Tanmaxxing è il trend social che punta all’abbronzatura estrema. Cos’è, perché piace alla Gen Z e quali sono i rischi per la pelle.
Dimenticare la protezione solare, controllare l’indice UV e scegliere proprio le ore in cui il sole è più forte. Sembra l’esatto contrario di tutto quello che abbiamo imparato sulla skincare negli ultimi anni. Eppure sui social sta prendendo piede il tanmaxxing, la corsa all’abbronzatura più intensa possibile.
Il fenomeno sta circolando soprattutto tra Gen Z e giovanissimi. Su TikTok e Instagram si moltiplicano video dedicati a routine per intensificare la tintarella e strategie per esporsi quando l’indice UV è alto. In alcuni contenuti viene persino suggerito di ridurre o evitare l’SPF.
Una tendenza che riporta indietro di qualche decennio l’orologio della bellezza. Mentre oggi la skincare ha trasformato la protezione solare in un gesto quotidiano, il tanmaxxing recupera l’idea della pelle molto abbronzata come sinonimo di bellezza e benessere.
Cos’è il tanmaxxing
La parola mette insieme tan, abbronzatura, e maxxing, cioè portare qualcosa al massimo. È un termine nato sulla scia del looksmaxxing, il fenomeno social che punta a migliorare e trasformare il proprio aspetto attraverso beauty routine, fitness e altri accorgimenti estetici.

Nel tanmaxxing tutto ruota invece intorno all’abbronzatura: più è evidente, meglio è. E i segni del costume diventano quasi parte del look.
Il problema nasce quando, per ottenere il risultato desiderato, si passa troppo tempo al sole oppure si considera la protezione solare un ostacolo all’abbronzatura. Alcuni contenuti arrivano infatti a incoraggiare l’esposizione quando l’indice UV è particolarmente alto.
Perché il tanmaxxing preoccupa i dermatologi
Una pelle molto abbronzata può sembrare luminosa e farci sentire subito in vacanza, ma l’abbronzatura è in realtà una reazione della pelle ai raggi ultravioletti.
Esporsi troppo può favorire macchie, rughe e invecchiamento precoce della pelle. Nel tempo aumenta anche il rischio di tumori cutanei. E non serve arrivare a una scottatura evidente perché i raggi UV possano provocare danni.

Ecco perché inseguire deliberatamente le giornate con l’indice UV più alto è una pessima idea. Quel numero non indica quanto sarà bella l’abbronzatura: serve a capire quanto è forte la radiazione ultravioletta e quanto bisogna proteggersi.
Abbronzati sì, ma senza esagerare
La buona notizia è che non bisogna rinunciare all’effetto sunkissed. La differenza la fa il modo in cui lo otteniamo.

La protezione solare resta fondamentale quando ci esponiamo, anche se vogliamo abbronzarci. Per chi invece desidera un colore più intenso senza aumentare le ore trascorse al sole, oggi ci sono autoabbronzanti, bronzer, gocce viso e prodotti glow capaci di regalare un bellissimo effetto dorato.
Il tanmaxxing, insomma, può anche funzionare benissimo in un video da pochi secondi. Molto meno sulla pelle. E forse è proprio questo il punto da ricordare quando un nuovo trend beauty diventa virale: non tutto quello che funziona su TikTok deve necessariamente entrare nella nostra beauty routine.


