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Giulio Brizzi, il giovane cinema italiano che cresce: «Vivo ascoltando sempre il mio cuore» 

Giulio Brizzi, intervista all'attore nel cast di "Time is Up"
Il suo sguardo è intenso, il presagio di una profondità che poi trova spazio nelle sue risposte. Giulio Brizzi è un predestinato. Il suo profilo d’attore, così come le sue azioni, si specchiano nell’occhio della cinepresa con naturalezza.

Poco più che vent’anni ed un volto che chiama il cinema, un sogno professionale e di vita che Giulio puntella ogni giorno, un mattone dopo l’altro, con disciplina ed entusiasmo, studiando e praticando il suo lavoro come fosse una vera e propria fede. Sintomo di una spiritualità che sembrerebbe stridere con la sua giovane età. Eppure Giulio Brizzi è questo e molto altro ancora.

Wondernet Magazine incontra il giovane interprete in una pausa dal set di “Time is Up”, atteso teen movie in cui recita vicino ai seguitissimi Bella Thorne e Benjamin Mascolo, idoli della rete, diretti da Elisa Amoruso. Prima di quest’avventura Giulio ha recitato nella fortunata serie originale Netflix “Curon”, in cui mistero, leggenda e realtà hanno animato l’enigmatico villaggio in cui si è svolta la vicenda.

Nato in Germania da madre tedesca e padre italiano, Giulio cresce tra Roma e Berlino e impara tre lingue: tedesco, italiano e inglese, a cui aggiunge anche lo studio del francese. Alla formazione scolastica, l’attore alterna quella fisica, sviluppando una forte propensione per le arti marziali. Pratica Judo, Muay Thai e MMA in modo agonistico, giungendo in breve a combattere da professionista, prima di dedicarsi poi al mestiere della recitazione, un amore che alimenta sin dalla tenera età frequentando corsi di recitazione e formazione di settore. È proprio l’amore per il mestiere d’attore a riportarlo a Berlino, dove si trasferisce e inizia a studiare recitazione al dBS Film Berlin, diplomandosi nel 2019. La chiamata per “Curon” arriva grazie all’incontro con Karen Cifarelli (CTC Berlin), sua attuale manager e allenatrice, partecipando al casting in cui è stato selezionato dalla casting director Cassandra Han.

Di rientro da Trastevere, dove continua il suo percorso di formazione presso l’Efilsitra Acting Studio quando si trova a Roma, Giulio ascolta con attenzione le nostre domande ed è pronto a raccontarsi a cuore aperto ai lettori di Wondernet Magazine.

Intervista a Giulio Brizzi

Tra Roma e Berlino, cosa salvi di queste due città?

Giulio Brizzi: Roma è la mia casa, il luogo dove c’è famiglia, ci sono gli amici. Roma è il cuore ed è il cuore che salvo. Berlino l’ho incontrata dopo la mia nascita, quando mi ci sono trasferito per gli studi di recitazione, a 19 anni. È una gran bella città dallo spirito intraprendente. Oserei dire che, per la sua posizione e per la scena artistica in fermento che la anima, potrebbe candidarsi a titolo di New York europea. La sua intraprendenza è indubbiamente da salvare perché mi appartiene molto.

Sei cresciuto valicando confini da un Paese all’altro. Cosa ti ha dato questo tipo di vita?

Giulio Brizzi: Negli ultimi due anni mi sono imbattuto in letture che ho studiato e mi hanno formato. Mi hanno fornito degli strumenti che sono veri e propri attrezzi con cui forgio il mio carattere. Ho imparato ad ascoltare il cuore – una cosa semplice, che chiunque può fare. Vivo ascoltandomi e cercando di ascoltarlo sempre, indipendentemente dal confine d’innanzi a cui mi trovo. Accade lo stesso anche nella musica, che amo molto. Il concetto del suono come vibrazione che si espande e quando incontra il suo simile, risuona più forte. Allo stesso modo ascolto ciò che mi offre il mondo e cerco di sincronizzarlo al cuore. Vivo nel presente, godendo ciò che la vita mi offre al momento.

Giulio Brizzi, intervista all'attore nel cast di "Time is Up"

Perché sei appassionato di arti marziali?

Giulio Brizzi: Per un uomo “combattere” è la cosa più bella del mondo – e per “uomo” alludo al principio energetico attivo di ognuno di noi. Non è una considerazione che fa differenziazione tra sessi, è semplicemente una questione di energia. Il testosterone è alla base del principio attivo maschile e, da sempre, anche in ambito animale, spinge gli esseri viventi a confrontarsi e a misurarsi con la “sfida”, per capire a che punto del “gioco” si potrà arrivare.

La disciplina che ami di più?

Giulio Brizzi: Per me le arti marziali sono importanti per lo spirito che si assume nell’approccio all’attività stessa. MMA è ciò che preferisco. Mi sono appassionato di questa disciplina all’età di 14 anni. Quando entri nell’ottagono e combatti contro un avversario, le modalità nella quale si può svolgersi il match sono infinite. Serve molta intuizione creativa, flow e fiducia, strumenti utilissimi anche nella recitazione. La libertà di scegliere un attacco ed usarlo, quivale all’inventiva di cui l’attore fa uso nelle strategie per raggiungere l’obbiettivo. L’educazione all’arte marziale permette all’individuo di poter prendere possesso di se stesso fino in fondo, per poi sentirsi liberi e presenti.

Giulio Brizzi, intervista all'attore nel cast di "Time is Up"

Sei una persona spirituale, quanto è importante per te la spiritualità?

Giulio Brizzi: Per me conoscersi sotto l’aspetto dello spirito è importante quanto conoscersi negli aspetti più materici. La mente è uno strumento che abbiamo a disposizione per comprendere la realtà che viviamo e come strumento, la mente è mossa da un motore logico. La ragione. La mente divide la realtà e ci mette alla prova attraverso principi di causa ed effetto. La spiritualità guarda oltre la realtà e questi due concetti, insieme, sono l’essenza dell’equilibrio umano. Dovremmo essere spirituali e fisici in modo sano, per godere appieno la nostra esperienza di vita, razionalizzandola attraverso la ricerca della mente, ma anche con con il corpo.

Ami l’esoterismo, perché?

Giulio Brizzi: Sono stato fortunato a nascere come figlio dei miei genitori. Sin da piccolo sono stato cresciuto con la consapevolezza dello spirito e dell’esistenza di questo panorama “altro”, a cui sono stato abituato da sempre. E in un tempo come quello moderno, essere consci e connessi a verità come quelle dell’esoterismo, che spesso sono vere e proprie summe di millenni di civiltà e tradizioni, ci tiene a riparo dai milioni di impulsi che la vita del momento ci propina. È fondamentale conoscere i principi del passato e sapere da dove veniamo. Scritture antiche o esoteriche, contengono spesso verità che sono riconoscibili e possono spiegarci i quesiti moderni che non comprendiamo.

Musica che passione. Quale genere sceglieresti per un eventuale debutto musicale? 

Giulio Brizzi: Sono un grande ascoltare, anche di cose molto diverse tra loro. Ma ho un approccio alle cose e all’arte molto intuitivo. Seguirei il mood del momento, ascoltandomi dall’interno. A seconda del mio stato d’animo, suonerei ciò che più mi farebbe sentire completo in quel momento. Questa è anche un po’ l’idea che io ho dell’artista in generale. L’artista è l’essenza dell’uomo. Per me l’uomo stesso è arte e, a sua volta, l’essenza dell’uomo è il bambino. Quello stato d’incoscienza e innocenza che sono proprie del bambino, quando sono connesse all’uomo e al momento, portano ad un’apertura che genera arte. E questo è il segreto stesso della vita. Affrontarla con gli occhi e l’entusiasmo di un ragazzo. 

Giulio Brizzi, intervista all'attore nel cast di "Time is Up"

Cosa diresti a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Giulio Brizzi: Gli consiglierei di respirare, di fare entrare l’aria e di “ricevere” ciò che sta pensando. Un singolo attimo che va goduto fino in fondo e che ognuno di noi, deve dedicarsi per allinearsi al proprio percorso. “Inspiration” è la parola inglese con cui si indicano due diversi significati, “ispirare” quell’aria che serve a pensare e a metterci a fuoco e lasciarci “ispirare” da quel pensiero. Fare ciò che ci piace è importante, ma dobbiamo anche dare alle cose la giusta importanza. Dare un eccesso di importanza alle cose, non aiuta a respirare bene e a comprendere fino in fondo cosa si ha voglia di fare. Questo è un approccio che ho praticato e pratico giornalmente, studiandolo anche con la coach Aurin Proietti, presso l’Efilsitra Acting Studio a Trastevere, un mondo meraviglioso e parallelo, in cui tanti individui s’incontrano per esplorare, esplorarsi a vicenda e divertirsi facendolo.

Com’è stato lavorare in “Curon” e come ti trovi in “Time is Up”?

Giulio Brizzi:“Curon” è stata la prima grande esperienza, nuova, che ha messo in moto tante cose. Tutta la sua “novità”, ha rappresentato insieme grande gioia e altrettanta sofferenza, cose che porterò sempre dentro e che mi hanno, per prime, fatto inspirare un’aria diversa che ho percepito con l’innocenza dell’inizio. È stata una grande sfida con cui mi sono confrontato quotidianamente e ogni giorno, combattevo con me stesso per meritarmi quell’occasione. Oggi sono sul set di “Time is Up”, prodotto da Lotus Production, con Bella Thorne e Benjamin Mascolo. Stiamo chiudendo le riprese che si sono protratte a causa della neve che si è abbattuta su Madrid, perché il film è girato tra Spagna e Italia, a Roma. Sono onorato di farne parte e sto apprendendo tante cose che mi serviranno anche in futuro.

Giulio Brizzi, intervista all'attore nel cast di "Time is Up"
Giulio Brizzi sul set di “Daylily”

Che progetti hai in cantiere e quali sono i tuoi riferimenti artistici?

Giulio Brizzi: Sono molto attivo e ho sempre tante belle cose da fare. Questo per me è un lavoro, ma anche un grande amore. Oggi lavoro sul set di “Time is Up”, il domani non so dove mi porterà. Ho tanta voglia di scoprire cose nuove. Vivere l’esperienza di oggi nella pienezza del momento e, sono eccitato all’idea di capire cosa ci sarà domani. Magari lo scoprirò insieme a tutti quelli che mi seguono e credono in me. Iconica per me è la scena dell’America di Scorsese, Al Pacino, Coppola. Mi piacerebbe molto recitare in film di quel tipo, di cui sono molto appassionato. Ma in realtà amo molto anche Christopher Nolan e il suo spirito fortemente avanguardistico, oggi lo portano ad essere indubbiamente il mio regista preferito.

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