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Chanel, la prima collezione Métiers d’art di Matthieu Blazy sfila nella metro di New York

Modelle durante la sfilata Chanel Métiers d’Art 2026 nella metropolitana di New York
Nella sua prima Métiers d’Art, Matthieu Blazy unisce artigianalità d’eccellenza e cultura pop, trasformando la metropolitana di New York in un racconto cinematografico firmato Chanel.

Il ritorno di Chanel a New York segna una svolta nell’era Matthieu Blazy, che sceglie l’atmosfera sotterranea di 168 Bowery, per presentare una Métiers d’art 2026 dall’impianto narrativo sorprendente. Un vecchio binario abbandonato diventa un set teatrale sospeso tra realtà metropolitana e immaginario cinematografico, perfetto per raccontare una collezione che intreccia couture e quotidianità, memoria parigina e spontaneità americana.

Modelle sfilano sulla banchina della metropolitana di New York per Chanel Métiers d’Art 2026
Modelle durante la sfilata Chanel Métiers d’Art 2026 nella metropolitana di New York – ph. Chanel – wondernetmag.com

La location non offre solo una cornice, ma un ritmo: il respiro incessante della città che accelera, rallenta, cambia direzione senza preavviso.

Chanel Métiers d’art 2026: l’artigianalità d’eccellenza incontra la cultura pop

Le modelle scendono dal treno con la naturalezza di chi affronta una giornata qualunque, ma basta un passo sulla piattaforma perché l’energia diventi immediatamente Chanel. L’atmosfera richiama la vita sotterranea della città, fatta di incroci veloci, sguardi fugaci, stili che convivono senza sforzo.

Blazy cattura questa dinamica urbana e la traduce in una collezione che mescola suggestioni Seventies e Eighties, vibrazioni downtown e piccoli rimandi all’archivio della Maison. Ogni look racconta una storia diversa, ma tutto converge sullo stesso punto: l’artigianalità che regge l’impianto creativo.

Il tweed interpreta ruoli nuovi. Diventa leopardato, ma lavorato e non stampato, oppure si trasforma in una superficie luminosa che ricorda i mosaici metropolitani. Una seta sottilissima, lavorata per sembrare denim vissuto, aggiorna tecniche nate negli anni Venti e le rende attualissime. Le giacche puntano su un equilibrio fresco tra spalle scolpite e volumi posteriori più morbidi, mentre la sera apre un altro capitolo: sfumature ombré, gonne-petalo con orli volutamente sfilacciati, piume che reagiscono alla luce come pozzanghere illuminate in strada.

Non manca un tocco ironico, calibrato con intelligenza. Una gonna che cita l’Empire State Building alla rovescia, borse che richiamano i coffee cup newyorkesi e stampe di cani metropolitani alleggeriscono il mood senza spezzarne il tono. Blazy gioca, ma sempre con misura. Niente eccessi, nessuna teatralità gratuita. Solo un equilibrio controllato, fresco, profondamente Chanel.

Il mondo Métiers d’art: eccellenza che attraversa la storia

Per capire davvero lo spirito della collezione, basta ricordare cosa sono i Métiers d’Art e cosa significano per Chanel. Sono l’omaggio annuale della Maison ai suoi atelier d’eccellenza: ricamatori, plumassier, modisti, orafi, pellettieri. Artigiani che da decenni collaborano con Chanel, spesso attraverso acquisizioni mirate per preservare competenze a rischio scomparsa. Le collezioni Métiers d’Art uniscono sperimentazione e tradizione, portando l’alta moda fuori dal suo tempio parigino per dialogare con il mondo. New York, così complessa e magnetica, diventa quindi il terreno naturale per un racconto di contaminazioni.

Con questa sfilata, Blazy imprime una direzione chiara: Chanel può essere classica e radicale allo stesso tempo. La Métiers d’Art 2026 non replica formule, ma ridefinisce il rapporto tra artigianato e contemporaneità. New York diventa lente, specchio e amplificatore di un’identità che evolve senza perdere la propria anima. Una dichiarazione di modernità assoluta.

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