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Giorgio Tirabassi: «Questa serie è un tributo a Mattia Torre, che chiudeva le riunioni dicendo “Liberi tutti, ci vediamo domani”»

Amato e conosciuto dal grande pubblico come l’ispettore capo Roberto Ardenzi in “Distretto di Polizia”, Giorgio Tirabassi è uno degli attori più sorprendenti del panorama cinematografico italiano

Tra serietà ed ironia, l’attore ha raccontato i personaggi sempre con grande cura e con una sensibilità particolare. Indimenticabile la sua interpretazione di Paolo Borsellino, nell’omonimo film per la tv del 2004. Nel 2019, Giorgio Tirabassi ha esordito anche come regista con il film “Il Grande salto”, del quale è protagonista insieme a Ricky Memphis.

La sua carriera si è sempre divisa tra cinema, teatro e televisione. Ora, dopo un periodo non semplice per motivi di salute, Tirabassi torna con “Liberi Tutti”. L’ennesima grande prova per un attore che dimostra di saper cogliere le novità della propria arte, con freschezza e modernità.

Nei dodici episodi di “Liberi Tutti” Giorgio Tirabassi interpreta con profonda umanità e irriverenza la storia di Michele, un avvocato che con la sua condotta a dir poco spregiudicata è riuscito a crearsi un impero economico. Un giorno Michele viene fermato con 25 milioni di euro in auto: condannato agli arresti domiciliari, dovrà scontare la pena a casa dell’ex moglie Eleonora (Anita Caprioli), fondatrice del primo modello di coabitazione solidale a Roma. Michele non sopporta la mentalità del cohousing e soprattutto il fatto di dover condividere gli spazi con l’ex, ora innamorata di Riccardo (Thomas Trabacchi). Tra gli altri membri del cast spiccano Caterina Guzzanti, Valeria Bilello e Ugo Dighero.

Ugo Dighero, Giorgio Tirabassi e Thomas Trabacchi in una scena di Liberi Tutti

Giorgio, sei il protagonista della serie “Liberi Tutti”. Come descriveresti il tuo personaggio? 

Il mio personaggio è un avvocato cinico e trasgressivo, pieno di privilegi e con un grande tenore di vita. Vive come un milionario, in una lussuosa casa. Si ritrova a dover scontare gli arresti domiciliari in una comune dove tutti gli abitanti si rispettano, sono disponibili ed hanno una cura del corpo e della salute. Amano le verdure, al mattino bevono acqua ed aceto, praticano il Tai Chi. Michele dovrà imparare a convivere con personaggi che, ai suoi occhi, sembrano quasi fuori dal mondo.

La serie si intitola “Liberi Tutti’ per omaggiare e ricordare il regista e sceneggiatore Mattia Torre, recentemente scomparso. Che ricordi hai di Mattia? 

Mattia è stata la prima persona che ho conosciuto. Solo in un secondo momento ho incontrato Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico. Mattia amava chiudere le riunioni di sceneggiatura con la frase: “Liberi tutti”. Insieme ai due registi della serie, abbiamo voluto ricordare Mattia in modo affettuoso. Così, anche le lunghissime riunioni degli abitanti del nido si concludono con la medesima frase. Nella serie, vedrete delle bellissime riunioni dove ogni componente della serie, tira fuori dei pensieri e dei problemi interessanti o meno.

Cosa ti ha colpito di questa esperienza e di questa storia? 

Quando ho iniziato a leggere le sceneggiature di “Liberi Tutti” ho subito provato un grande divertimento. Poi, ho iniziato a girare e il divertimento si è rafforzato. La scrittura di questa storia è magnifica e c’è un bel racconto di un personaggio cinico che con il suo cinismo si ritrova a guardare davvero il mondo in cui vive. Insieme al resto del cast, siamo subito diventati grandi amici, come se fossimo dei compagni di liceo. Ho avuto accanto dei professionisti eccezionali, al servizio di una storia molto bella. Tutti hanno avuto un grande senso di umorismo. Sono orgoglioso e contento di questa serie.

 

 

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