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Sharon Stone torna in passerella dopo 30 anni e conquista Parigi con Vetements PE 2027

Sharon Stone sfila per Vetements con blazer bianco oversize e cravatta al contrario alla Paris Fashion Week Primavera Estate 2027
Sharon Stone torna in passerella dopo 30 anni e chiude la sfilata Vetements Primavera Estate 2027 a Parigi con un look che rompe le regole.

Non è stata soltanto una sfilata. È stato uno di quei momenti destinati a entrare nella memoria della moda. Alla Paris Fashion Week Men’s, Vetements ha scelto di chiudere la presentazione della collezione Primavera Estate 2027 con un’apparizione che nessuno si aspettava: Sharon Stone è tornata in passerella dopo circa trent’anni, trasformando il finale dello show in uno degli eventi più commentati della settimana.

Sharon Stone in passerella per Vetements

L’attrice americana ha attraversato la passerella con la sicurezza e il carisma che l’hanno resa una delle icone più amate di Hollywood. Indossava un ampio blazer bianco, una camicia nera, una cravatta portata al contrario e stivali cuissard in vernice nera.

Sharon Stone sfila per Vetements con blazer bianco oversize e cravatta al contrario alla Paris Fashion Week Primavera Estate 2027
Sharon Stone chiude la sfilata Vetements Primavera Estate 2027 alla Paris Fashion Week – wondernetmag.com

Un look essenziale solo in apparenza, che sintetizzava perfettamente il messaggio della collezione: mettere in discussione le convenzioni dell’abbigliamento e riscriverne i codici.

Vetements PE 2027 riscrive le regole del guardaroba contemporaneo

Per la Primavera Estate 2027, Vetements ha scelto uno spazio sotterraneo dall’atmosfera quasi industriale, raccolto e volutamente privo di distrazioni. L’intera collezione ruota attorno all’universo dell’ufficio, ma senza alcuna intenzione di celebrarlo. Al contrario, Guram Gvasalia ne smonta le gerarchie con ironia, trasformando il dress code aziendale in un esercizio di libertà creativa.

Le silhouette ricordano quelle dei manager e dei professionisti, ma ogni dettaglio rompe la perfezione apparente. Le giacche presentano orli lasciati volutamente grezzi, le camicie sembrano fuoriuscire dai pantaloni, mentre il rigore sartoriale viene continuamente destabilizzato da costruzioni asimmetriche e proporzioni esasperate.

La collezione mette inoltre in dialogo figure molto diverse: dal dirigente al giovane stagista, raccontando con sarcasmo i diversi livelli della scala professionale attraverso capi che oscillano continuamente tra eleganza e provocazione.

Cravatte al contrario e guardaroba capovolto

L’elemento simbolo della collezione è senza dubbio la cravatta. Accessorio tradizionalmente associato all’autorità e al potere, viene completamente ribaltato: la parte stretta è portata davanti, mentre quella larga resta sulla schiena.

Lo stesso principio viene applicato all’intero guardaroba. Cappotti indossati come se fossero rivoltati, trasparenze che lasciano intravedere abiti in pizzo colorato, organze nere dai bordi non rifiniti e trench oversize costruiscono un linguaggio volutamente imperfetto.

Anche la distinzione tra moda uomo e donna perde progressivamente significato. Molti look vengono condivisi dai due guardaroba, mentre i modelli maschili sfilano con décolleté gioiello dalla punta affusolata, confermando la volontà del marchio di superare ogni definizione tradizionale del vestire.

Sharon Stone, un ritorno che celebra tre decenni di stile

La presenza di Sharon Stone rappresenta molto più di una semplice celebrity appearance. A 67 anni, l’attrice dimostra ancora una volta di essere una delle personalità più influenti nel dialogo tra cinema e moda.

Dopo il successo mondiale di Basic Instinct, Sharon Stone ha costruito una carriera ricca di interpretazioni che spaziano dal thriller al dramma, ottenendo una candidatura agli Oscar per Casino di Martin Scorsese e numerosi riconoscimenti internazionali. Parallelamente ha sviluppato un rapporto privilegiato con il mondo del lusso, diventando volto di maison come Dior, Dolce & Gabbana, Mugler, LensCrafters e partecipando a campagne editoriali per Vogue, Harper’s Bazaar, Vanity Fair e numerose copertine internazionali.

Negli anni il suo stile è diventato sinonimo di eleganza sofisticata e personalità, qualità che continuano a renderla una presenza ricercata dalle grandi maison. Il ritorno in passerella dopo circa trent’anni assume così un valore simbolico: dimostra come il carisma non abbia età e come la moda contemporanea stia finalmente riscoprendo il fascino delle icone senza tempo.

Vetements e la visione di Guram Gvasalia

Fondato nel 2014 da Demna Gvasalia insieme a un collettivo di creativi, Vetements ha rivoluzionato il concetto di streetwear di lusso, imponendo un’estetica fatta di oversize, riferimenti alla cultura urbana e continue provocazioni stilistiche. Dopo l’uscita di Demna, oggi direttore creativo di Gucci, la guida del marchio è passata al fratello Guram Gvasalia.

Più che limitarsi a proseguire il lavoro iniziato, Guram ha scelto di rafforzare l’identità del brand, puntando su collezioni che riflettono la società contemporanea attraverso ironia, critica e sperimentazione. La moda diventa così uno strumento per osservare il potere, i ruoli sociali e le convenzioni quotidiane, mantenendo però una forte attenzione alla qualità sartoriale.

La Primavera Estate 2027 conferma questa direzione creativa. Dietro ogni look apparentemente semplice si nasconde un lavoro accurato di costruzione, capace di mettere in discussione ciò che consideriamo normale.

Un finale destinato a restare nella memoria

L’ultima immagine della sfilata Vetements appartiene inevitabilmente a Sharon Stone. La sua camminata sicura, il blazer oversize e la cravatta indossata al contrario racchiudono perfettamente il messaggio della collezione: sovvertire le regole senza rinunciare all’eleganza. Con questo finale, il brand non presenta soltanto una nuova stagione. Costruisce una riflessione sulla moda, sull’identità e sul tempo che passa. E ci ricorda come le vere icone non abbiano bisogno di seguire le tendenze per continuare a dettarle.

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