Alla Paris Fashion Week SS26, Alessandro Michele firma la sua seconda collezione per Valentino. Una riflessione sulla luce, la grazia e la forza della delicatezza.
Dopo il debutto teatrale della Fall/Winter 2025 Le Méta-Théâtre Des Intimités, Alessandro Michele torna a Parigi per presentare la sua seconda collezione per Valentino. La sfilata SS26 si apre come un atto di meditazione sulla luce e sulla capacità della bellezza di resistere alle ombre. L’atmosfera è sospesa, quasi sacra: un racconto che unisce introspezione, arte e silenzio.
L’invito — una fiala di lucciole luminose — introduce il tema della fragilità come forza vitale, ispirato alla Lettera sulle lucciole di Pier Paolo Pasolini. L’idea di resistenza attraverso la grazia percorre l’intera collezione, in cui la moda si trasforma in gesto poetico. A dare voce all’apertura è Pamela Anderson, con una performance parlata che celebra la libertà interiore e la forza gentile dell’esistenza.
Valentino SS26, un nuovo lessico di eleganza
L’estetica di Alessandro Michele si riformula e abbandona i barocchismi delle sue stagioni in Gucci. Valentino ritrova una nuova compostezza, senza rinunciare al suo pathos.
Le silhouette si costruiscono attorno alla camicia, che diventa manifesto di stile: ampia, trasparente, con maniche che scivolano fluide su pantaloni di satin o gonne scolpite come petali. I colori — blu pavone, corallo polveroso, avorio e chartreuse — dialogano con la luce, raccontando una femminilità che respira e non teme la sobrietà.
C’è teatralità, ma senza eccesso. Gli abiti da sera si allungano in drappeggi asimmetrici, scolpiti in seta liquida o velluto opalescente. I ricami di lucciole si insinuano come bagliori di resistenza, simbolo di un’eleganza che non cerca applausi ma introspezione. Ogni gesto, ogni taglio, diventa linguaggio.
Nel finale, le luci si abbassano e la passerella si riempie di bagliori intermittenti, come un cielo costellato di lucciole. L’immagine rimane impressa: la moda, per Michele, non è mai solo estetica ma un modo per restare vivi. La collezione Valentino SS26 segna l’inizio di una nuova era, quella in cui la luce non è ornamento, ma resistenza.
Fondato a Roma nel 1960 da Valentino Garavani, il brand è sinonimo di raffinata couture italiana. Dagli anni Sessanta — epoca d’oro di Jacqueline Kennedy e delle dive in rosso Valentino — fino alla direzione di Pierpaolo Piccioli, la maison ha custodito un’idea di bellezza sofisticata e umana. Con Alessandro Michele, Valentino entra ora in una nuova dimensione: più lirica, più emotiva, più consapevole del presente.
Nato a Roma nel 1972, Alessandro Michele ha costruito la sua carriera tra Fendi e Gucci, dove ha imposto una rivoluzione estetica e culturale. La sua visione, intrisa di citazioni letterarie, arte e libertà individuale, ora si intreccia con l’eredità romana di Valentino. Il risultato è un equilibrio inatteso tra rigore e immaginazione, dove l’abito diventa narrazione e la moda un atto di pensiero.















































