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Casa Leopardi, a Recanati aperte al pubblico le stanze del poeta dopo 200 anni

Dopo oltre due secoli, e dopo aver finito i lavori di restauro, per la prima volta Casa Leopardi apre al pubblico i luoghi dell’anima di Giacomo.

Il percorso, inaugurato ieri al pubblico, si chiama “Ove abitai fanciullo” in omaggio ai ricordi dell’autore dell’Infinito e del suo Zibaldone. Le sale dovevano inaugurarsi nel marzo scorso, ma la pandemia ha rinviato tutto. L’ala di Casa Leopardi in cui si trovano le stanze era chiusa da 200 anni. Da lì il Poeta contemplava le “vaghe stelle dell’Orsa”.

Il letto, il piccolo tavolo, la finestra sul giardino. La casa di Giacomo Leopardi a Recanati apre le stanze private del palazzo, dalla camera del poeta al giardino al salotto dove conversava con i familiari.

L’itinerario comprende i saloni di rappresentanza, la galleria, il giardino delle Ricordanze e l’appartamento del poeta. Come ricorda la famiglia nella nota per la stampa, il poeta che Elio Germano ha ottimamente interpretato nel film Il giovane favoloso di Mario Martone dl 2014 così scriveva nelle Ricordanze: 

“In queste sale antiche, 

Al chiaror delle nevi, intorno a queste 

Ampie finestre sibilando il vento, 

Rimbombaro i sollazzi e le festose 

Mie voci al tempo che l’acerbo, indegno

Mistero delle cose a noi si mostra

Pien di dolcezza; indelibata, intera

Il garzoncel, come inesperto amante,

La sua vita ingannevole vagheggia,

E celeste beltà fingendo ammira”.

foto: giacomoleopardi.it

Giacomo Leopardi lascerà per sempre Recanati nel 1830. Fabiana Cacciapuoti, studiosa leopardiana, scrive nelle note per i media: “Nella sua stanza Giacomo conosce la malinconia, dolce e adatta alla poesia oppure nera e barbara, prossima alla disperazione; o la scelta dell’isolamento tra le pareti della sua camera, dopo il fallimento della fuga del 1819. Tuttavia, in queste situazioni nasce la scrittura, in poesia e in prosa, perché è nel tempo sottratto all’azione e concentrato nello spazio di una stanza che si manifesta la riflessione che darà luogo alla scrittura filosofica, o che si alimenta l’immaginazione, centro dell’espressione poetica, molte volte legata al ricordo”. 

Con le misure anti-Coronavirus, le sale e il giardino del percorso “Ove abitai fanciullo” si possono visitare dal martedì alla domenica solo su prenotazione chiamando il +39 339 2039459.  Per info: www.giacomoleopardi.it

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