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Givenchy SS26: Sarah Burton celebra una femminilità potente e intima

Mariacarla Boscono, Vittoria Ceretti, Rosalieke Fuchs e Naomi Campbell in passerella per la sfilata Givenchy Spring Summer 2026 alla Paris Fashion Week
Sarah Burton porta in passerella la collezione Givenchy SS26, che unisce rigore e sensualità. La maison conferma la sua eredità tra innovazione e icone.

Alla Paris Fashion Week SS26, Sarah Burton sfila con la sua seconda collezione per Givenchy che ridefinisce la sensualità con equilibrio e decisione. L’obiettivo non è tradurre la forza femminile in forme maschili, ma creare un nuovo linguaggio capace di fondere rigore e sensualità

In passerella un cast stellare di top model, da Naomi Campbell a Mariacarla Boscono, Eva Herzigova, Vittoria Ceretti, Kaia Gerber, Adut Akech e Mona Tougaard, che incarnano la potenza della collezione e rafforzano il dialogo tra tradizione e contemporaneità.

Givenchy, la sfilata SS26

Le camicie bianche si trasformano in sculture, con colletti allungati che incorniciano il busto. Le gonne midi, sobrie nella forma, rivelano dettagli audaci con spacchi calibrati. La potenza dei look vive nella tensione tra ciò che appare e ciò che resta nascosto: scollature che si aprono con discrezione, orli che si fermano poco oltre la soglia della convenzione.

Gli abiti da sera celebrano intimità e leggerezza. Bustier e gonne fluide parlano di femminilità senza rinunciare alla dignità del gesto sartoriale. Colonne di rete con orli a sirena si illuminano di ruches scenografiche, mentre slip dress in satin con schiena Watteau evocano la raffinatezza del boudoir. Ricami floreali in tinte cipria addolciscono le linee nette del tailoring, mentre una giacca in pelle stile chiodo, tagliata come una giacca da camera e sovrapposta a pizzo bianco, dimostra la forza della Burton nel fondere gli opposti.

La storia di Givenchy, tra eleganza e rivoluzione

Fondata nel 1952 da Hubert de Givenchy, la maison ha scritto pagine indelebili nella storia della moda grazie al suo stile elegante e innovativo. Celebre il legame con Audrey Hepburn, musa e amica, che rese iconici capi come il tubino nero di Colazione da Tiffany. Nel tempo, la direzione creativa è passata tra nomi come John Galliano, Alexander McQueen, Riccardo Tisci, Clare Waight Keller e Matthew M. Williams, fino all’arrivo di Sarah Burton, che nel 2024 ha raccolto il testimone della maison dopo aver segnato con forza la storia di Alexander McQueen. Burton porta in Givenchy la sua visione femminile e potente, capace di rispettare l’eredità del brand e di condurlo in una nuova era di sperimentazione.

La visione di Sarah Burton

La collezione Givenchy SS26 non punta all’eccesso ma alla precisione. Ogni look si muove sul confine tra rigore e dolcezza, forza e vulnerabilità, ricordando che l’abito è un’estensione della persona, non un’armatura. In passerella emerge l’idea che la femminilità potente non ha bisogno di urlare: vive nei tessuti, nei tagli, nel modo in cui gli abiti custodiscono il corpo. Con questa seconda prova, Sarah Burton consolida il suo ruolo in Givenchy, dando nuova voce a un lessico che appartiene alla maison ma che guarda avanti con energia e rispetto. La sua è una moda che non impone, invita. Una moda che unisce forza e sensualità in un’unica, armoniosa visione.

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