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Fendi AI 26-27: il debutto di Maria Grazia Chiuri e la moda come gesto collettivo

Look dalla sfilata Fendi Autunno Inverno 26-27 disegnata da Maria Grazia Chiuri a Milano
Fendi ha presentato la collezione AI 26-27 a Milano Moda Donna: il debutto di Maria Grazia Chiuri tra moda, arte e visione collettiva.

La nuova era di Fendi si apre a Milano, negli spazi di via Solari. Un luogo simbolico. Industriale. Autentico.
Qui va in scena la collezione Fendi Autunno/Inverno 26-27, la prima disegnata da Maria Grazia Chiuri per la Maison romana.

Maria Grazia Chiuri saluta il pubblico al termine della sfilata Fendi Autunno Inverno 2026-27 a Milano
Maria Grazia Chiuri in passerella dopo la sfilata Fendi FW26-27, debutto alla guida creativa della Maison – wondernetmag.com

In prima fila, un parterre che mescola cinema, musica e cultura pop. Da Uma Thurman a Dakota Fanning, passando per Monica Bellucci, Valeria Golino e Matilda De Angelis. Accanto a loro, Aitana, Iris Law e Bang Chan. Ma il vero centro della scena è il messaggio.

Meno io, più noi: la visione di Maria Grazia Chiuri

“Meno io, più noi”. Non è solo un motto. È una dichiarazione politica e creativa. Con questa collezione, Maria Grazia Chiuri riporta al centro il valore del lavoro condiviso. Un’idea che dialoga con la storia delle cinque sorelle Fendi e con una tradizione di impresa al femminile che ha fatto scuola.

La moda, qui, diventa linguaggio collettivo. Non annulla l’individualità. La mette in relazione.
In un sistema che spesso celebra l’ego, Chiuri sceglie l’ascolto. La complessità. La responsabilità. E soprattutto, torna al corpo. Non come oggetto da disciplinare, ma come spazio di desiderio. Vivo. Sensibile. Il guardaroba accompagna. Non impone. Accoglie. Rende visibile. Anche nelle sue tensioni più intime.

Una collezione che abita il corpo e supera le categorie

In passerella, uomo e donna sfilano insieme. Le distinzioni si dissolvono. Il femminile e il maschile smettono di essere opposti. Diventano qualità. Aggettivi. Le silhouette sono fluide. Verticali. Mai costrittive.
I cappotti in lana disegnano linee lunghe e continue. Gli scolli si aprono in diagonale. Le chiusure si spostano. Il tailoring si fa gesto.

I completi gessati rileggono l’heritage Fendi con morbidezza. Le giacche in jacquard dialogano con gonne dritte e lunghe. La palette è profonda. Naturale. Minerale. Tra bruni caldi, grigi, nero e blu notturno.
Il faux fur scalda l’inverno. Senza urlare. Questa non è una moda da guardare. È una moda da vivere.

Arte, linguaggio e corpo: le collaborazioni

Il dialogo con l’arte è centrale. Fendi avvia una collaborazione con l’Archivio Mirella Bentivoglio, figura chiave della poesia visiva italiana. Il gioiello diventa dispositivo poetico. Non decorazione. Un segno portabile che custodisce memoria, ambiguità e pensiero.

Nasce così un’edizione limitata di gioielli disegnati negli anni Settanta e oggi riportati alla luce. Oggetti che parlano di linguaggio, corpo e identità.

Accanto a questo progetto, l’intervento di SAGG Napoli. Le sue frasi stampate su T-shirt e sciarpe football sono dichiarazioni di equilibrio. “Radicata ma non bloccata”. “Leale ma non obbediente”.
Parole che raccontano una nuova idea di appartenenza. Attiva. Consapevole. Mai passiva.

Una moda che resta

Lo scorso ottobre, Maria Grazia Chiuri è stata ufficialmente chiamata a guidare Fendi. Un ritorno simbolico nella maison romana dopo nove anni alla direzione delle linee donna di Dior. La sua nomina ha coinciso con il nuovo ruolo di Silvia Venturini Fendi come presidente onorario, incaricata di custodire e promuovere l’heritage del brand, mentre Delfina Delettrez continua a seguire l’alta gioielleria. Una transizione che ha chiarito fin da subito la visione di Chiuri: valorizzare Fendi come spazio di cultura, memoria e talento condiviso.

Finale della sfilata Fendi Autunno Inverno 2026-27 con modelli uomo e donna insieme in passerella
La sfilata Fendi FW26-27 segna il debutto di Maria Grazia Chiuri con una visione condivisa del guardaroba – wondernetmag.com

Con Fendi Autunno/Inverno 26-27, Maria Grazia Chiuri firma una collezione che non cerca l’effetto. Cerca il senso. Una moda che ascolta. Che include. Che accompagna la vita reale. E che, finalmente, rimette il noi al centro.

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