Oggi, 25 settembre 2021, Gucci ha lanciato un progetto sperimentale. Si tratta di Vault, un concept store online che offre oggetti d’archivio, reinventati con la collaborazione di talenti emergenti del mondo del fashion.
Nato da un’idea del direttore creativo Alessandro Michele, nasce oggi Vault, il nuovo concept store online di Gucci.
Concepito come un laboratorio, un archivio e un luogo d’incontro, Vault offrirà ai suoi visitatori oggetti vintage personalizzati second hand, rimessi a nuovo dai talenti emergenti selezionati da Michele. Alle due di oggi pomeriggio, durante la Milano Fashion Week, una mostra speciale dedicata ha presentato l’innovativo progetto.
Vault, il nuovo spazio online sperimentale di Gucci
Vault è un concept store online, creato da Gucci e nato dalla visione del direttore creativo Alessandro Michele. Come riporta il sito ufficiale: «Il nome ricorda quello, dalle magiche risonanze, di “caveau”, luogo che ospita oggetti preziosi che svelano l’amore per la bellezza, il sogno, la passione, la ricerca di invenzioni al di là di riferimenti temporali e geografici. Una testimonianza che passato, presente e futuro possano convivere grazie all’immaginazione».
Che cos’è Vault?
Sempre per usare le parole con cui Gucci ha presentato questo nuovo progetto sperimentale, Vault è «macchina del tempo, archivio, biblioteca, laboratorio e luogo d’incontro. È in continua trasformazione e rispecchia la passione di Alessandro Michele per la sperimentazione, affiancando la vendita di oggetti d’archivio, rimessi a nuovo e personalizzati, alle creazioni di talenti emergenti, in un discorso editoriale poetico e coerente. Un discorso in costante evoluzione, che coinvolgerà numerose e diverse forme di collaborazione, inclusa la proposta di prodotti di altri marchi cari al Direttore Creativo: un risultato che si spinge sempre di più oltre l’offerta tradizionale».
Le parole con cui Alessandro Michele ha presentato il progetto
«Per me lo shopping non è semplicemente comprare delle cose. È instaurare un legame con loro, entrarci in relazione. Proprio questo legame oggi si è espanso. Nella mia mente ho sempre avuto l’idea di realizzare un luogo in perenne evoluzione, dove poter svolgere conversazioni impossibili tra oggetti di provenienza, autori ed epoche differenti: protagonisti di un dialogo tra passato e presente, in grado di originare stimoli per il futuro. Mi sono detto: “Perché un brand di moda, dove c’è un direttore creativo, non può ospitare uno spazio di contaminazioni espressive, estetiche, sociali?”».
«L’ho fatto seguendo il linguaggio più consono di questo secolo, che è il posto dove tutti possiamo andare, la Rete. E lì abbiamo pensato a un laboratorio, una miniera di idee, di stranezze, di incontri improbabili, visto che Gucci è diventato la più grande piattaforma di incontri tra interlocutori che, in apparenza, non hanno nulla in comune. Quindi, Vault è il luogo delle meraviglie che s’ibrideranno, si uniranno per dare vita a sempre nuove gestazioni: il grande talento di Gucci, del resto, è il non rimanere mai uguale a sé stesso, non invecchiare mai».
Una selezione esclusiva per gli amanti della moda vintage
Gli articoli saranno resi disponibili su Vault a intervalli regolari nel corso dell’anno, in quantità limitate. La selezione esclusiva comprende pezzi vintage Gucci second hand o provenienti da archivi, scelti dal direttore creativo della maison fiorentina e da esperti archivisti. Molti sono pezzi unici, su cui è intervenuto per personalizzarli lo stesso Alessandro Michele. «Quando trovo questi oggetti per me sono delle reliquie, delle reliquie mutanti. Li abbiamo curati, li abbiamo selezionati perché abbiamo sentito il timbro della loro voce, li abbiamo messi in questa specie di vetrina e li ho anch’io trattati con amore perché li ho tutti rivisti, riguardati, e sono diventati delle meraviglie». Vault, che si ispira ai concept store anni ’90, vende anche creazioni di giovani designer, che sono già stati ospiti sulle piattaforme digitali del GucciFest. Come afferma, infatti, Michele: «Vivo perché respiro energie diverse. La moda oggi ha bisogno di ossigeno dall’esterno».