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Coronavirus, Roberto Burioni risponde alle accuse sul web: «Sono un medico, non sono un veggente» 

Il noto virologo Roberto Burioni si difende dalle polemiche sul web per una sua dichiarazione del 2 febbraio a “Che tempo che fa”: «Io sono un medico, non un veggente». Gli account social del programma di Rai3 diffondono un video con la cronologia degli interventi di Burioni,

Nelle ultime ore ha fatto il giro dei social una puntata di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, andata in onda lo scorso 2 febbraio. Il professor Roberto Burioni, intervistato da Fazio, aveva dichiarato: “In Italia in questo momento il rischio di contrarre il coronavirus è zero”. Nella stessa puntata, il  ministro della Salute Roberto Speranza aveva rassicurato: “Le scelte che stiamo facendo possono rassicurare il nostro paese, non bisogna avere paura, gli allarmismi sono sbagliati”. 

Neanche venti giorni dopo, purtroppo, nel nostro Paese è scoppiata la pandemia che ha causato un numero altissimo di vittime e di contagi. Qualcuno si è ricordato di quella puntata di “Che Tempo che Fa”, e ha diffuso in rete il video dell’intervento di Burioni. L’accusa è quella di aver gravemente sottovalutato il reale rischio del virus.

“Ci sono stati due casi ma siamo stati in grado di contenerli”, aveva affermato Burioni il 2 febbraio, riferendosi ai due turisti cinesi ricoverati a Roma il 30 gennaio. “Gli italiani stanno ritornando in sicurezza. La difesa che noi abbiamo contro questa malattia è tenerla lontana, sperando che l’epidemia si esaurisca o anche che il virus diventi più buono perché i virus col tempo hanno la tendenza in generale a diventare meno aggressivi. Speriamo che questo accada in modo da dimenticare questa brutta cosa quanto prima”.

Parole rassicuranti, rafforzate da quelle del ministro Speranza che alla domanda di Fazio:“Tutto quello che stiamo facendo sta tenendo lontano il virus, ministro?” rispondeva: “Stiamo facendo tutto quello che è possibile”.

“In questo momento la possibilità di contrarre il coronavirus è zero”, insisteva Burioni. “Ci si può preoccupare dei fulmini, delle alluvioni, non di quel virus in questo momento no”. Infine il ministro Speranza aveva dichiarato: “Siamo pronti anche a scenari che possono avvenire ma che noi escludiamo totalmente. Il nostro paese è pronto”. E Burioni aveva concluso: “Lavarsi le mani serve per prevenire, ma non per prevenire il coronavirus che in Italia non c’è”.

La replica di Roberto Burioni sui social

Parole che, riascoltate a neppure due mesi di distanza, fanno rabbrividire.

Il professor Burioni, chiamato in causa, usa la sua pagina Medical Facts per replicare, e lo fa con queste parole:

«Non è il momento per il “io l’avevo detto”, ma siccome vengo attaccato per una dichiarazione nella quale avrei detto “in Italia il rischio è zero” è mio dovere difendermi e rispondere. L’8 gennaio 2020 io avvertivo che c’era un pericolo in arrivo dalla Cina. Il 22 gennaio, in una intervista a Linkiesta, io dicevo «Le autorità europee hanno affermato che il rischio che il virus arrivi in Europa, e in particolare in Italia, è minimo. Io non sono per niente d’accordo con loro, ma spero vivamente di sbagliarmi» Il 27 gennaio, nel programma Melog, di Radio24, dicevo “non dobbiamo far arrivare in Italia il virus, che si diffonde in maniera molto efficiente e sembra causare una malattia di una certa gravità. L’unica cosa oggi che può difenderci veramente è la quarantena, non c’è altro modo”.

Io ho fatto l’affermazione “in Italia in questo momento il rischio è zero” il 2 febbraio. In quel momento le autorità ci dicevano che in Italia il virus non c’era. La mia colpa è – dunque – quella di non avere avuto la capcità di prevedere che il virus sarebbe stato trovato diciotto giorni dopo.

Ma io sono un medico, non un veggente. E questa incapacità di predire il futuro effettivamente è un mio limite».

Non è il momento per il "io l'avevo detto", ma siccome vengo attaccato per una dichiarazione nella quale avrei detto "in…

Publiée par Medical Facts di Roberto Burioni sur Vendredi 27 mars 2020

Il video diffuso dagli account social di “Che tempo che fa”

Per una giusta contestualizzazione delle dichiarazioni del professor Burioni rilasciate il 2 febbraio a “Che tempo che fa”, anche gli account social del programma di Rai3 hanno condiviso un video che presenta, in ordine cronologico dal 26 gennaio all’8 marzo e per esteso le affermazioni del virologo,  compresa quella della puntata incriminata.

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