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Demna debutta da Gucci con La Famiglia, un manifesto che ripensa i codici della maison

Modella con cappotto rosso Gucci, foulard e occhiali scuri – collezione Primavera Estate 2026 firmata Demna Gvasalia
Demna Gvasalia debutta da Gucci con La Famiglia, un lookbook manifesto che ripensa i codici della maison. Sale l’attesa per l’evento di oggi a Milano.

Con la collezione Primavera/Estate 2026, Gucci entra ufficialmente nell’era Demna Gvasalia. Il designer georgiano, noto per la sua estetica radicale e concettuale, ha scelto di presentare il suo primo statement creativo attraverso un lookbook di 37 immagini, intitolato La Famiglia. Non una sfilata tradizionale, ma un vero e proprio manifesto di stile, pensato per delineare i confini di quella che sarà la sua visione per la maison.

Gucci La Famiglia: il manifesto di stile di Demna

Gli scatti, firmati dalla fotografa losangelina Catherine Opie, non si limitano a esaltare gli abiti, ma si muovono come un’indagine sociologica sui codici di Gucci. Ogni personaggio interpreta un archetipo, incarnando una sfumatura diversa di quella che Demna definisce “la Gucciness of Gucci”. L’apertura, con L’Archetipo, mostra un baule appena costruito, omaggio diretto a Guccio Gucci e alle origini del marchio.

Da lì prende vita una narrazione fatta di contrasti: l’eleganza milanese degli anni ’60 rivisitata in chiave ironica da Mariacarla Boscono nel ruolo de L’Incazzata, oppure L’Influencer che indossa un bomber oversize in finitura lucertola, gonna in pelle e maglia a righe Gucci.

Un equilibrio tra tradizione e provocazione

La tensione tra rispetto per l’archivio e volontà di provocare attraversa l’intera collezione. Le silhouette si fanno più essenziali rispetto al maximalismo di Alessandro Michele, richiamando invece la disciplina scultorea affinata da Demna da Balenciaga. I dettagli restano tuttavia ancorati al DNA della maison. Abiti in lamé metallizzato, vestiti a maniche a sbuffo con stampa Flora, tailleur con monogramma GG e borse Bamboo. È un equilibrio sottile, che guarda al passato senza farsi nostalgia.

Oggi, nel primo giorno della Milano Fashion Week, Gucci presenterà un evento-performance speciale, non una sfilata, per segnare l’inizio della nuova direzione creativa. Sarà un momento simbolico, pensato per aprire un capitolo inedito dopo un periodo complesso, segnato dall’uscita del CEO Stefano Cantino e dalla nomina di Francesca Bellettini come nuova guida del gruppo. Con La Famiglia, Demna ha già toccato i capisaldi del brand — dal monogramma GG al mocassino Horsebit, fino al Bamboo e al motivo Flora — reinterpretandoli con la sua firma inconfondibile.

Una maison in continua evoluzione

Osservando l’intero progetto, emerge un risultato ambizioso: La Famiglia non è né un rifiuto del passato né una sua semplice continuazione. I personaggi appaiono vivi, lo styling incisivo, i capi lussuosi senza cadere nella caricatura. Alcuni critici potrebbero percepire l’impianto concettuale come preponderante rispetto ai vestiti, ma il messaggio resta chiaro: Gucci vuole restare un laboratorio di heritage e provocazione, pronto a sorprendere con il debutto in passerella a febbraio 2026.

Negli ultimi decenni, Gucci ha vissuto stagioni creative molto diverse. Dal glamour rivoluzionario di Tom Ford (1995-2004) al breve passaggio di Alessandra Facchinetti (2005), fino all’eleganza raffinata di Frida Giannini (2006-2015). Dal 2015 al 2022, Alessandro Michele ha imposto un’estetica barocca e inclusiva che ha segnato un’epoca, seguita dalla parentesi più sobria di Sabato De Sarno (2022-2025). Oggi la scena è tutta per Demna Gvasalia, chiamato a riscrivere i codici della maison in un momento cruciale della sua storia.

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