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Addio a John le Carré: dai suoi romanzi di spionaggio sono nati molti film di successo

Morto John le Carré: tutti i film tratti dai suoi romanzi
Il celebre scrittore britannico è morto a 89 anni per una polmonite non legata al Covid il 12 dicembre. La notizia è stata resa nota nella tarda serata di ieri.

È  stato il quotidiano The Guardian a dare per primo l’annuncio della morte di John le Carré, riportando la conferma dei familiari. Lo scrittore, ex agente segreto del Secret Intelligence Service, è morto per una polmonite (non legata al Covid) al Royal Cornwall Hospital in Cornovaglia, in Inghilterra, sabato sera.

John le Carré era nato a Poole, nel Dorset, il 19 ottobre 1931, ed il suo vero nome era David J. M. Cornwell. Prima di diventare un funzionario del ministero degli Esteri britannico, ed essere reclutato dai servizi segreti (MI6), le Carré ha insegnato all’università di Eton.

“La spia che venne dal freddo”, il primo best seller di John le Carré

Il suo primo bestseller mondiale è stato “La spia che venne dal freddo”, edito in Italia da Longanesi nel 1964. Il romanzo nella sola Gran Bretagna ha venuto mezzo milione di copie in tre mesi, e negli Stati Uniti è rimasto in testa alla classifica di diffusione per quasi un anno. Nel 1965 ne è stato tratto il film omonimo per la regia di diretto da Martin Ritt, interpretato da Richard Burton. Molte altre sono state le trasposizioni per il cinema o la tv dei lavori di John le Carré. 

Morto John le Carré: tutti i film tratti dai suoi romanzi
Richard Burton in una scena del film “La spia che venne dal freddo”

Dai suoi capolavori sono nati numerosi film di spionaggio per il cinema e per la TV

Nel 1966 Sidney Lumet ha portato sul grande schermo il suo romanzo “Chiamata per il morto”. Nel 1969 Frank Pierson ha diretto “Lo specchio delle spie”, con Anthony Hopkins.

Dai romanzi di Le Carré sono stati realizzati anche dei film per la TV: “La talpa”, nel 1970, con Alec Guinness nelle vesti di George Smiley, ed il sequel intitolato “Tutti gli uomini di Smiley” del 1982, sempre con Alec Guinness e con l’attore tedesco Curd Jurgens.

Altri sette romanzi di John Le Carré sono divenuti film per il cinema: nel 1984 “La tamburina”, diretto da George Roy Hill e interpretato da Diane Keaton. Nel 1990, Sean Connery e Michelle Pfeiffer sono stati i protagonisti dell’adattamento di Fred Schepisi de “La casa Russia”. 

Morto John le Carré: tutti i film tratti dai suoi romanzi
Michelle Pfeiffer e Sean Connery in una scena del film “La casa Russia”

Tanti film capolavoro degli anni Duemila sono tratti dai romanzi di John le Carré

Nel 2001 Pierce Brosnan è l’interprete principale de “Il sarto di Panama”, dove compaiono anche Jamie Lee Curtis e Geoffrey Rush. 

Il 2005 è l’anno di “The Constant Gardener – La cospirazione”, pellicola tratta da “Il giardiniere tenace” e interpretata da Ralph Fiennes e Rachel Weisz, che per questo film ha ricevuto l’Oscar alla miglior attrice non protagonista. Nel 2011 Tomas Alfredson ha diretto “La talpa”, con Gary Oldman nel ruolo di George Smiley.

Nel gennaio del 2014 è stato presentato al Sundance Film Festival “La spia – A Most Wanted Man”, trasposizione cinematografia del romanzo “Yssa il buono”, per la regia di Anton Corbijn, con Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Robin Wright e Willem Dafoe. 

Morto John le Carré: tutti i film tratti dai suoi romanzi
Pierce Brosnan in una scena del film “Il sarto di Panama”

“The Night Manager” nel 2016 è divenuto un telefilm in 6 puntate, interpretato da Tom Hiddleston e Hugh Laurie. Nello stesso anno è uscito il film “Il traditore tipo” con Ewan McGregor, tratto dal romanzo di John le Carré “Il nostro traditore tipo”. Nell’autunno 2018, infine, la BBC ha trasmesso la trasposizione in una miniserie di 6 puntate de “La Tamburina”, interpretata da Florence Pugh, Alexander Skarsgård e Michael Shannon, per la regia di Park Chan-wook.

Morto John le Carré: tutti i film tratti dai suoi romanzi
Tom Hiddleston e Hugh Laurie in “The Night Manager”

Johnny Geller, agente di John le Carrè, ha detto di lui: «Era un gigante indiscusso della letteratura inglese. Ho perso un mentore, un’ispirazione e, soprattutto, un amico. Non lo rivedremo più».

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