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Beatriz Arjona a Marateale: «Checco Zalone? Un uomo rinascimentale»

Beatriz Arjona premiata a Marateale 2026 durante l'incontro dedicato al successo del film Buen Camino
Al Marateale 2026 Beatriz Arjona racconta il successo record di Buen Camino, il lavoro con Checco Zalone e il desiderio di continuare a recitare in Italia.

Il successo di Buen Camino ha sorpreso persino chi ne ha fatto parte. Uscito nelle sale italiane il 25 dicembre 2025, il film diretto da Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha superato Avatar, diventando il maggiore incasso nella storia del box office italiano. Per Beatriz Arjona, attrice spagnola chiamata a interpretare Alma, quella popolarità improvvisa è arrivata quasi da un altro Paese: mentre in Italia il pubblico riconosceva il suo volto, lei seguiva dalla Spagna le notizie di un fenomeno che continuava a crescere.

Beatriz Arjona a Marateale 2026

Ospite della diciottesima edizione di Marateale, dove è stata premiata, Arjona ha raccontato di non avere previsto le dimensioni del successo. «Pensavo che il film potesse andare bene, ma non mi aspettavo tutto questo. Ero in Spagna e da lì ricevevo continuamente le belle notizie che arrivavano dall’Italia. È stata un’enorme sorpresa, una bellissima sorpresa per me».

Beatriz Arjona sul red carpet di Marateale 2026 per il successo di Buen Camino
Beatriz Arjona al Marateale 2026 – wondernetmag.com

In Buen Camino, Alma è la donna incontrata dal protagonista durante il viaggio lungo il Cammino di Santiago. Non lo trascina, non gli consegna facili verità e soprattutto non lo giudica. Lo osserva e lo accompagna, diventando una presenza capace di compensare con la sua quiete l’irruenza e l’egocentrismo del personaggio interpretato da Zalone.

«Alma ha una grande umanità. Sa ascoltare e ha una pazienza che io non ho», ha spiegato Arjona, sorridendo della distanza tra sé e il personaggio. «Io sono molto nervosa, non ho pazienza. Lei invece si prende cura degli altri, li accoglie e li comprende senza giudicarli. È quasi un oracolo».

Beatriz Arjona e Checco Zalone in una scena del film Buen Camino lungo il Cammino di Santiago
Beatriz Arjona e Checco Zalone in una scena di Buen Camino – wondernetmag.com

La sua funzione nel film non è quella di indicare al protagonista quale strada prendere, ma di aiutarlo a vedere ciò che ha davanti. «Alma lo accompagna, gli mostra qualcosa, però non lo giudica. È come se gli dicesse: tu sai quello che devi fare, io posso soltanto mostrartelo».

Una figura costruita sulla sottrazione, dunque, ma inserita in una commedia nella quale ogni pausa e ogni reazione devono rispondere a tempi estremamente precisi. Per Arjona, confrontarsi sul set con Luca Medici – il vero nome di Checco Zalone – ha significato entrare nel laboratorio creativo di un artista molto diverso dal personaggio pubblico.

«Ho adorato lavorare con lui perché è molto divertente. Avevo visto i suoi film, ma non lo conoscevo personalmente. È stato divertente per tutto il tempo ed è un compagno di lavoro generoso, umano, vicino agli altri. Ma è anche una persona molto seria».

Dietro la leggerezza, racconta l’attrice, c’è un autore che continua a controllare mentalmente ogni elemento della scena, dal dialogo alla musica. «Si presenta sempre scherzando, però nel frattempo pensa continuamente alla musica. È un musicista meraviglioso».

Beatriz Arjona posa sul red carpet di Marateale 2026 insieme a un ospite dell'evento

Arjona lo definisce «un uomo rinascimentale: recita, scrive, compone la colonna sonora. È una persona davvero particolare, ma lavorare con lui è facile».

Una definizione che aiuta a comprendere anche la struttura musicale della comicità di Zalone. Le battute non vivono soltanto nelle parole, ma nel ritmo, negli arresti, nelle attese e nello spazio lasciato alla reazione dell’altro. «La commedia è difficile proprio perché è come recitare dentro una partitura musicale», ha osservato Arjona. «Ma anche il dramma richiede un grande impegno. Mi piacerebbe interpretare un film capace di combinare entrambi».

L’Italia nei suoi progetti futuri

Il rapporto con l’Italia, del resto, non sembra destinato a esaurirsi con Buen Camino. Il film è stato recitato anche in italiano, ma girato prevalentemente in Spagna, lungo il Cammino di Santiago. Il prossimo desiderio dell’attrice è quindi quello di lavorare fisicamente nel nostro Paese.

«Vorrei continuare a lavorare in Italia. Ho girato un film in italiano, ma ora mi piacerebbe lavorare a Napoli, Roma, Venezia, Milano». Marateale, arrivato nel 2026 alla sua diciottesima edizione, le ha offerto anche l’occasione per riflettere sulla propria “maggiore età” professionale. Non un momento improvviso o un singolo ruolo, ma una consapevolezza costruita progressivamente.

Beatriz Arjona con gli altri premiati sul red carpet della diciottesima edizione di Marateale
Beatriz Arjona con gli altri premiati di Marateale 2026 – wondernetmag.com

«All’inizio non hai fiducia in te stessa e non credi fino in fondo nel tuo lavoro. Poi continui a lavorare, arrivano altri progetti, costruisci personaggi diversi e quella fiducia cresce. È così che arriva la maturità».

Una maturità raggiunta senza perdere lo stupore. Quello di un’attrice che, dopo anni di teatro e cinema indipendente in Spagna, si è ritrovata improvvisamente al centro del più grande successo commerciale del cinema italiano. E che ora, mentre Alma continua ad accompagnare il pubblico lungo il suo cammino, guarda già verso la prossima tappa.

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