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Antonio Catalani: «Non sono freddo né arrogante: è la mia prima esperienza in TV, ma riuscirò a dimostrare chi sono davvero»

antonio catalani
Ex modello, attore ma soprattutto artista, pittore e scultore. Antonio Catalani è nel cast di Ballando con le Stelle. È la sua prima volta in TV, come lo è per la sua maestra di ballo, la svedese Tove Villfor.

Antonio Catalani è un figlio d’arte: l’amore per la pittura gli è stata trasmessa dalla madre e dal nonno materno. La sua prima mostra si è tenuta alla Galleria Tibaldi di Roma, ed è stata accompagnata dai testi di autori come Erri De Luca, Livia Turco Liveri e Alberto Di Fabio. De Luca ha scritto che nelle opere di Antonio Catalani c’è una “rissa irrisolta”, attraverso la raffigurazione.

Antonio ha un passato da modello. Per otto anni ha vissuto il mondo della moda come scoperta ed esperienza di vita. Dopo viaggi in giro per il mondo, la frequentazione di due accademie teatrali ed un cameo per il film Zoolander 2, dove ha recitato accanto a Ben Stiller e Penèlope Cruz, Antonio Catalani è stato scelto da Milly Carlucci per la nuova edizione di Ballando con le stelle.

Antonio Catalani

A fargli da maestra c’è la ballerina svedese Tove Villfor, con la quale costruisce un legame che pian piano emergerà. Le performance delle prime due puntate sono state spesso criticate dai giudici, come Selvaggia Lucarelli, che ha accusato il giovane di freddezza. Ma il nuovo concorrente di Ballando sta vivendo, semplicemente, la sua prima esperienza televisiva con timore, entusiasmo e tanta voglia di imparare cose nuove.

A sostenerlo in questa nuova avventura c’è la sua compagna: la contessa Caterina Zanardi Landi, figlia dell’ambasciatore e diplomatico italiano Antonio Zanardi Landi e di Sabina Cornaggia Medici Castiglioni. Antonio Catalani ha tutte le carte in regola per esprimere la sua arte, fuori e dentro il mondo televisivo.

Intervista ad Antonio Catalani

Come stanno andando le prove di ballo, in queste settimane?

Antonio Catalani: Sento la fatica perchè le prove sono abbastanza impegnative, sia dal punto di vista fisico che mentale. È la prima volta in assoluto che mi approccio al ballo. Provengo da una preparazione sportiva,  ho sempre praticato sport anche a livello agonistico, ed il mio corpo era preparato in modo diverso. La danza, invece, richiede tanti piccoli gesti come i movimenti, il ritmo, il rapporto con la partner. Alla fine delle prove, dormo per ore. Dopo la seconda puntata, per esempio, ho dormito per sedici ore di fila.

I giudici ti hanno accusato di avere una certa freddezza nei confronti della tua maestra a Ballando. Che rapporto si è creato tra te e Tove Villfor?

Antonio Catalani: I giudici criticano il nostro rapporto e lo definiscono freddo, ma non è così. Io e Tove abbiamo un bellissimo legame. Di settimana in settimana, la nostra complicità cresce e muta. Sta nascendo una bella amicizia, tra di noi. Mi dispiace che non la percepiscano, ma entrambi stiamo mettendo tutto di noi in questa esperienza. In sala prove scherziamo e siamo sicuramente più sciolti, rispetto alle serate di gara. Ho un grande rispetto per la mia maestra. Non partecipo al programma per innamorarmi.

Nutro un forte amore per la mia fidanzata. I giudici non hanno percepito la nostra paura della gara, ma hanno preferito etichettarla come freddezza. Semplicemente, stiamo vivendo un qualcosa che non sappiamo ancora gestire bene. Ringrazio le persone a casa che, invece, ci stanno apprezzando e votando. Abbiamo voglia di crescere e di dimostrare che vogliamo vivere questa esperienza. Sia per me che per Tove, questa è la prima esperienza televisiva.

Antonio Catalani
Photo Credits: Rai

Nella seconda puntata, infatti, c’è stato uno scontro tra te ed i giudici, in particolare Selvaggia Lucarelli. Temi qualche componente della giuria?

Antonio Catalani: Non temo nessun giudice. La giuria fa parte del gioco, ed è divertente che ci siano dei commenti da parte di ogni membro. Credo, però, che certe votazioni siano demotivanti. A volte, c’è bisogno di essere spronati. A me e Tove viene giudicato, spesso, l’atteggiamento e non la performance. Sono felice di partecipare a questo programma ma non voglio che le persone pensino che se non parlo e mi esprimo soltanto con uno sguardo, è perchè sono arrogante.

Non è così. Essendo la mia prima volta in TV,  molte reazioni non sono consone ai tempi televisivi. Devo ancora capire i vari meccanismi. Il mio silenzio non è superiorità, ma rappresenta un momento di rispetto e di riflessione. Gestisco le emozioni in modo diverso. Il mio non è menefreghismo. Mi auguro che il pubblico e la giuria possano conoscere Antonio per quello che è realmente.

Antonio Catalani
Un’immagine di Antonio Catalani pubblicata sul suo profilo Instagram.

C’è un ballo che potrebbe far uscire fuori la tua vera essenza?

Antonio Catalani: In queste settimane sto affrontando dei balli calmi, come il tango, che non sento prettamente miei. Sono una persona molto iperattiva e vorrei muovermi di più, magari vorrei anche saltare. Mi piacerebbe affrontare dei balli veloci e dinamici, come il secondo ballo che abbiamo eseguito durante lo spareggio, dove posso sentirmi libero di divertirmi.

Tra i vari concorrenti con chi hai legato maggiormente?

Antonio Catalani: Il bello di Ballando è che ti regala l’occasione di conoscere artisti che si esprimono attraverso l’arte in modi diversi e interessanti. Viviamo uno scambio molto bello. A me e a Gilles Rocca piacerebbe fare un documentario on the road con le moto. Ne abbiamo parlato in questi giorni. Entrambi siamo motociclisti, quindi sarebbe davvero bello realizzare questa cosa insieme.

Antonio Catalani
Antonio Catalani a Ballando con le stelle. Photo Credits: Rai

Cosa rappresenta per te Ballando con le stelle?

Antonio Catalani: Ho trentatré anni e amo vivere sempre esperienze nuove. Nel corso del tempo, ho vissuto sette vite diverse. Ho praticato molto sport, mi sono ritrovato nel mondo della moda, ho fatto teatro e ho girovagato per il mondo. L’esperienza di Ballando mi permettere di vivere una vita diversa. Incamero le emozioni, conosco persone nuove e mi avvicino ad un punto nuovo di partenza. Il programma rappresenta una vetrina dove ho la possibilità di vivere e far conoscere la mia arte in TV. Ringrazio Milly Carlucci per avermi permesso di far emergere l’arte. Presentarmi come un pittore nel 2020 e parlare attraverso un programma TV del mio mestiere è qualcosa che mi riempie di gioia ed emozione.

In che modo la tua compagna Caterina ti sta sostenendo?

Antonio Catalani: Caterina è molto tranquilla e ha molta fiducia in me. Il sabato sera mi sostiene insieme alla sua famiglia. Lei è la prima ad aver creduto in me, da quando è iniziato il programma. Dopo la seconda puntata, ero molto giù di morale e ho dormito per ore. Mi sono ritrovato Caterina sotto casa, dopo un viaggio da Piacenza. Aveva fatto il tampone e aveva deciso di consolarmi e passare del tempo con me. La nostra è una storia forte e bella. Stiamo bene insieme e siamo sicuri di esserci trovati. Sono innamoratissimo. Il pittore e la contessa, poi, formano una bella favola…

Antonio Catalani

Prima mi hai detto che hai vissuto sette vite, ma come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?

Antonio Catalani: Ho l’arte nel sangue. Mio nonno è un pittore ed io ho sempre dipinto. Inoltre, mia madre è una grande pittrice anche se non l’ha trasformato mai in lavoro. Ad un certo punto, si è presentata l’occasione di diventare modello quando giocavo ancora a calcio. L’idea di viaggiare mi ha subito attirato e così ho iniziato a vivere un’esperienza nel campo della moda. La moda rappresenta un ambiente da prendere con le pinze. C’è un utilizzo della figura dell’uomo e della donna molto veloce e devastante, se non sei psicologicamente pronto. Ho sempre vissuto la moda con la giusta leggerezza, senza mai farmi sopraffare dai vari meccanismi. Nonostante abbia fatto il modello per otto anni, non ho mai abbandonato l’arte. Ho sempre dipinto.

So che ti sei avvicinato anche al mondo del Cinema…

Antonio Catalani: Sì, ho fatto un’accademia di teatro. Inoltre, ho preso parte con un piccola cameo al film Zoolander 2 con Ben Stiller e Penelope Cruz. Poi sono partito per New York, e in quel momento ho capito che volevo fare il pittore in modo serio. Comunicare, attraverso l’arte, mi permette di dire ciò che penso. Da quattro anni, dipingere è il mio lavoro. Pian piano, questo mestiere sta prendendo forma. Mi sveglio la mattina, faccio sculture e dipingo.

 

 

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