Wondernet Magazine
Psicologia

Intelligenza e ansia: perché le persone ansiose sono spesso più brillanti della media?

Ansia e intelligenza, uno studio ne dimostra il nesso
Da tempo si cerca una correlazione tra ansia e intelligenza. Perché spesso chi è molto brillante è anche molto ansioso, apparentemente senza un motivo? Uno studio dimostra questo legame e ne spiega il motivo

Anche quando l’intelligenza è la caratteristica preminente di una persona, non è detto che questa non sia ansiosa. Intelligenza e ansia sembrerebbero invece andare a braccetto. Ecco perché non è inusuale vedere uno studente molto preparato entrare nel panico prima di sostenere un esame.

In questo senso, uno studio della Lakehead University in Canada ha dimostrato l’esistenza del legame tra una mente brillante, creativa, analitica e particolarmente intelligente con tendenze all’ansia (che si tratti di ansia sociale, aspettative e nervosismo, scrupoli e apprensioni eccessive).

Non sempre intelligenza è sinonimo di stranezza

Studi come questo non sono una novità. Già qualche anno fa infatti si è individuata una correlazione tra creatività e tendenze bipolari. Occorre però fare le giuste distinzioni. Non sempre accade infatti che chiunque abbia delle risorse creative spiccate debba necessariamente avere in sé uno squilibrio o un problema psicologico. Vero è anche che persone con QI alto sono maggiormente caratterizzate da stati ansiosi o da ansia cronica generalizzata. Questo perché?

Ansia e intelligenza, uno studio ne dimostra il nesso

Il segreto della correlazione tra intelligenza e ansia

Lo studio in questione avrebbe analizzato, tramite neuroimaging e risonanza magnetica, la relazione tra intelligenza e ansia, tramite la quantità di sostanza bianca presente nel cervello. Infatti, le persone in cui erano presenti un alto livello di intelligenza insieme a caratteristiche ansiose, avevano generalmente una maggiore densità di sostanza bianca.

Ansia e intelligenza, uno studio ne dimostra il nesso

La sostanza bianca presente nel cervello è responsabile della trasmissione di informazioni bioelettriche tra i neuroni. Una sua maggiore densità potrebbe incidere sulle capacità intellettuali e, contemporaneamente, sulle tendenze all’ansia cronica e generalizzata, poiché la sostanza bianca è connessa al controllo emotivo.

Come e perché si verifica il “blocco emotivo”

Ecco perché esiste l’ipotesi di una spiegazione al cosiddetto “blocco emotivo”, fenomeno che si verifica dopo una saturazione delle vie di comunicazione nervosa, causando una paralisi della persona dal punto di vista emotivo, comportamentale e intellettivo.

Insomma, essere intelligenti è un vantaggio sotto molti aspetti, anche se con qualche rovescio della medaglia che potrebbe rendere questa caratteristica non così semplice da gestire!

Articoli correlati

La sindrome della capanna: molti italiani dopo il lockdown non escono più

Laura Saltari

Psicoterapia online: i pro e i contro dell’utilizzo delle piattaforme digitali

Valeria Torchio

Victim blaming, quando la vittima diventa colpevole: la parola allo psicologo

Laura Saltari

Lascia un commento