpresa entra in scena il pizzo. Non però nella sua versione romantica. Il designer lo trasforma. Lo irrigidisce. Lo combina con il lattice. Nascono così giacche cardigan e gonne dritte con un rigore quasi sartoriale. La trasparenza diventa struttura.
Allo stesso tempo compaiono slip dress impalpabili. Gli abiti scorrono sul corpo come lingerie. I colori richiamano l’archivio della maison. Le palette restano sofisticate ma inattese. Questa dualità crea il vero ritmo della collezione. Da una parte il tailoring severo. Dall’altra la sensualità più intima.
Gli accessori che definiscono la silhouette Saint Laurent
Anche i dettagli raccontano una visione precisa. I capelli sono raccolti in chignon sleek. Il make-up punta su smoky eyes profondi. Il risultato è uno sguardo intenso e magnetico. I gioielli invece diventano protagonisti. Gli orecchini a forma di colomba si trasformano in maxi sculture dorate. Quasi spille. Quasi amuleti. Ai piedi compaiono slingback affilate con punta lunga e aggressiva. Un segno distintivo del linguaggio estetico di Vaccarello.
Cappotti voluminosi e suggestioni medievali
A metà sfilata la narrazione cambia ritmo. Arrivano cappotti in shearling oversize. Avvolgono il corpo come rifugi mobili. Subito dopo compaiono bomber con maniche a pipistrello e tuniche morbide con cintura.
Questi elementi aggiungono nuove sfumature alla collezione. Tuttavia il centro gravitazionale resta sempre lo stesso: il tuxedo Saint Laurent.
Il minimalismo radicale del finale
Nel finale arriva una scelta sorprendente. Nessuna borsa iconica. Nessun accessorio scenografico.
Le modelle tengono in mano piccole clutch sottili. Più simili a portafogli che a borse. Dentro c’è spazio solo per l’essenziale. Un telefono. Una carta. Forse una fotografia. In un mercato dominato dai loghi, questa decisione appare quasi radicale.
Quando Yves Saint Laurent introduce Le Smoking, la reazione è scandalosa. Alcune donne vengono persino respinte dai ristoranti perché indossano pantaloni. Oggi il tuxedo non provoca più shock. Tuttavia conserva una forza incredibile. È un capo che attraversa il tempo senza perdere energia. Con la collezione Saint Laurent FW26-27, Anthony Vaccarello non cerca di reinventarlo. Preferisce affinarlo. Il risultato è una moda precisa. Essenziale. E profondamente contemporanea.





























