Olivia Rodrigo debutta con Daisy Chain Fields: line-up tutta al femminile e 20 milioni di dollari raccolti per sostenere donne e ragazze.
Olivia Rodrigo aveva un progetto in testa da anni: creare un festival musicale in cui le donne fossero protagoniste assolute, sul palco e fuori. E ieri quel progetto è diventato realtà al Great Park di Irvine, in California, con la prima edizione di Daisy Chain Fields. E il risultato è andato ben oltre la musica: l’evento ha raccolto complessivamente 20 milioni di dollari destinati alle organizzazioni che lavorano per i diritti e il benessere di donne e ragazze.

Quando aveva annunciato il festival a giugno, la popstar non aveva nascosto l’entusiasmo. Su Instagram aveva raccontato di sognare da anni un evento di questo tipo, spiegando di credere profondamente nella capacità di musica, gioia e senso di comunità di produrre un cambiamento concreto. Una dichiarazione d’intenti diventata il filo conduttore di Daisy Chain Fields.
L’idea alla base dell’evento era chiara fin dall’inizio: una line-up interamente femminile e il 100% dei ricavi netti devoluto a organizzazioni non profit impegnate nel sostegno e nella tutela di donne e ragazze.
Da Chappell Roan a Doechii: una line-up tutta al femminile
Sul palco di Daisy Chain Fields si sono incontrate generazioni e linguaggi musicali molto diversi. Accanto a Olivia Rodrigo, headliner e ideatrice del festival, sono arrivate Chappell Roan, Doechii, Mitski, Bikini Kill, Garbage, The Breeders, Santigold, Rachel Chinouriri e altre artiste, con ospiti speciali tra cui Karen O, Sarah McLachlan e Stevie Nicks. KATSEYE, inizialmente in cartellone, ha invece cancellato la performance dopo l’infortunio alla caviglia di Megan Skiendiel durante le prove del tour.

La scelta delle artiste non è stata affidata soltanto a manager e booking agent. Rodrigo ha contattato personalmente le performer per invitarle, un dettaglio raccontato anche da Shirley Manson dei Garbage. Persino la grafica della line-up rispondeva alla filosofia del progetto: nomi presentati con la stessa dimensione, senza la consueta gerarchia visiva dei festival.
C’è inoltre un legame interessante con la storia della musica al femminile. Daisy Chain Fields guarda all’esperienza del Lilith Fair, il festival fondato da Sarah McLachlan negli anni Novanta. La stessa McLachlan ha consigliato Rodrigo nella costruzione del progetto ed è salita sul palco della prima edizione.
Olivia Rodrigo e una raccolta da 20 milioni di dollari
Prima dell’apertura del festival, Olivia Rodrigo, vincitrice di tre Grammy Awards nel 2022, aveva annunciato una donazione complessiva di 10 milioni di dollari alle dieci organizzazioni partner. Durante l’evento è arrivata però la sorpresa: Melinda French Gates, attraverso Pivotal Ventures, ha deciso di eguagliare la cifra, facendo salire il totale a 20 milioni di dollari.

Tra le realtà sostenute figurano organizzazioni impegnate nella salute materna, nella prevenzione della violenza di genere, nell’indipendenza economica, nei diritti riproduttivi e nella parità di genere. Il festival non si è limitato a raccogliere fondi: le associazioni erano presenti direttamente nell’area dell’evento, accanto a installazioni, progetti artistici, spazi educativi e iniziative pensate per coinvolgere il pubblico.
Daisy Chain Fields segna così un passo ulteriore nell’impegno iniziato da Rodrigo con Fund 4 Good, il progetto benefico lanciato durante il Guts World Tour. Quel programma aveva già destinato circa 2,5 milioni di dollari a organizzazioni impegnate nella salute e nei diritti delle donne in diversi Paesi.
Daisy Chain Fields diventa anche un nuovo festival fashion
E naturalmente c’è la moda. Daisy Chain Fields ha immediatamente prodotto una quantità di look destinati a circolare sui social, tanto che Teen Vogue lo indica già come uno degli eventi capaci di riportare nuova energia nel festival dressing.

Tra i momenti più interessanti c’è Chappell Roan, apparsa con un caschetto ramato e un look costruito da Genesis Webb con riferimenti all’immaginario di The Fifth Element. Vogue ha già dedicato spazio alla trasformazione beauty della cantante.
Ma ridurre Daisy Chain Fields alla nuova alternativa a Coachella sarebbe perdere la parte più interessante della storia. Rodrigo ha costruito un evento in cui pop culture, moda e spettacolo diventano strumenti per finanziare qualcosa di concreto. E 20 milioni di dollari raccolti alla prima edizione sono un debutto difficile da ignorare.


