Lancia risveglia la sigla HF e riporta al centro l’Elefantino rosso: Eberhard & Co. celebra la rinascita con un orologio automatico in edizione limitata.
Non tutti i ritorni fanno rumore. Alcuni arrivano con un gesto misurato: un dettaglio rosso che taglia un quadrante, una sigla che si riprende il suo posto, un simbolo che non ha bisogno di spiegazioni. Nel 2026 Lancia tornerà nel mondo del rally con la Ypsilon Rally2 HF Integrale, pronta a competere nel WRC2 del FIA World Rally Championship. E insieme al programma sportivo riemerge ciò che, per gli appassionati, vale più di un logo: HF, High Fidelity.

Per celebrare questo passaggio, che non è un’operazione-amarcord ma un cambio di marcia dichiarato, Lancia sceglie un alleato naturale: Eberhard & Co. Non per mettere un marchio sull’altro, ma per costruire un dialogo tra due culture della precisione: l’ingegneria che corre e quella che misura. Il risultato è Lancia HF x Eberhard & Co., un segnatempo in edizione limitata che lavora su un’idea semplice e attuale: oggi il lusso più credibile non è quello che alza la voce, ma quello che resta coerente.
Lancia HF non come ricordo, ma come metodo
La sigla HF è un feticcio solo per chi la guarda da lontano. Per chi l’ha incrociata davvero – in pista, nei racconti, o anche solo nella memoria fisica di un volante – è una grammatica: fedeltà alla meccanica, gusto del rischio controllato, orgoglio tecnico. Lancia la riporta al centro come segno di rinascita: non una citazione, ma un’affermazione identitaria.

Eberhard & Co., dal canto suo, è una Maison che conosce bene il rapporto tra tempo e competizione: il suo immaginario è da sempre attraversato dai motori, dal cronometro come strumento e come mito. Qui, però, la mossa intelligente è un’altra: non il cronografo muscolare, non l’oggetto racing urlato. Piuttosto, un orologio che porta la sportività come tensione interna, come scelta di proporzioni, come disciplina del dettaglio.
Il segno che conta: l’Elefantino rosso
Il cuore narrativo dell’orologio è sul quadrante: il nuovo logo HF con lettere inclinate, e soprattutto l’Elefantino rosso con la proboscide alzata, simbolo portafortuna introdotto da Gianni Lancia nel 1953. È un emblema che, messo così – piccolo, netto, centrale – smette di essere nostalgia e torna a essere identità. Non decorazione: firma.

Il quadrante è disponibile in tre varianti (bianco, blu, nero), con una lavorazione “soleil” che cambia carattere con la luce: l’orologio non cerca l’effetto speciale, ma lo ottiene proprio perché resta sobrio.
La sportività fatta bene non ha bisogno di gridare
La cassa è in acciaio da 41 mm, con finiture lucide e satinate: proporzione contemporanea, leggibile, senza aggressività. Dentro batte un movimento automatico SW200-1, con 38 ore di riserva di carica e data a ore 6: una scelta affidabile, concreta, più vicina alla logica dell’uso che al collezionismo d’ostentazione.

Poi ci sono i dettagli che fanno la differenza – quelli che un editor di stile chiama micro-energia: la lancetta centrale dei secondi rossa, il riferimento “60” rosso sulla minuteria. Sono richiami al racing, sì, ma sono anche una lezione di misura: niente didascalie, solo accenti.
Due scelte per l’indosso, due identità: cinturino in pelle vintage con impunture rosse (più caldo, più heritage), oppure bracciale Chablis in acciaio con chiusura 2CLICK® (più urbano, più daily). È qui che smette di essere memorabilia e diventa stile: non richiede fedeltà, richiede gusto.
Edizione limitata: una misura, non un alibi
Ogni variante di quadrante è limitata a 120 esemplari, per rendere l’orologio raro quanto basta. Il fondello riporta logo e numerazione progressiva: un dettaglio che firma la serie limitata.

In un momento in cui molte collaborazioni luxury sembrano esercizi di marketing, questa ha una caratteristica rara: una ragione. Lancia sta tornando dove ha scritto alcune delle sue pagine più mitologiche; Eberhard & Co. parla la lingua della precisione e della durata; l’orologio diventa il testimone silenzioso di quel passaggio. E l’Elefantino rosso, sul polso, fa quello che ha sempre fatto: ricorda che determinazione e coraggio non passano di moda. Nemmeno oggi.


