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I lavoratori dello spettacolo in piazza in tutta Italia: «Chiediamo diritti, dignità, reddito, cultura»

Si è svolta ieri in molte città italiane, da Roma a Milano a Venezia a Napoli, una manifestazione dei lavoratori dello spettacolo. Chiedono alle istituzioni maggiori tutele e il riconoscimento dei loro diritti. “Convocateci dal vivo” è la richiesta contenuta anche in una petizione su change.org 

In questi mesi di lockdown sono state numerose le iniziative a sostegno dei diritti dei lavoratori dello spettacolo. Con i cinema chiusi, le produzioni bloccate, l’impossibilità di esibirsi dal vivo, quello dello spettacolo è certamente uno dei settori che maggiormente ha risentito dell’impatto devastante della pandemia Covid-19.

Al Governo sono stati indirizzati numerosi appelli. A partire dall’iniziativa“Non siamo inutili”, lanciata dallo scrittore Stefano Massini, alla quale ha aderito una vastissima schiera di artisti da Carlo Verdone a Pierfrancesco Favino, da Silvio Orlando a Ferzan Özpetek. 

L’edizione 2020 dei David di Donatello è stata interamente dedicata ai lavoratori dello spettacolo. Non soltanto agli attori, ma a tutta quella platea invisibile e numerosissima di addetti ai lavori: montatori, costumisti, truccatori, tecnici senza i quali la magia del cinema non sarebbe possibile.

Anche il mondo della lirica ha fatto sentire la sua voce, e numerose sono state le iniziative di solidarietà e le  raccolte fondi in streaming, come la maratona benefica dei comici di Zelig.

Lo scorso 19 maggio, i lavoratori dello spettacolo hanno inviato alle istituzioni un documento di emergenza chiedendo all’esecutivo di essere ricevuti con urgenza, per discutere su un possibile reddito di continuità che sostenga il comparto fino alla ripresa piena dei singoli settori.

Ieri i lavoratori dello spettacolo in piazza da Nord a Sud dell’Italia 

La protesta si è svolta in sicurezza. Tutti i partecipanti hanno indossato le mascherine e hanno rispettato il distanziamento. A Milano in piazza Duomo c’erano migliaia di attori, ballerini, comici, musicisti e coristi della Scala. Chiedono al Governo «un reddito di sussistenza e di continuità».

Insieme a loro anche coreografi, cantanti, deejay, tecnici e maestranze, doppiatori, sceneggiatori e registi, sarti, truccatori. Leonardo Manera, comico di Zelig, ha anche inscenato un breve monologo: «Prego per i politici che dicono di non aver sbagliato niente e anche per i virologi che sono diventati più vanitosi dei tronisti di uomini e donne. Prego per quelli che hanno cercato le mascherine a 50 centesimi e non le hanno trovate». Il grande striscione bianco esposto in piazza Duomo recitava: «Diritti, dignità, reddito, cultura». Su altri cartelli si leggeva «Senza di noi le idee restano idee» e «Sempre in lotta per un mondo spettacolare» e anche «Il nostro lavoro è dal vivo, no al Netflix della cultura». 

Foto: pagina Facebook Autorganizzati Spettacolo Roma

“Convocateci dal vivo” è la richiesta alle istituzioni

Flash mob anche a Torino, Venezia, Firenze, Bologna, a Roma in Piazza San Giovanni e a Napoli in piazza del Plebiscito. 

Il 15 giugno ricominceranno le attività dello spettacolo, ma per tutti gli spettacoli live bisognerà attendere il 2021. Molti teatri stanno chiudendo, i festival non andranno in scena, non c’è una riprogrammazione. Per questo i lavoratori dello spettacolo chiedono un reddito di sussistenza e di continuità.

I lavoratori auspicano che venga organizzato un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato con sindacati, governo e istituzioni. “Convocateci dal vivo” è la richiesta alle istituzioni, contenuta anche in una petizione su change.org firmata da quasi 5.000 persone.

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