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Coronavirus, Filippo La Mantia: «Se mi chiamano corro a Bergamo, sono pronto a dare una mano» 

Il celebre cuoco ha inviato materia prima per la mensa degli operai dell’ospedale da campo di Bergamo. Ma è pronto a fare di più:  «In Sudan ho collaborato con Emergency, andrei subito».

«Due settimane fa ho chiuso il ristorante e dieci giorni fa ho interrotto il deliveroo. Era più opportuno che rimandassi i ragazzi a casa dai loro familiari». A parlare con l’Adnkronos è il cuoco siciliano Filippo La Mantia, che vive da qualche anno a Milano dove ha aperto un ristorante.

«Poi qualche giorno fa mi hanno contattato i fratelli Cerea di Bergamo che cureranno la cucina dell’ospedale da campo di Bergamo. E sto provvedendo a far recapitare loro la materia prima. Al ristorante ho le celle piene di cose molto buone. E contribuirò in questo modo. Poi se mi chiamassero domani mattina per andare a cucinare, partirei subito».

Lo chef Chicco Cerea, 3 stelle Michelin e titolare del ristorante “Da Vittorio” a Brusaporto, cucinerà per l’ospedale da campo di Bergamo. Qualche giorno fa Cerea aveva lanciato un appello: “abbiamo bisogno di materie prime”, prontamente raccolto da molti ristoratori, tra i quali anche Filippo La Mantia.

«I Cerea – prosegue La Mantia – hanno contattato tutti gli amici cuochi e gli amici che hanno un ristorante – racconta – chiedendo aiuto. Hanno fatto una sorta di centro di smistamento per vettovaglie e materia prima. Proprio ora sto aspettando che mi richiamino per sapere esattamente come provvedere alla consegna di queste cose. Probabilmente manderanno loro qualche camion. Se mi chiamassero domani mattina io – ripete lo chef – andrei subito, senza pensarci un attimo. Io ho collaborato con Emergency in Sudan, ho fatto progetti legati ai detenuti nelle carceri. Questo poi – dice riferendosi al coronavirus – è un fenomeno al di sopra di tutto quello che si poteva immaginare. Ed io andrei ovunque mi chiamassero per dare una mano. Certo, vorrei operare in Lombardia solo perché è la Regione in cui vivo ed è quella più colpita in questo momento. Se i colleghi o una struttura mi contattassero, sarei pronto a muovermi subito, nel frattempo stiamo tutti rigorosamente a casa, la mia compagna ed io siamo usciti 2 volte in due settimane e solo per fare la spesa necessaria».

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