Luca Guadagnino e Stefano Baisi firmano per Zara Home Atlas of Desire, tra moda e design. La collezione debutta alla Milano Fashion Week.
Dai set cinematografici alla moda, passando per divani, lampade, bicchieri e tappeti. Luca Guadagnino arriva alla Milano Fashion Week con Zara e lo fa insieme a Stefano Baisi, production designer e architetto con cui lavora da anni. La collaborazione si chiama Baisi Guadagnino for Zara Home e sarà presentata il 26 e 27 settembre a Milano con Atlas of Desire, un progetto che mette insieme design, moda e cinema.

Definirla semplicemente una capsule sarebbe riduttivo. La collezione comprende infatti un vasto guardaroba, ma anche mobili, illuminazione, tessili, oggetti per la tavola, tappeti, specchi e candele profumate. In pratica, Guadagnino e Baisi non hanno immaginato qualche pezzo da inserire in casa: hanno costruito una casa intera e vestito chi la abita.
Luca Guadagnino e Zara, dalla casa al guardaroba
Il progetto parte da un terreno che Guadagnino conosce molto bene. Nei suoi film gli interni non sono mai semplicemente uno sfondo. Basta pensare alla Milano borghese di Io sono l’amore o alle atmosfere di Queer: stanze, colori e oggetti contribuiscono a raccontare i personaggi quasi quanto i dialoghi.

Con Baisi, il regista lavora sul design e sull’architettura dal 2017. Il loro immaginario per Zara mescola riferimenti molto diversi, dalla Secessione viennese all’Art Déco francese, fino al Modernismo brasiliano e al Radical Design italiano. Tra le suggestioni compaiono nomi come Gio Ponti, Lina Bo Bardi ed Ettore Sottsass.
Il risultato non ha molto a che vedere con l’idea rassicurante di arredamento basic. Ci sono forme curve, imbottiti generosi, superfici lucide, legno, acciaio e travertino, con pezzi che sembrano avere quasi una personalità propria.
C’è anche una vera collezione moda
La sorpresa più interessante per noi è il guardaroba. Il progetto comprende cappotti, tailoring, giacche, maglieria e abiti, costruiti lavorando su proporzioni, volumi e materiali come pelle, tweed e lana. Alcune stampe sono nate dalle illustrazioni dell’artista italiano Francesco Snote e ritornano anche sugli oggetti per la tavola, creando un filo diretto tra quello che si indossa e quello che si mette in casa.

Ed è qui che la collaborazione diventa più curiosa. Guadagnino non sembra interessato a separare moda e interior design: una giacca, una poltrona, un bicchiere o un tappeto appartengono allo stesso racconto visivo. Non è neppure il suo primo incontro con Zara Home. Nel 2021 il regista aveva già realizzato per il brand il cortometraggio O Night Divine. Questa volta, però, il rapporto diventa decisamente più ambizioso.
Alla Milano Fashion Week anche un film con Patricia Arquette e Jamie Bell
Naturalmente Guadagnino non poteva entrare nel mondo di Zara senza portarci anche il cinema. Per accompagnare Atlas of Desire ha diretto un nuovo cortometraggio scritto da Scott Z. Burns, sceneggiatore di Contagion e The Report. Nel cast ci sono Patricia Arquette, Jamie Bell, Chase Sui Wonders e Michael Stuhlbarg, mentre Stefano Baisi firma il production design.

La collezione sarà presentata il 26 e 27 settembre a La Pelota, a Milano, attraverso un’installazione site-specific aperta al pubblico. Dal 26 settembre i pezzi saranno disponibili online su Zara Home e Zara e in una selezione di negozi internazionali.
È un progetto decisamente insolito per Zara e altrettanto coerente con Guadagnino. Perché questa volta il regista non ci invita a entrare in una delle sue case cinematografiche: ci permette, almeno in parte, di portarcela a casa.


