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Mantero lancia Resilk, una seta rigenerata che nasce da materiali di scarto

Sempre molto attenta al tema della sostenibilità ambientale, Mantero lancia sul mercato Resilk, un innovativo tessuto nato dai suoi laboratori.

L’azienda guidata dai fratelli Franco e Lucia Mantero lancia Resilk,  una materia 100% naturale messa a punto all’interno di Mantero Lab, l’area di ricerca e innovazione dell’azienda comasca che da oltre un secolo produce seta.

Resilk non è il primo progetto eco sostenibile di Mantero. L’azienda ha già collaborato alla capsule PE 2020 del designer Tiziano Guardini ispirata al mito di Atlantide. I capi della collezione sono in Peace Silk, una preziosa seta non violenta. A differenza di quella tradizionale, viene ricavata utilizzando i bozzoli abbandonati dai bruchi una volta divenuti farfalle. Inoltre, la tecnica scelta per la stampa dei tessuti è quella serigrafica tradizionale o a quadro. Tale tecnica  permette l’utilizzo di coloranti certificati GOTS (Global Organic Textile Standard) in una palette cromatica ricca e qualitativa, così da dare continuità alla catena di valore.

Gli obiettivi di Mantero: sviluppo sostenibile ed economia circolare

Ora Mantero, a partire dal prossimo autunno, metterà sul mercato Resilk. Si tratta di un tessuto leggermente inferiore alla seta, ma superiore alla lana. Resilk nasce da tessuti pregiatissimi che però sul mercato hanno valore pari a zero, destinati all’incenerimento perché ritenuti scarti, seconde scelte o eccessi tra quelli commissionati da grandi brand che quindi non vedrebbero volentieri un riutilizzo o un riciclo. 

Gli scarti vengono ritrasformati in filati e sbiancati, e sono pronti per diventare il nuovo tessuto pregiato, con un percorso tracciabile completamente Made in Italy, certificato GRS (Global Recycled Standard). In sostanza, una seta rigenerata.

«È un progetto che si lega indissolubilmente ai nostri obiettivi di sviluppo sostenibile e di economia circolare – ha spiegato l’AD Franco Mantero presentando la novità -. Nei nostri magazzini abbiamo una grande quantità di meraviglioso tessuto ritenuto in eccedenza e saperlo destinato alla distruzione emotivamente era sempre più pesante, soprattutto dopo i drammatici mesi dell’emergenza Covid che hanno portato a un ripensamento di tutto il sistema del lusso: è finito il tempo degli sprechi».

Su questa novità i laboratori Mantero erano al lavoro da 4 anni, ma la crisi ha detto una spinta ulteriore al progetto. «Inutile nascondercelo, le prospettive per il settore al momento sono mediocri – ha ammesso Mantero -. Anche noi stiamo lavorando al 65% e di più non ce ne sarebbe bisogno, a febbraio eravamo al 100% e non bastava».

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