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Il multitasking, un mito da sfatare

Nell’era della tecnologia, sembra che il multitasking sia una prerogativa positiva sotto tutti gli aspetti. Ma cosa s’intende per multitasking? Ed è davvero un’abitudine positiva?

Negli ultimi anni si è sentito parlare molto di “super-mamme” o “super-donne” in grado di fare tutto contemporaneamente. Il multitasking sembrerebbe essere una caratteristica e qualità del carattere femminile. Ma è davvero possibile che il nostro cervello gestisca contemporaneamente diverse attività?

Finalmente, alcuni studi dimostrano che il multitasking non esiste. Quella che è considerata una qualità femminile, in realtà è solo un’abitudine a portare avanti gli impegni della quotidianità.

Il lavoro, la famiglia, le faccende domestiche e gli impegni di vario tipo, occupano le giornate di donne alle prese con attività molteplici da portare avanti contemporaneamente. Questo atteggiamento comporta un dispendio di energie molto elevato.

Il multitasking non esiste e anche se sembra di portare avanti più attività contemporaneamente, in realtà il nostro cervello svolge un’attività alla volta, alternando l’attenzione prima su una e poi su un’altra.

Questo atteggiamento del cervello è definito in neurologia “spostamento rapido dell’attenzione selettiva” oppure “shifting attentivo”. Insomma, il multitasking non esiste né come capacità femminile né come capacità maschile.

In cosa consiste lo “spostamento rapido dell’attenzione selettiva” oppure “shifting attentivo”?

Il continuo spostamento dell’attenzione su un’attività e poi su un’altra, comporta per il cervello un enorme dispendio di energie, che a lungo andare diventa eccessivamente stressante, fino a raggiungere un’evidente riduzione dell’efficienza cognitiva.

Come comportarsi nella maniera più giusta? Meglio fare un uso non eccessivo del “multitasking”, ma adottare questo atteggiamento solo in caso di necessità. 

Sfatiamo un altro mito, non è possibile allenarsi al multitasking. A differenza di ciò che avviene nello sport, eseguire il multitasking a lungo non porta un miglioramento delle performance, tutt’altro, i risultati sono i peggiori. Infatti, chi non svolge più attività contemporaneamente è portato a concentrarsi maggiormente sulle proprie azioni.

Pensa all’utilizzo dello smartphone durante la guida. Impossibile dedicare tutta la concentrazione necessaria per la guida se, anche solo per un attimo, ci si distrae per controllare un messaggio o i social. Il risultato è disastroso.

Chi è abituato a svolgere abitualmente più attività in contemporanea, vive nell’illusione di saper gestire ogni situazione. Capita che in maniera errata si definisca questo come atteggiamento di “problem solving”.  La realtà è che un sovraccarico del cervello porta allo “stress digitale”. Una miriade di informazioni diminuisce la capacità di concentrazione e comporta una notevole perdita di tempo.

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