Papa Leone XIV celebra a Rimini con i paramenti LAVS firmati da Filippo Sorcinelli: verde, oro, argento e agata per i 25 anni dell’atelier.
In occasione della Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV a Rimini, il Santo Padre ha indossato i paramenti sacri realizzati dall’Atelier LAVS di Santarcangelo di Romagna e di Mondolfo, diretti da Filippo Sorcinelli. L’evento riveste un significato simbolico e istituzionale. Coincide infatti con il venticinquesimo anniversario di fondazione della rinomata manifattura d’arte sacra (2001-2026).

La veste pontificale riflette i principi della teologia liturgica cattolica, traducendo il magistero espresso dalla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium sull’armonia. E la dignità delle arti al servizio del culto. Il fulcro cromatico dell’opera è il verde. Colore del Tempo Ordinario che la dottrina individua come tempo della speranza, della crescita ecclesiale e del cammino fecondo della Chiesa nella storia.

La tonalità scelta, una sfumatura profonda e solenne, è solcata da intarsi in oro e argento. Proprio ad evocare l’itinerario spirituale dell’umanità che, redenta, muove dalla dimensione terrena verso la luce della Gerusalemme celeste.
LAVS X Papa Leone XIV
L’apparato decorativo si ricollega alla grande tradizione aniconica e geometrica del Medioevo cristiano, in particolare all’estetica teologica. A impreziosire ulteriormente e a sigillare l’intera composizione, l’Atelier ha integrato inoltre una gemmatura in agata verde. La declinazione cromatica dell’agata verde si ricollega teologicamente alle virtù della fortezza e della perseveranza della fede.

La progettazione dei paramenti rende inoltre omaggio alla specifica identità e alla vocazione marittima della città ospitante. La disposizione dei medaglioni circolari richiama la struttura degli oblò delle imbarcazioni. Per LAVS, la celebrazione rappresenta il culmine di un quarto di secolo dedicato alla ricerca teologica e all’alta sartoria ecclesiastica.
Dal 2001 al 2026, l’atelier ha operato infatti al servizio del Magistero e delle più solenni liturgie romane come ponte tra la tradizione immutabile del simbolo e la sensibilità estetica contemporanea. Nella costante consapevolezza che l’arte sacra ha il compito cardine di rendere visibile, attraverso la bellezza, il mistero invisibile.


