Fendi presenta la campagna FW26 di Maria Grazia Chiuri, fotografata da Jo Ann Callis a Roma tra tailoring condiviso, gesti e relazioni umane.
La prima campagna Fendi firmata da Maria Grazia Chiuri per la sua collezione di debutto FW26/27 non punta sull’effetto spettacolare. Preferisce lavorare sui gesti, sulle distanze e su quel modo tutto umano di cercarsi senza riuscire mai a capirsi fino in fondo.
A fotografarla è Jo Ann Callis, che trasforma ogni immagine in una piccola scena cinematografica. Gli abiti ci sono, naturalmente, ma non sembrano mai separati dalle persone che li indossano.

Un cappotto, una giacca o una silhouette più fluida diventano parte di un dialogo fatto di sguardi, posture e movimenti trattenuti.
Fendi FW26, un guardaroba condiviso
Il cuore della visione di Chiuri è un guardaroba in cui femminile e maschile si incontrano senza annullarsi. Le forme sartoriali passano da un corpo all’altro, mentre i codici tradizionali diventano più liberi.

Non è una moda senza identità. Al contrario, il contrasto tra elementi maschili e femminili rende ogni look più interessante. Le differenze restano visibili, ma smettono di essere rigide.
Roma fa parte del racconto
Anche Roma ha un ruolo importante. Gli interni storici e l’architettura della città aggiungono profondità alle immagini, senza trasformarsi in una semplice cartolina.

Il riferimento a Pina Bausch si riconosce nel modo in cui i corpi occupano lo spazio. La vicinanza fisica crea tensione, mentre i movimenti restano essenziali. Tutto sembra sul punto di accadere, ma niente viene spiegato davvero.

Con questa campagna, Maria Grazia Chiuri introduce il suo nuovo corso da Fendi con un linguaggio più intimo e meno dichiarativo. La moda diventa uno strumento per parlare di relazioni, vulnerabilità e desiderio di connessione. Il risultato è elegante, ma soprattutto credibile.


