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Amy Winehouse: dieci anni fa moriva un’artista straordinaria, entrata nella leggenda

Amy Winehouse, 10 anni senza la sua voce
Sono trascorsi 10 anni da quel 23 luglio che ha visto spegnersi una delle voci più straordinarie e singolari della storia della musica, quella di Amy Winehouse.

La fatale intossicazione da alcool che è costata la vita ad Amy Winehouse,  ritrovata nella sua abitazione al numero 30 di Camden Square, rappresenta il tragico epilogo di un’esistenza breve e tormentata.

Quella vissuta da Amy tra la passione per la musica e l’incredibile talento, i continui eccessi di droghe e alcolici. E anche, negli ultimi anni, l’amore malato e sregolato verso Blake Fielder-Civil.

Amy Winehouse, entrata nella leggenda con due soli album

Quel giorno di luglio, la scomparsa di Amy Winehouse lasciò tutti sbalorditi: calarono il silenzio e la commozione in tutto il mondo. Moriva a ventisette anni, Amy, sfinita da un’eccessiva sensibilità e logorata dal dolore. Quello stesso dolore che la guidò e la spinse a scrivere i suoi testi e a cantare.

Amy Winehouse, 10 anni senza la sua voce

Proprio come già accaduto ad altri giovani e grandissimi artisti tra i quali Kurt Cobain, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, Amy si è spenta a ventisette anni, contribuendo ad alimentare la leggenda del “Club dei 27”. Il suo stile iconico e inconfondibile, ispirato agli anni Sessanta, è intramontabile. Con due soli album, Frank (2003) e Back to Black (2007), Amy Winehouse ha segnato in maniera irreversibile la storia della musica, rimanendo per sempre quella ragazza fuori dagli schemi, piena di tristezza e ribellione, che è riuscita a conquistare tutto il mondo grazie al suo talento unico.

Amy Winehouse, 10 anni senza la sua voce

L’eccessiva sensibilità l’ha condotta all’autodistruzione

La sensibilità e l’emotività di Amy Winehouse furono fattori influenti per la sua crescita. Nata il 14 settembre del 1983 a Enfield, al nord di Londra, sin dall’età adolescenziale Amy soffrì di disturbi alimentari, depressione e autolesionismo. C’era qualcosa, però, che la aiutava in qualche maniera ad alleggerire e ad anestetizzare i suoi gravi drammi interiori, e ad attenuare quel trauma che Amy si portava dentro in seguito alla turbolenta separazione dei genitori e all’assenza del padre: scrivere, e in particolar modo scrivere canzoni. I primi brani li compose all’età di quattordici anni, quando acquistò una chitarra.

Amy Winehouse, 10 anni senza la sua voce

Back to black

Amy scrisse Back to Black (brano vincitore di cinque Grammy Awards) nel 2006, seduta sul pavimento della sua cucina, in uno degli innumerevoli momenti di buio. Quel buio a cui canta di fare ritorno stremata dal dolore per l’amore tossico e infelice verso Blake Fielder-Civil. È insieme a lui che la giovane Amy arrivò a toccare il fondo. I due eccedevano nell’assunzione di droghe pesanti, si perdevano in litigi violenti e furibondi, si lasciavano e si riprendevano in continuazione.

“We only say goodbye with words/I’ve died a hundred times/you go back to her/and I go back to black”. Amy canta di non riuscire a uscire da quella storia tragica, di essere già morta un centinaio di volte, e scrive di continuare a farlo ogni volta che la relazione malata con Blake la trascina nuovamente nel baratro.

Amy Winehouse, 10 anni senza la sua voce

Negli ultimi mesi era diventata un bersaglio per la stampa

Qualche anno prima della morte di Amy Winehouse, i media avevano iniziato a schernirla. Era diventato un vero e proprio divertimento, per i paparazzi e per la stampa, fotografare e riprendere la giovane cantante quando perdeva il controllo dopo aver bevuto all’eccesso. Oppure quando era visibilmente alterata dall’abuso di cocaina, priva di lucidità e talora incapace addirittura di rimanere in piedi. Così veniva vista Amy Winehouse negli ultimi anni della sua breve vita. Come una ragazza buffa, da deridere per via della sua completa incapacità di mantenere il controllo sulla propria vita. Proprio in quel giorno fatidico, era prevista un’esibizione di Amy al Paléo Festival di Nyon, annullata precedentemente per i suoi problemi di salute legati alle dipendenze. 

Sono passati dieci anni, quella ragazza tormentata, magrissima e dalla voce potente e graffiante non è più tra noi fisicamente. Chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalare ancora alla musica. Ma le sue canzoni restano, resta la sua eredità artistica. In fondo, Amy, “we only say goodbye with words…”

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