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Stella Egitto: «La felicità non è la perfezione, sarebbe una noia mortale»

Photo Credits: Nicola Bottinelli©
Passione, sincerità, energia. Quando incontri Stella Egitto, ti immergi in un abisso di vita vera, dove nei suoi racconti c’è tutta la trasparenza che, da sempre, trasporta nel suo mestiere. Nata e cresciuta in Sicilia, il sogno della recitazione la spinge a trasferirsi a Roma dove frequenta l’Accademia nazionale d’arte drammatica. Approda al cinema con film come “Un altro mondo” di Silvio Muccino e “Ti stimo fratello” di Giovanni Vernia e Paolo Uzzi.

Nel 2016 Pif la sceglie per interpretare Teresa nel film di successo “In guerra per amore”. Il meraviglioso ruolo di giovane sposa e madre, che aspetta invano il marito partito al fronte, le dona l’occasione di mostrare alla critica e al pubblico il suo delicato spessore artistico. Ha appena concluso, da alcune settimane, le riprese del nuovo film di Netflix “Mio Fratello, mia sorella” di Roberto Capucci, dove recita accanto ad Alessandro Preziosi, Claudia Pandolfi e Ludovica Martino. Adesso, Stella Egitto è sulla piattaforma Mio Cinema nel film “Nel bagno delle donne” di Marco Castaldi. Accanto a Luca Vecchi, porta in scena una commedia surreale e brillante che racconta di Giacomo, un trentenne che ha perso il lavoro e non sa combattere. Si rifugia nel bagno delle donne di un cinema, e decide di rimanerci chiuso per un po’ per affrontare tutte le sue inquietudini.

Stella Egitto affronta progetti sempre diversi. Accoglie la realtà che osserva e ritaglia pezzi di quotidianità per costruire un percorso sfaccettato e vivo. L’obiettivo è quello di evolversi, attraverso ogni ruolo di donna che avrà il coraggio di scegliere. Per lei, ogni cosa sarà una sfida potente da poter superare. Darà voce alla sincerità, a quello spiraglio di verità che la rende sempre fedele a sé stessa, per non tradirsi mai.

Intervista a Stella Egitto

Anna, il personaggio che interpreti nel film Nel bagno delle donne, è una donna indipendente e responsabile che assomiglia a noi, alle nostre amiche e colleghe. Ce ne parli?

Stella Egitto: Sin dalle prime letture, ho amato osservare il suo percorso e la sua evoluzione. Anna è un architetto preciso e rappresenta il contraltare del marito, un uomo incapace di reggere la pressione delle responsabilità del mondo esterno. Invece, lei è una donna inquadrata ma, allo stesso tempo, è una maniaca del controllo. Quel suo bisogno di tenere sotto controllo tutto, anche la vita di coppia, è il suo modo di reagire alla pressione quotidiana. Anna, durante questa storia, riesce a lasciar libero Giacomo. Vive senza di lui e lo vede assumersi le responsabilità della scelta che compie per ribellarsi alla propria precarietà. Alla fine della storia, entrambi si scelgono nonostante tutto.

Intervista all'attrice Stella Egitto
Photo Credits: Maddalena Petrosino©

Il film ci pone una domanda importante, che io faccio anche a te: è possibile mettere in ordine la propria vita e le proprie relazioni umane?

Stella Egitto: Tutti noi affrontiamo la precarietà della vita. Questa storia non è il classico racconto della famiglia del mulino bianco. Vedo tanti film che affrontano sempre le stesse dinamiche, politicamente corrette. Quella roba non è reale. La nostra quotidianità non è sempre semplice. Quotidianamente, le persone perdono cose importanti. L’obiettivo di una vita intera è quello di mettere in ordine tutto. Ognuno di noi cerca un equilibrio tra le sfere della vita. Tutti noi siamo soggetti ad inciampare su noi stessi, sugli ostacoli esterni che arrivano.

Se penso alla felicità, penso al raggiungimento dell’equilibrio in tutti gli ambiti della vita. L’obiettivo è quello di saltare oltre l’ostacolo, raddrizzare il tiro quando stiamo per cadere, rialzarsi da terra quando siamo caduti. Si può ed è possibile mettere in ordine tutto, giorno dopo giorno. Non penso che esistano persone che abbiano tutti i pianeti allineati. Non ci credo e poi, sarebbe una noia mortale! Ci definiamo nel come scegliamo di riordinare. Io sono la persona che sono per come scelgo, e per come mi approccio alle cose che capisco che debbano essere considerate delle priorità.

In che modo certi progetti artistici che scegli riescono a coinvolgerti?

Stella Egitto: Continuo a scegliere molto più spesso opere prime. Non vedo l’ora di approcciarmi a questo tipo di progetti. Mi sento allineata con quell’entusiasmo e con quell’urgenza che hanno i giovani registi, gli sceneggiatori che lavorano da anni per raccontare un’opera nuova. Preferisco questo entusiasmo, piuttosto che scegliere le classiche operazioni strutturate e sostenute. Ti parlo da donna e da interprete che ha uno sguardo attento ai ruoli femminili. Spero di continuare nella direzione esplorativa e di avvicinarmi a ruoli che ancora non conosco e che non ho ancora interpretato. Voglio ottenere personaggi che possano mettermi in difficoltà.

Intervista all'attrice Stella Egitto
Stella Egitto in una scena del film ”In guerra per amore” di Pif

Da giovane donna ed artista, quali credi siano i passi che sono stati fatti per rappresentare le donne e le loro storie al cinema, in teatro ed in TV, negli ultimi anni?

Stella Egitto: Il mio sguardo è sfaccettato ed è proiettato sui ruoli femminili. Credo che gli sguardi femminili sulle storie e sui personaggi siano importanti e necessari per gli uomini. In questo periodo, stiamo facendo dei passi in avanti. Sto notando tante sceneggiature, scritte da uomini, che si stanno aprendo ai mondi delle donne. Ma ci sono tante storie scritte da donne che possiamo raccontare al cinema. Elena Ferrante, per esempio, ha mostrato come una donna possa conquistare la propria libertà, relazionandosi all’egemonia maschile. Sento che sta avvenendo un’evoluzione e si deve continuare ad andare in questa direzione.

Quali sono le artiste che ti ispirano maggiormente?

Stella Egitto: Spesso guardo i film per vedere in che modo un’attrice si risolva emotivamente e tecnicamente all’interno di una storia. Tante volte, vado al cinema per vedere Natalie Portman. Mi piace osservare il modo in cui lei costruisce i personaggi che incontra. Mi intriga vedere il lavoro che fa, le note che vibrano quando si relaziona ad un determinato personaggio. Ultimamente, ho apprezzato tanto il lavoro che ha fatto Millie Bobby Brown in Stranger Things. Ha sedici anni, eppure si approccia a questo lavoro in maniera straordinaria. Ha una consapevolezza, una connessione ed una misura emozionale sorprendente.

Dopo questi anni di gavetta, quali sono le consapevolezze che credi di aver ottenuto dal tuo mestiere?

Stella Egitto: Sono una persona che ha capito che in questo mestiere difficile, non puoi mai abbassare la soglia d’attenzione. Non puoi farti trovare mai impreparata. Devi essere in costante aggiornamento e in connessione con tutto ciò che hai la possibilità di osservare. Noi attori siamo dei ladri di vita, rubiamo quello che vediamo vivere. Rubiamo le cose che vediamo nelle storie e afferriamo il modo in cui qualcuno costruisce un ruolo. In questo mestiere, devi essere in connessione con le cose che arrivano continuamente. Allo stesso tempo, devi avere una grande sincerità con te stessa.

Intervista all'attrice Stella Egitto
Stella Egitto sul set del film di Netflix “Mio Fratello, mia sorella” di Roberto Capucci

Senti di essere arrivata al traguardo?

Stella Egitto: Nell’ultimo giorno della mia vita, potrò dirti che ci sono arrivata. Sono sempre in costruzione e non mi sento arrivata ad un traguardo. Questo mestiere è composto da mille sfaccettature. Ti porta, se vuoi farlo davvero, a porti con costante sincerità verso tutto quello che hai intorno e verso te stessa. Ti devi fare costantemente delle domande e ti devi dare delle risposte, che spesso possono non piacerti. A volte, vorresti che la tua sincerità fosse un’altra. Sarebbe più comodo.

Pensi che la tua sincerità possa essere un’arma a doppio taglio?

Stella Egitto: Costantemente. Aprire le braccia è un enorme gesto di generosità, ma allo stesso tempo ti rende vulnerabile. Quando possiedi la sincerità, molto spesso, ti ritrovi ad essere più propensa ad avere coltelli nel petto. Nella mia vita e nella mia professione, non riesco ad avere filtri. Non mi interessa metterli. Non saprei strutturare nulla. Agisco come sento. Non sono una donna di tattiche e di strategie. Non sono nulla di tutto ciò. Penso che questa sia la mia forza e la mia grande debolezza. Ma la vita mi insegna, ogni giorno, che ogni debolezza può essere trasformata. I dolori puoi farli risuonare, in qualche modo. Il mio mestiere mi permette di dare una forma ed un suono alle debolezze, per poterle mettere al servizio di storie che raccontiamo e che non sono le nostre. La sincerità è il mio modo di vivere. Non ne conosco un altro. Non sarei io. Più cresco e più è evidente.

Intervista all'attrice Stella Egitto

Provieni da una terra come la Sicilia. Quanto è importante per te la connessione con la natura?

Stella Egitto: La natura mi ha generata. Non sarei quella che sono se non fossi nata in Sicilia. Mi rendo conto che tutte le volte che torno a casa, il cuore mi batte in maniera diversa. La mia terra mi ha segnata. Quando metto piede alle Eolie, dove sono cresciuta, sento una felicità diversa. Hai presente la Sindrome di Stendhal?  L’unica volta che l’ho provata è stata quando sono stata per la prima volta su un’isola vicino al Lago di Venere. In quel momento, ho provato la sensazione più forte che io abbia mai provato nella mia vita. Mi sono sentita male per la bellezza che vedevo. Mi rendo conto che quando viaggio, vado alla ricerca di questa sensazione lì, che la mia terra mi ha regalato da sempre.

La foto di apertura è di Nicola Bottinelli©

 

 

 

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