Max Mara festeggia 75 anni a Shanghai con la Resort 2027 e la mostra The Max!, un viaggio tra archivi, icone di stile e visione contemporanea.
Settantacinque anni. Un traguardo che pochi marchi possono raccontare senza cadere nella nostalgia. Max Mara sceglie invece un’altra strada. Guarda indietro per andare avanti. E per celebrare il suo anniversario più importante vola a Shanghai, una delle città più dinamiche del mondo, dove presenta la collezione Resort 2027 e inaugura The Max!, una mostra che ripercorre la storia della maison trasformandola in un racconto vivo, contemporaneo e sorprendentemente attuale.
Max Mara, la sfilata Resort 2027 a Shangai
La cornice è quella del Long Museum, spazio monumentale affacciato sul futuro della metropoli cinese. Qui prende forma Kinetic Chic, il nome della nuova collezione Resort 2027 di Max Mara. Un guardaroba che sintetizza l’essenza stessa della maison: eleganza funzionale, lusso discreto e una capacità unica di accompagnare le donne nella vita reale.

Non c’è una sola musa questa volta. La protagonista è la donna Max Mara in tutte le sue sfaccettature. Manager, viaggiatrice, creativa, imprenditrice. Una figura collettiva costruita attraverso decenni di stile e indipendenza. La collezione attinge agli archivi della maison e li rilegge in chiave contemporanea. Righe grafiche, motivi geometrici e richiami al Bauhaus dialogano con una palette sofisticata fatta di cammello, cognac, kaki, champagne, bianco e nero, illuminata dall’inconfondibile rosso Max Mara.
Le silhouette riflettono la filosofia del marchio. I cappotti sono morbidi e avvolgenti, le giacche alternano volumi squadrati e costruzioni sartoriali impeccabili. Le gonne si fermano sopra il ginocchio oppure scivolano in lunghezze midi rigorose, mentre i pantaloni cropped lasciano intravedere décolleté lucide con cinturino. Tutto appare immediatamente riconoscibile e al tempo stesso nuovo.

Non mancano gli omaggi alla cultura cinese, inseriti con discrezione all’interno della collezione. Un cheongsam reinterpretato in lana merino elasticizzata, giacche trapuntate in seta e dettagli pankou sulle camicie raccontano l’incontro tra tradizione orientale e savoir-faire italiano.
The Max!, la mostra per i 75 anni della maison
Ma la festa per i 75 anni di Max Mara non si esaurisce in passerella. Dal 17 al 28 giugno il Long Museum ospita infatti The Max!, una mostra curata da Olivier Saillard che apre le porte dell’universo creativo della maison. Più che un’esposizione tradizionale, si tratta di un vero archivio vivente.
Abiti, tessuti, schizzi, fotografie, documenti storici e accessori emergono da grandi casse da deposito che richiamano quelle utilizzate dalla BAI, la Biblioteca e Archivio d’Impresa fondata nel 2003 a Reggio Emilia. Un luogo fondamentale per custodire e tramandare il patrimonio culturale del brand.
Il percorso espositivo si sviluppa in nove capitoli che raccontano la nascita e l’evoluzione di Max Mara. Dalla scuola di taglio e cucito di Giulia Fontanesi Maramotti, madre del fondatore Achille Maramotti, fino alla prima fabbrica. Dai capi iconici che hanno definito generazioni di donne all’arte della sartorialità, passando per una riflessione sul colore e sull’evoluzione del linguaggio stilistico della maison.
Al centro di tutto rimane l’intuizione che ha cambiato la moda italiana: unire la precisione della sartoria alla produzione industriale di qualità. Un’idea rivoluzionaria che ha contribuito alla nascita del prêt-à-porter italiano e che continua ancora oggi a definire l’identità del marchio. «Abbiamo scelto di festeggiare in Cina questo importante anniversario per ricordare un altro pilastro su cui Achille Maramotti ha costruito il successo di Max Mara: il viaggio e la ricerca come strumenti di conoscenza», ha dichiarato Maria Giulia Prezioso Maramotti.
Settantacinque anni dopo il primo cappotto, Max Mara continua così a rispondere alla stessa domanda: come può un capo essere contemporaneo e senza tempo allo stesso momento? Forse la risposta sta proprio nella capacità di evolversi senza tradire sé stessi. Una qualità rara. E oggi più preziosa che mai.






























































