Alla Milano Fashion Week SS26, Anton Giulio Grande presenta “Frida”, collezione in co-lab con Lienapelle, omaggio a Frida Kahlo tra pelle, ricami preziosi e suggestioni gipsy.
Frida è il titolo della nuova collezione SS26 di Anton Giulio Grande, stilista e Presidente della Calabria Film Commission, che ha sfilato a Milano all’interno del Leather Fashion Hub di Lineapelle Designers Edition durante Milano Fashion Week. La sfilata infatti è stata organizzata in co-lab con Lineapelle ed è una dedica del celebre couturier ad una delle figure più affascinanti del Novecento mondiale: Frida Kahlo.

La nota pittrice si è imposta esternando nelle sue opere il proprio vissuto provato da sofferenze. Ma comunque valorizzato da un’anima anticonformista, forte e ribelle. In passerella ventidue look, un tripudio di pellami lavorati con top asimmetrici di camoscio, cavallino, nappe, iper ricamati. Tra i capi cult, le gonne lunghe in stile gipsy con frange di pelle e di cristalli. Ma anche rouches di organza, balze di pizzo, e un particolare giubbotto di pelle con l’immagine della Kahlo. In front-row, le attrici Madalina Ghenea, Debora Caprioglio, l’attore Lorenzo Spolverato e il cantante Virginio.
Anton Giulio Grande SS26
Nella collezione Anton Giulio Grande SS26 gli abiti lunghi seguono la lunghezza delle gonne. I giacchini di pelle sono ricamati in materiali ultra preziosi: piume, strass, Swarovski, inserti di pellame con lavorazioni geometriche e contrasti di colore e materiali.
I corpini sono realizzati con forme geometriche bordate di piume in tinta con la pelle, troviamo anche i corpini asimmetrici in cavallino, pelle e camoscio. I gilet smanicati e iper ricamati richiamano nei motivi la figura della Kahlo. La palette cromatica spazia dal nero, nuance cara allo stilista, fino ai bluette, celeste, verde acqua. I colori pastello si aprono in una ruota immensa di plissè con lavorazioni geometriche.

Ad impreziosire i look copricapi unici, realizzati a mano da Florilegio con fiori di carta intagliati e dipinti, frutto di un lavoro corale che unisce maestria e visione. I fiori per la Kahlo non erano solo elementi decorativi, ma un mezzo per esplorare e rappresentare la bellezza, la vita e le emozioni, anche quelle più difficili come il dolore, al punto che affermava: “Dipingo i fiori per non farli morire”












